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Ylber Ramadani, centrocampista del Lecce, si è raccontato ai microfoni di DAZN, spiegando anche i motivi per i quali è stato fermo per circa 3 settimane qualche tempo fa. 

Salvezza 

Se me lo avessero detto prima del campionato che ci saremmo salvati con tre giornate d’anticipo, avrei firmato subito. Avremmo meritato più punti, siamo stati sfortunati a volte, ma siamo stati bravi a raggiungere un grande risultato. Ora vogliamo chiudere bene davanti ai nostri tifosi. Mister Gotti voleva assolutamente un risultato contro l’Udinese, è la sua mentalità, ma non ci siamo riusciti. Segnare nei minuti finali come ci è capitato a volte è bellissimo, ed è grazie anche alla spinta dei nostri tifosi.

Come lo ha convinto Corvino?

In estate mi ha detto che quello che era un ruolo importante quello che fu di Hjulmand, e che dovevo fare bene. Sapevo che Hjulmand è stato un calciatore importante, mi sono impegnato da subito per fare bene. Dalla prima all’ultima partita abbiamo sempre sentito calore e affetto, sono fantastici e mi sono sempre stati vicino. Mi emoziona anche il coro 'Albania alé'. Qui nel Salento c’è un clima bellissimo, con la mia famiglia mi trovo benissimo, c’è un cibo fantastico. Adoro le linguine ai frutti di mare. 

Krstovic e Ramadani

Il rapporto con il nuovo allenatore 

Davvero bene, mi dà tantissima fiducia in campo, ha cambiato sistema di gioco facendoci fare quei punti di cui avevamo bisogno. Anche D’Aversa ha fatto un grande lavoro. Nello spogliatoio parliamo sette lingue diverse, poi quando siamo insieme fuori a mangiare una pizza, usiamo Google Translate, soprattutto Banda. Io sto sempre con Berisha, Krstovic è il più simpatico.

Europei con l’Albania 

Per me giocare gli Europei è un sogno. Avremo di fronte anche l’Italia, cercheremo di fare il massimo ma gli Azzurri sono davvero forti, così come Spagna e Croazia, d’altronde. A Pongracic ho detto che noi e l’Italia andremo avanti, mentre Spagna e Croazia saranno eliminate.

L’infezione

Stavo veramente male. Ho rischiato di morire, ora sto bene e devo ringraziare davvero il presidente, i direttori Corvino e Trinchera, il mister e tutta la società. Sono stato davvero male, c’è stata grande preoccupazione ma ora sono tornato, sto bene e sono contento di averlo fatto festeggiando la salvezza. È stato come avere intorno a me una famiglia. Per dieci giorni tutti mi hanno guardato come fossi un bambino, come fossi il figlio di tutti, del presidente, dei direttori o del mister. 

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