Facciamo che Corvino dica che siamo scarsi...
Commentiamo la parte della conferenza stampa in cui si è parlato degli esterni offensivi
Proteggere il Lecce. È questo il compito di Pantaleo Corvino. In conferenza stampa, nel chiuso dello spogliatoio, ovunque per il bene del club che ha reso grande attraverso le sue operazioni di mercato e la sua lungimiranza nelle decisioni prese da quando è tornato.
Ha fatto così, fa così e farà così fino a quando avrà la voglia e la forza di svolgere il ruolo che anima le sue giornate adesso.
Il commento della conferenza stampa
A due giorni di distanza ancora fa discutere la sua conferenza stampa di fine mercato, quella nella quale ha spiegato le decisioni prese ed il perché di alcune operazioni. Oggi, in questo spazio, ci concentreremo sulla questione esterni, un tema che ha fatto discutere tanti tifosi.
Corvino e Trinchera hanno sempre detto di preferire la possibilità di avere a disposizione 5 esterni d’attacco. Due a destra, due a sinistra ed un jolly da utilizzare all’occorrenza su entrambe le corsie. Quel jolly, nel Lecce di quest’anno, era rappresentato da Tete Morente, un calciatore duttile e capace di adattarsi ad ogni richiesta dell’allenatore. A dire il vero, anche gli altri laterali offensivi possono giocare sia su una fascia che sull’altra ma con maggiori sacrifici e minore efficacia in termini di rendimento.
Ora, nonostante la partenza di Morente, avvenuta in effetti proprio nelle ultime ore di mercato attraverso una rescissione consensuale del contratto, il Lecce ha deciso di non acquistare il quinto esterno e di rimanere con Banda e Sottil a sinistra e N’Dri e Pierotti a destra. Numericamente giusti ma in numero inferiore rispetto ad inizio stagione.
Scelta dettata dalla volontà di cambiare sistema di gioco? Lo scopriremo presto, anche se il Lecce nelle ultime ore di mercato ha provato a portare nel Salento l'esterno Zito Luvumbo. Il giocatore ha però preferito un'altra destinazione.

L'elogio agli esterni
Per dirla tutta, ciò che si contesta di più a Corvino sono le parole di elogio - o, meglio, le mancate critiche - nei confronti dei suoi esterni offensivi, difesi nonostante dei numeri non troppo esaltanti fino a questo momento. Analizzando il dato dei gol fatti, infatti, si può notare come Banda e N’Dri siano a quota 2 reti, Sottil fermo ad una sola marcatura e Pierotti addirittura impantanato a 0. E se si tengono conto degli assist la situazione non cambia. Anzi.
Siamo certi che l’attuale Responsabile dell’Area tecnica giallorossa creda davvero nei suoi uomini d’attacco. Del resto, è stato lui ad acquistare e portare loro nel Salento quindi non avrebbe motivo di non puntare sulle loro qualità. Oltre alla fiducia in questi uomini, però, c’è anche una chiara strategia da dirigente. Per meglio dire, da dirigente esperto che sa cosa si deve dire in determinate situazioni.
L'esperienza del dirigente
Cosa otterrebbe Pantaleo Corvino se in conferenza stampa dicesse: “Si, il pacchetto degli esterni è scarso, avete ragione”?. Sicuramente nulla di buono.
I ragazzi che, volenti o nolenti, devono scendere in campo fino a maggio perderebbero ogni stimolo sapendo di essere bollati scarsi dalla società o, peggio, da chi ha deciso di acquistarli solo qualche mese o anno prima.
In più, sul mercato perderebbero valore dato che tutti tra gli addetti ai lavori saprebbero della mancanza di fiducia da parte del dirigente giallorosso.
Infine, gli stessi giocatori si sentirebbero quasi scusati in caso di cattive prestazioni, dato che sarebbero considerati fuori dal progetto tecnico nonostante il loro utilizzo.
Un insieme di aspetti negativi che, di sicuro, si ritorcerebbero contro il Lecce ed il suo bene. Per questo Pantaleo Corvino difende i suoi uomini e spera che questi possano dare alla piazza le soddisfazioni che merita.
Il campionato non è finito e l’ambiente ora può fare ancor di più la differenza. Come? Compattandosi e creando un blocco unico accanto a questa squadra. La salvezza è l’obiettivo di tutti.



