Lecce, così non basta. Il Milan fa il compitino e passa: servono risposte

Luci accese al “Via del Mare”, ma i giallorossi restano al buio: Diavolo cinico, salentini in difficoltà su tutti i fronti. Serve una svolta immediata. L’analisi del direttore Francesco Romano
Veiga e Gallo, poca spinta e tanti errori
Altro tema ricorrente: i terzini. Veiga da un lato, Gallo dall’altro, non sono mai riusciti a offrire ampiezza vera né cross degni di questo nome. Con gli esterni offensivi fuori giri e i centrocampisti statici, serviva qualcosa di più dai laterali bassi. Non è arrivato. E la sensazione è che le fasce, ad oggi, siano il grande punto debole di questo Lecce.
Tiri in porta? Solo due. Il dato che fa più male
Il numero è impietoso: due tiri nello specchio in oltre 95 minuti di gioco. In Serie A, a questi ritmi, si va dritti verso il baratro. Nessuna squadra può permettersi questa sterilità offensiva. Men che meno una squadra come il Lecce, che deve correre ogni domenica per salvarsi.

Due gare, zero gol: l’allarme inizia a suonare
Per la prima volta dal febbraio scorso, il Lecce rimane a secco di reti per due partite consecutive in campionato. Allora furono addirittura quattro. Stavolta bisogna fermare l’emorragia prima che diventi cronica. E se davvero il mercato giallorosso è chiuso – come sembra – allora la scossa dovrà arrivare dal gruppo e dall’allenatore.
Eusebio Di Francesco lo sa bene: la Serie A non aspetta nessuno. E questo Lecce, al momento, è rimasto ai blocchi di partenza. È ora di correre. E in fretta.