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Se vi dovessero chiedere il primo gol che vi viene in mente pensando a quelli segnati da Javier Ernesto Chevanton con la maglia del Lecce, siamo certi che la maggior parte di voi ricorderebbe la rete siglata al Parma nella prima partita con la maglia giallorossa: tocco di spallino per rubare il pallone dalle mani di Sebastian Frey, pallonetto perfetto sotto la Nord e subito esultanza indimenticabile, nel giorno di Sant’Oronzo.

Eppure non è quello il più iconico 

Eppure, a parer di chi scrive almeno, il gol più iconico della storia di Javier Ernesto Chevanton con la maglia del Lecce non è quello.

Partiamo dal presupposto che il campione uruguaiano ha segnato 58 gol con la maglia giallorossa, dei quali 30 in Serie A, 15 in Serie B e 5 in Serie C. Con altre realizzazioni sparse poi tra play off e Coppa Italia. 

Di queste 58 reti molte sono state di pregevole fattura. Punizioni all’angolino - su tutte quella realizzata contro il Milan dei fenomeni - giocate culminate con dribbling ubriacanti e staffilate terribili a gonfiare la rete ed anche realizzazioni da rapinatore d’area di rigore, da attaccante vero con il fiuto del gol.

Chevanton nel Lecce ha messo in mostra tutto il suo talento allo stato puro. Lo ha fatto anche altrove ma nel Salento si sentiva a casa e, si sa, quando ci si sente a casa si provano giocate che in altri contesti ed in altre realtà nemmeno si pensano.

Il nostro gol 

C’è un gol però che rappresenta meglio di tutti l’esperienza di Javier Ernesto Chevanton con la maglia del Lecce. È l’ultimo gol della sua prima esperienza in giallorosso, l’arrivederci verso nuovi lidi prima dei suoi due ritorni. Perché Javier, come ha avuto modo di dire in tante occasioni, ha indossato altre maglie nella sua carriera senza mai togliere quella del Lecce.

Quello che vi stiamo per raccontare è accaduto esattamente 20 anni fa allo Stadio Via Del Mare. Era Lecce-Reggina, un derby del Sud tra due squadre già salve, che avevano come unico obiettivo quello di congedarsi nel miglior modo possibile dai propri tifosi. 16 maggio 2004, sembra passata una vita ma per fortuna il club salentino in questi giorni sta festeggiando un’altra salvezza nella massima serie e, quindi, quel periodo nel quale eravamo tremendamente più giovani non ci sembra poi così distante.

Chevanton
Chevanton

La rete 

Al decimo minuto Javier Ernesto Chevanton da Juan Lacaze, attaccante uruguaiano di nascita ma salentino di animo, realizza il gol più iconico della sua carriera con il Lecce. Calcio d’angolo da sinistra nei pressi della bandierina sotto la Curva Sud. Lui calcia una parabola carica di effetto, che nessuno colpisce e che si infila beffarda in porta, battendo l’incolpevole portiere avversario. Gol, direttamente da calcio d’angolo, in uno stadio che aveva già assistito ad una prodezza del genere da parte di Roberto Baggio, quando il 10 per eccellenza del calcio italiano indossava la maglia del Brescia. 

Rete e saluto finale, con tutti i compagni a creare un tunnel umano e lo stadio a tributargli la giusta ovazione. Lui, invece, sorridente, giovane e colorato di giallorosso persino in testa. Pazzia, genio e sregolatezza ma anche amore incondizionato per quei colori. 

Ora Javier vive a Lecce. Durante la sua carriera nel Salento è tornato due volte da calciatore, segnando gol decisivi e vivendo anche l’amarezza della sconfitta in Serie A. Il suo compito adesso è trasmettere, sempre con addosso i colori giallorossi, le sue competenze ed il suo attaccamento a questa maglia. 

20 anni fa ha segnato il gol che vi abbiamo appena raccontato ma da quel giorno ad oggi la sua passione per il Lecce non è mai cambiata. Anzi, forse è aumentata con il passare degli anni. 

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