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Probabilmente non la miglior prestazione, probabilmente non il miglior Lecce di questi ultimi tempi. Poco propositivo, poco incisivo nella metà campo avversaria ma sicuramente, a mio personale parere, tenace

Sì, tenace nell’affrontare un avversario, sulla carta, più forte di te, tenace nell’aver resistito per tutta la gara contro una squadra chiamata a rispondere sul campo dopo il passo falso del precedente turno di campionato e obbligata a ottenere il massimo dei punti; tenace nel non aver dimostrato troppo divario tecnico durante l’incontro, cercando di lottare su ogni pallone, subendo il meno possibile. 

È vero, praticamente nessun tiro in porta nello specchio avversario ma non mi preoccupo così tanto di questo dato (quantomeno per ora), soprattutto se si considera che il rivale fronteggiato, oltre all’azione del gol e a un tiro pericoloso durante il primo tempo, non ha praticamente quasi mai impiegato l’estremo difensore giallorosso. Vorrei non disperarmi poi così tanto di quanto successo martedì sera contro la Juventus ma portarmi per la sfida di oggi quanto di buono tratto. Quando scrivo che per battere questo Lecce serve passarci sul suo intero corpo non lo è tanto per riempire d’inchiostro spazi bianchi del foglio ma perché credo fortemente nelle potenzialità di questo club. 

E non lo dico solo da tifoso, ma perché oggettivamente in questo momento storico della stagione la squadra ha dimostrato di valere, meritando i risultati ottenuti, la posizione in classifica e quanto di buono è stato fatto per arrivare  a questo punto del percorso, anche a Torino facendo sudare, e non poco, gli avversari per vincere la partita. Voglio portarmi questo, essere consapevole che anche contro il Napoli al Via del Mare la squadra saprà dire la sua, contro un avversario proibitivo certo ma non impossibile. Bisognerà fare gli straordinari per portare a casa un risultato positivo, evitando di sbagliare il meno possibile ma questo Lecce ha le carte in regola per non farsi padroneggiare dal suo rivale, con dovuto rispetto sì ma senza alcuna paura . È tutto bellissimo: il momento, il gruppo, l’ambiente ma sempre piedi per terra. Sempre. 

Non si era forti prima non lo si è adesso. Però deve esserci consapevolezza, non deve mancare mai. Consapevolezza dei propri mezzi, delle proprie qualità. Consapevolezza di riconoscere la forza del proprio avversario ma allo stesso tempo di poter fargli male se sfruttati i giusti momenti. Oggi sarà un altro momento di quel famoso percorso da dover portare a termine, un altro mattoncino da dover aggiungere all’edificio da costruire. Un altro pezzo di storia da dover scrivere, tutti uniti come sempre per l’obiettivo da dover raggiungere. 

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