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"Dopo averlo preannunciato a giugno, stasera ci siamo ufficialmente "legati" per altri 3 anni (anzi 4 in considerazione dell'opzione per un anno aggiuntivo), con un unico obiettivo comune: non lasciare trascorrere un solo giorno senza far crescere il club in mentalità, solidità, strutture, vivaio ed organizzazione. Tutto è possibile, con l'aiuto della nostra gente. #modellolecce ".

Saverio Sticchi Damiani ha annunciato così il rinnovo di contratto di Pantaleo Corvino. Lo ha fatto attraverso i propri canali social, consapevole che si trattasse di una formalità, di qualche firma da mettere su alcuni fogli per rendere ufficiale quanto già pattuito grazie a tanto lavoro e qualche sguardo di complicità.

Complicità. Si, è questa la parola chiave. Quella che fa la differenza in un rapporto vincente e duraturo. Il presidente ed il suo direttore si conoscono da una vita, ma non avevano mai lavorato assieme. Negli ultimi 3 anni, invece, hanno unito le loro forze ed hanno intrapreso un percorso all’unico scopo di rendere indimenticabile il loro passaggio nell’Unione Sportiva Lecce.

Saverio ha studiato un progetto, un modello, una visione che potesse portare questo club più in alto possibile, senza porsi limiti ma imponendosi dei paletti utili a crescere con i giusti tempi, senza mai strafare o rischiare di rovinare questo prezioso bene comune. Ha scelto Pantaleo che, dal canto suo, ha deciso di tornare nella sua terra, dopo aver vinto e lasciato il segno ovunque. Il dirigente originario di Vernole ha definito questo ritorno “l’ultimo volo” eppure, per la voglia e la passione che ci mette e che trasmette, pare essere alla sua prima esperienza lavorativa. 

Le competenze e le conoscenze di Pantaleo Corvino messe al servizio delle idee e delle visioni di Saverio Sticchi Damiani. Due uomini salentini veraci e, soprattutto, orgogliosi di rappresentare un popolo che si fida ciecamente di entrambi e che ha affidato loro i propri sogni calcistici.

La promozione in Serie A, la salvezza di Monza, la vittoria dello Scudetto Primavera, il sorteggio in Youth League ed anche il quarto posto di queste prime 3 giornate, con l’avvio migliore di sempre nella massima serie. Tutto questo non può essere solo frutto del caso o di fortunate coincidenze. Anzi, il lavoro ed il progetto Lecce sono ancora agli albori, sebbene tanto sia stato fatto in questi primi 3 anni. Corvino, al suo arrivo, ha trovato entusiasmo e voglia di lavorare nei soci ma anche un patrimonio tecnico ridotto all’osso ed un settore giovanile in difficoltà, che non sfornava talenti da ormai troppo tempo. Avrebbe potuto accontentarsi, chiudere la carriera pensando solo all’oggi, al risultato del presente, senza programmare il raccolto futuro. Invece, ha portato il suo modo di lavorare ed ha preso in mano la situazione, contornandosi di collaboratori capaci e della figura di Stefano Trinchera, un altro salentino che conosce il suo mestiere e conosce il valore della gavetta. 

Questo rinnovo rappresenta il primo step di crescita. Il Lecce è diventato un club da rispettare anche in Serie A e tutto questo è merito di chi lavora giorno e notte per alzare di continuo l’asticella degli obiettivi. Chi crede che quanto visto fino ad ora sia il massimo al quale la società giallorossa possa aspirare si sbaglia di grosso. Gli ostacoli ci sono e ci saranno ma fa parte del gioco. Testa basse e lavoro duro, che qui si è solo all’inizio.

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