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Le ultime dichiarazioni di Gianpaolo Pozzo, il patron dell’Udinese, hanno fatto intendere che la paura per aver rischiato la retrocessione è stata davvero tanta.

Il numero uno dei bianconeri non vuole più ripetere il campionato appena passato e farà di tutto per disputare un campionato che non sia giocato per salvars, ma per puntare a qualcosa di diverso:

È stato un anno particolare, perché il progetto non era quello di arrivare agli ultimi dieci minuti di campionato per mantenere la Serie A. Normalmente vogliamo giocarci un campionato senza sofferenze e con la speranza di rientrare in qualche coppa europea, ma negli ultimi anni non è andata così. 
 

Quest’anno è successo di tutto, soprattutto incidenti agli attaccanti: ricordiamo che ne abbiamo presi due nuovi, Brenner e Keinan Davis che ha fatto il gol della salvezza. Per problemi fisici non li abbiamo mai utilizzati, e sono due membri validi e importanti della squadra. Altri infortuni ci hanno portato a questo punto, ma alla fine è andata bene. 
 

Siamo stati fortunati, però non mi congratulo con me stesso e la società per quello che si è verificato. Voltiamo pagina e ricominciamo daccapo. Non sento di meritarmi le congratulazioni, rimanere in A rientrava già nel progetto Udinese.

 

Pozzo prosegue :

Nel calcio ci sono tante variabili. Abbiamo preso nota di quanto successo anche oggi, dopo quasi 40 anni di esperienza fatta nel mondo del calcio. 
 

Questo sport non è una scienza certa, anche società storiche e importanti abituate a vincere scudetti a volte fanno fatica. 

Ho preso paura di retrocedere, forse però abbiamo meritato di rimanere nella categoria: sarebbe stato un castigo troppo grande andare in Serie B, per i tifosi e per la nostra provincia. 
 

Le 30 stagioni consecutive in A sono un orgoglio per noi, poche società sono riuscite a raggiungere questo traguardo. Non sono un amante delle statistiche, ma so che sono poche.
 

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