Lecce-Milan: due passi indietro e sconfitta evitabile

La seconda giornata di campionato ha registrato un passo indietro rispetto alla partita contro il Genoa
Siamo d'accordo, è sempre calcio d'Agosto ma quello che non ci è piaciuto è che il Lecce abbia fatto un vistoso ed inaspettato passo indietro rispetto a Genova. Non perchè i rossoblu siano paragonabili al Milan (sicuramente i rossoneri sono una big) ma per l'atteggiamento tenuto dai giallorossi. Niente più pressione alta feroce, tutti i tentativi sono stati blandi, niente più reparti corti e stretti, spesso secondi sulle “seconde palle” e molti i duelli persi, quasi tutti.
Praticamente gli uomini di Allegri hanno fatto la partita che avrebbe dovuto fare il Lecce, hanno aggredito, sono stati asfissianti e ogni volta che recuperavano palla ripartivano velocemente verso la porta difesa da Falcone. Hanno giocato come una provinciale e questo ha pagato. La settimana scorsa abbiamo detto che il gruppo giallorosso ha ampi margini di miglioramento e ne siamo convinti, però una “piccola” come il Lecce non può mai prescindere dalla “cattiveria agonistica” e Di Francesco deve capire immediatamente che alcuni elementi se non sono in serata vanno sostituiti, mentre altri devono restare in campo finchè non sono loro a chiedere il cambio perchè stremati.
Fino a quando sul terreno di gioco c'è stato l'undici del primo tempo il Lecce è riuscito, pur con difficoltà, a rimanere in partita, non appena è stato sostituito Kaba il centrocampo è imploso; togliere Pierotti ci può anche stare ma mettere lì un Morente insufficiente ed in serata negativa già sulla sua fascia non porta a nulla, anche perchè Veiga aveva dato il massimo contro un dirimpettaio che l'ha messo in enorme difficoltà ed andava sostituito per tempo, se poi gli metti a coprirlo uno già stanco, hai aperto le praterie.
Dicevamo che uscito Kaba la linea mediana ha iniziato a perdere colpi, se poi lo sostituisci con Berisha in piena involuzione la frittata è fatta. L'albanese deve capire immediatamente che nel calcio d'oggi i centrocampisti che vogliono palla sui piedi ma non fanno nulla per andare a recuperarla non possono giocare. Contro il Milan aveva di fronte un certo Modric, un quarantenne che a dispetto dell'età ha difeso ed attaccato per tutta la partita. Per migliorare ed essere utile al Lecce dovrebbe prendere ad esempio proprio l'ex pallone d'oro che, come i suoi compagni, dà il massimo anche quando non ha la sfera tra i piedi; la “promessa” albanese possiede le qualità ma se non si sbriga a farle emergere rimarrà, appunto, una promessa.
Contro il Milan sono mancati all'appello tutti gli esterni, sia alti che bassi, chi per un motivo e chi per l'altro non sono riusciti, nella fase offensiva, a dare un briciolo di qualità alla manovra al netto di Pierotti che qualcosa in più l'ha fatta finchè non è “scoppiato”; questa è una nota dolente e preoccupante perchè se decidi che le verticalizzazioni della tua squadra vanno fatte in quelle zone di campo ma gli elementi non rendono, viene difficile essere pericolosi e la punta resta isolata.
Di Francesco ci ha messo del suo stavolta, sicuramente non è stato fortunato nelle scelte a partita in corso ma ci preoccupa di più l'atteggiamento della squadra che, se non è stato quello giusto, è anche una sua responsabilità. Lo ripeteremo fino alla noia: il Lecce non può prescindere dal mettere in campo ed in ogni occasione la cattiveria agonistica, poi può anche perdere le partite ma l'atteggiamento giusto deve essere per forza quello.
Noi siamo convinti che quest'organico abbia gli strumenti per fare bene, così com'è, ma questa partita deve servire da monito: il Lecce non può “specchiarsi” mai, la punizione sarebbe durissima e l'allenatore deve capire velocemente che il centrocampo, anima pulsante della squadra, non può permettersi di supportare elementi che non si sacrificano per il bene collettivo coniugando entrambe le fasi.
Ora ci sarà la pausa per gli impegni delle nazionali e Di Francesco avrà l'opportunità di migliorare idee e movimenti con chi resta.