Corvino: "Quando non si vince il problema è la punta. Ngom? E' il presente"
Le parole dell'area tecnica giallorossa in conferenza stampa
Al termine della sessione invernale di calciomercato l'area mercato giallorossa, formata da Pantaleo Corvino e Stefano Trinchera, hanno tenuto una conferenza stampa presso la sala stampa "Sergio Vantaggiato" dello Stadio Via del Mare per fare il punto della situazione.
- La premessa di Pantaleo Corvino
- Le logiche dietro il mercato
- Le operazioni in entrata
- Il problema offensivo
- Sulle operazioni in uscita
- L'umore della piazza: tifosi non convinti del rafforzamento della squadra
- La frustrazione dopo il mercato
- Ci sono state operazioni saltate? Stulic e Cheddira possono giocare insieme?
- Perché non prendere un sostituto dopo la partenza di Morente? Pierotti non sta riuscendo a rendere
- Come mai non si è intervenuti per cercare quella luce che sembra mancare al centrocampo? Non si vede mai una verticalizzazione, non si vede un cambio di campo…
- Come si esce dalla crisi del gol?
- La possibilità per Luvumbo
- Un messaggio ai tifosi

La premessa di Pantaleo Corvino
E' per i tifosi che siamo qui, ed anche per i giornalisti. Lo facciamo per le persone del nostro territorio che ci ascoltano e per chi in maniera costruttiva ci critica. Vogliamo far capire le logiche che ci portano a lavorare e fare le cose nel bene e non nel bene. Lo facciamo perché non potremmo fare diversamente, attraverso un “essere laboratorio”. Lo abbiamo spesso usato questo termine. Le idee ti portano ad essere attivi. Portano a non essere statici, e la staticità può portare a scomparire. Il nostro attivismo ci porta a a cambiare. Chi non cambia è destinato a morire. Siamo convinti che questa strada sia l'unica per rimanere nel calcio che conta. Basta vedere da dove siamo partiti e dove siamo oggi, con la Prima squadra ma anche con la Primavera.
E' difficile essere capiti, perché non prendiamo giocatori dai grandi club. Abbiamo il rischio nelle vene. Non vorremmo farlo ma dobbiamo farlo. Ci sono sempre quelli che hanno più risorse di te. Lottiamo in Serie A con squadre che sono più forti di noi sotto tutti i punti di vista. Noi partiamo sempre per ultimi, ma ci svegliamo la mattina per fare il più possibile per rendere orgogliosi i nostri tifosi. La società fa grandi sforzi, ma si devono fare i conti con gli altri. A volte sei inerte quando gli altri hanno più forza. Se perdiamo questa visione, c'è da arrendersi. E nonostante quello che facciamo, come lo facciamo ed i risultati ottenuti, devi sentirti dire “caccia li sordi”…fatta questa premessa, entro in quelle che sono le cose importanti.
Le logiche dietro il mercato
E' stato tanto il lavoro fatto. Per noi è molto complicato e complesso soddisfare le esigenze tecniche, di spogliatoio, societarie e dei tifosi. Riuscire a coniugare tutte le aspettative, credetemi, è sempre più complicato. Quali sono le logiche? Quelle tecniche. Logiche che vanno di pari passo a quelle societarie. Ti devi muovere in base alle indicazioni societarie e le sapete tutti: il club non deve creare situazioni debitorie, deve soddisfare anche le esigenze dei tifosi. Ma è complicato coniugarle.
Le operazioni in entrata
La prima indicazione che ci ha dato modo di andare sul mercato non sono state le problematiche difensive. Lì c'è poco da fare. Gli sforzi andavano fatti nel reparto offensivo, dove i numeri dicono che siamo in difficoltà. Cosa abbiamo fatto? Ci è stato chiesto di prendere un centrocampista assaltatore, che si inserisse di più e che fosse offensivo. Abbiamo subito preso Gandelman, un giocatore che fino a dicembre aveva realizzato 7 gol e 8 assist in un campionato importante. Poi serviva un attaccante ed abbiamo preso Cheddira, che sino adesso con 16 presenze è stato sempre impiegato. Un calciatore più funzionale di così non potevamo prenderlo.
Abbiamo risolto il problema della punta? Non so ragazzi. Ormai sorrido, perché da quando sono qui il problema della punta l'ho vissuto sempre. Appena la squadra non vince la colpa dicono sia della punta, nonostante i nomi passati di qua. Abbiamo preso altri due calciatori spendendo altri 3 milioni di euro. Per Fofana 600mila euro e pensiamo che lavorando possa essere da Lecce. Ngom non rappresenta il futuro ma, pur essendo giovane, rappresenta il presente. Ve lo dice uno che ci mette la faccia.
Il problema offensivo
Potevamo pensare di prendere uno migliore di Pierotti solo perché non sta segnando? Non siamo qui alla Playstation.
Sulle operazioni in uscita
Abbiamo esaudito la loro volontà. Tenere giocatori contro la loro volontà significa fare male allo spogliatoio, far male al gruppo ed alla società. Chi è andato via ha fatto raggiungere al Lecce la quarta salvezza e dobbiamo ringraziali, perché sono stati protagonisti. Però, quando uno non si sente protagonista se è un'alternativa, sente la necessità di andare da un'altra parte, come Pierret che l'anno scorso ha fatto 30 partite. Maleh? Lui è venuto prima da me ringraziandomi ma ha detto “Voglio andare da una parte dove non mi sento secondo a nessuno”. Poi è andato dall'allenatore. Quando uno ti chiede queste cose come fai? Noi diciamo sempre la verità, poi è giusto non avere il consenso di tutti. Noi dobbiamo dirle queste verità.
Kouassi, un terzino che prendi come alternativa, ma in certi momenti l'allenatore può non ritenerlo pronto e ti chiede di andare a giocare. Perché non abbiamo preso un altro terzino? Perché parlando con l'allenatore, per queste 15 partite rimaste, può vedere anche Pierotti con Veiga come esterni di fascia giocando con un altro modello. La stessa cosa con Morente: pensavamo di fargli capire che a gennaio è difficile partire, soprattutto se lo chiedi negli ultimi giorni, anche per motivi familiari. Ti trovi a dover soddisfare la volontà di chi vuole andare via. Abbiamo fatto nove operazioni in uscita. Tutti, se vogliamo, nello scacchiere erano tutte alternative.
L'umore della piazza: tifosi non convinti del rafforzamento della squadra
Come si fa a convincere i tifosi del contrario? Ti direi di non seguire i social. Io non li uso. Si riporta l'umore della piazza in base a quello che dicono mille persone sui social. I social sono sempre quei mille/duemila. Il Lecce è fatto di un milioni e mezzo di tifosi che apprezzano quello che facciamo perché dalla B siamo andati in A, siamo in A da quattro anni con determinate dinamiche. La Primavera è in A da cinque anni. Quindi ti invito a non leggere i social, perché non è informazione giusta.
Io vedo i tifosi che vengono a Torino, a Milano che vedono il Lecce perdere 1 a 0, che vedono sempre giocarsi la partita. Poi, mancano tre mesi e siamo salvi. Non ce la faremo? Chiederemo scusa. Noi facciamo le cose per dare continuità e non morire. Lo facciamo tenendo i conti a posto. La Cremonese ha speso 30 milioni di euro, noi 22. Non è mai successo. Il Como 122 milioni. Il Parma 44. L'Udinese 43. Il Sassuolo 30. Il Cagliari 43. Il Pisa 50. Questo fanno gli altri che lottano con noi. Solo questo club riesce a fare una Serie A con 17 milioni lordi di monte ingaggio. Questi sono i dati. Abbiamo vinto uno scudetto Primavera con 700mila euro lordi di monte ingaggio. Questo lavoro non lo faccio per soldi, ma per mettere qualcosa a disposizione del mio territorio. Quando vedrò che questo mio impegno non viene più capito, vedrò di riposare o morire da qualche altra parte. So quanto impegno ci mette la società e quanta passione hanno i tifosi.
La frustrazione dopo il mercato
Frustrazione perché sei da quattro anni in Serie A e lotti per non retrocedere? Questo è il DNA del Lecce. Non possiamo fare di più. Stiamo facendo cose irripetibili. Mi auguro che qualcuno più bravo di me e Stefano (Trinchera, ndr) vi diano più soddisfazione. Qui ho fatto 10 anni di Serie A. Se non soffri dovremmo avere un'altra identità.
Ci sono state operazioni saltate? Stulic e Cheddira possono giocare insieme?
Lascio sempre agli allenatori facoltà di fare le loro scelte. Andare in A lo abbiamo fatto con un modello, siamo in A da quattro anni con questo modello. Siamo stati campioni d'Italia con la Primavera con questo modello. Perché accusarmi di imporre i moduli? In Primavera ho chiamato Schipa ed ho detto “Visto che abbiamo tanti difensori, perché non giochiamo con la difesa a tre?”. L'ho fatto io. Non siamo integralisti.
Le trattative? Noi volevamo un altro attaccante che conoscesse il nostro campionato e lo abbiamo trovato in Cheddira. Volevamo un assaltatore centrocampista, ed abbiamo preso Gandelman. Fino ad adesso questa squadra se l'è giocata con tutte. Abbiamo avuto tantissimi torti arbitrali, pali nelle ultime partite…siamo il Lecce. Dove si trova un interdittore che gioca la palla come Pirlo?
Perché non prendere un sostituto dopo la partenza di Morente? Pierotti non sta riuscendo a rendere
Speri sempre che uno che sappia fare una cosa, se sbaglia, torni bravo. Se non si avvera, la vita è così. Il calcio è così. Morente? Il quinto esterno: ne abbiamo tenuto conto con l'allenatore. A volte anche quattro esterni d'attacco possono essere un di più. Dobbiamo tenere conto delle logiche dello spogliatoio. Mettere gli allenatori nelle condizioni di dare il meglio a costo di trovare soluzioni all'interno di quelle che hai. Questo è figlio di essere un laboratorio.
Come mai non si è intervenuti per cercare quella luce che sembra mancare al centrocampo? Non si vede mai una verticalizzazione, non si vede un cambio di campo…
Penso che la verticalizzazione non dipenda più dal singolo ma dal modo di voler giocare. Ci sono allenatori che non verticalizzano mai, ma vincono. Poi ci sono quelli che giocando con le verticalizzazioni. Si voleva in centrocampista offensivo e lo abbiamo preso. Lo ha chiesto l'allenatore. Ora mi viene detto “Manca la luce”. A calcio ci deve essere qualcuno che va a prendere il pallone. Devi avere quelli che vanno a conquistare il pallone. Chi dà la palla all'assaltatore? Chi va a riconquistare la palla. I centrocampisti li dividi in difensivi ed offensivi. Non puoi avere sulla linea mediana uno che non riconquista palla. Trovatemi nelle altre squadre un centrocampista che sprizza luce.
Come si esce dalla crisi del gol?
Parliamo oggi di un Lecce salvo. Stiamo parlando di tante situazioni. Ognuno prova a fare il meglio con quello che può, poi a volte riesce, altre no. Di più non possiamo fare. Abbiamo preso un attaccante che ha fatto 16 gol (Stulic, ndr). Noi speriamo di trovare un attaccante da 6-7 gol. Dobbiamo sperare che faccia gol Pierotti. L'incrocio dei pali Ramadani…tutti gli errori arbitrali…noi crediamo in questa squadra. Abbiamo la decima difesa del campionato, un centrocampo con tre nazionali. Abbiamo preso un giocatore pronto che è Ngom, un centrocampista per la fase propositiva. Di più non potevamo fare. Se qualcuno si aspettava di più abbiamo perso la nostra identità.
La possibilità per Luvumbo
Non posso rispondere a tutte le voci di mercato. Fa parte del gioco del mercato. Il mercato è fatto di tante dinamiche.
Un messaggio ai tifosi
Non sono io che devo lanciarli. Sono loro che li lanciano a noi. E' per quello che andiamo avanti. Non vado avanti per raccattare contratti. Tutti parlano dei contratti dei giocatori ma nessuno parla di quello dei direttori (ride, ndr). Io a fine stagione ho detto al presidente, “Sono stanco, voglio tirare il fiato”. Lui mi ha fatto tre anni di contratto e lo ha depositato in Lega, senza comunicarlo. Noi siamo qui per i tifosi che sentono il Lecce come qualcosa che li rappresenta. Noi ci sforziamo per rappresentarli bene. Loro ci dicono “Grazie per quello che fate”.





