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Sebbene l’arrivo di Ramadani non lo stia poi facendo rimpiangere così tanto in mezzo al campo, considerate le ultime prestazioni degne di nota e qualità per il gioco della squadra, per i più nostalgici la partenza di Hjulmand potrebbe rappresentare, ancora oggi, una mancanza forte da dover interamente digerire.

L’assenza di quel biondino, abile a rincorrere e recupere palloni con la fascia da capitano, fa tutt’ora un certo effetto ma il calcio di oggi, si sa, non è più quello delle bandiere e dei sentimentalismi ma lascia spazio a opportunità da dover cogliere e sfruttare al meglio quando si è chiamati in causa.

Morten Hjulmand, il ricordo dei tifosi del Lecce

Hjulmand è e sarà sempre un dolce ricordo per tutti i tifosi giallorossi che hanno apprezzato la sua persona e il suo temperamento durante le partite giocate; il suo modo di caricarsi la squadra nei momenti di difficoltà e la sua tenacia, instancabile, per reagire e superare ogni tipo di avversità. Bisogna però essere realisti, mettere da parte le emozioni, e riconoscere allo stesso tempo che il suo trasferimento in Portogallo abbia rappresentato un bene, non solo per il prosieguo della sua carriera, ma anche e soprattutto per le casse societarie. La cessione per 21 milioni di euro (bonus compresi) rappresenta, a oggi, la plusvalenza più onerosa nella storia del club che ha praticamente permesso all’intera dirigenza di sostenere, con maggiori risorse, tutto il mercato estivo attraverso l’acquisizione di nuovi interpreti, assoluti protagonisti di questo inizio di stagione.

Fino ad ora Hjulmand, con il suo nuovo club, ha totalizzato 7 presenze, tra campionato ed Europa League, 6 delle quali da titolare, risultando decisivo e fondamentale per gli equilibri della squadra e riuscendo anche a mettere a referto 1 gol e 1 assist.

Tutto questo, gli ha consentito nel giro di pochissimo tempo di veder aumentata la propria valutazione di mercato, con un upgrade di circa 3 milioni di euro (arrivando così a quota 24) secondo la nota piattaforma on-line “Transfermarkt”.

Niente male per un ragazzo che, anche al di fuori del Salento, continua a mostrare tutto il proprio talento, dimostrando di meritare e, soprattutto, di saper reggere la pressione di palcoscenici di caratura internazionale.

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