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E’ l’estate del 2000. Al Lecce arriva un giovanissimo attaccante montenegrino, un certo Mirko Vucinic. In 6 anni nel Salento, mette a segno 34 gol in 111 partite. Merito del suo trasferimento? E’ di Pantaleo Corvino, allora DS dei giallorossi, che lo scopre in un torneo giovanile e gli dà la possibilità di crescere ed affermarsi fino a lasciarlo andare, qualche anno dopo, alla Roma, per quasi 20 milioni di euro. Un capolavoro di valorizzazione.

Giugno 2017. Sempre Corvino, stavolta alla Fiorentina, fa quasi carte false per acquistare un diciottenne serbo, che nelle sue intenzioni sarà il centravanti del futuro ma che, inizialmente, farà fatica ad affermarsi. La lungimiranza del Vate di Vernole però non si smentisce mai e in poco tempo, nell’arco di 4 anni, il giovane Dusan Vlahovic realizza 49 reti in 108 match disputati. I viola gongolano e, quando lo cedono, intascano ben 80 milioni di euro. Siamo di fronte ad un’altra operazione di estremo successo, soprattutto sportivo, targata Corvino.

Agosto 2023. Gli amanti dei modi di dire esclameranno ‘Non c’è due senza tre!’. Ed è quello che si augurano un po' tutti, anche perché proprio il buon Pantaleo decide di chiamare al Lecce un altro attaccante proveniente dai Balcani, di cui si dice un gran bene e che è montenegrino come il primo e forte, strutturalmente, come il secondo. Parliamo di Nikola Krstovic, attaccante centrale di 24 anni proveniente dal club slovacco di prima divisione del DAC Dunajska Streda, giunto alla corte di Via Costadura dopo un corteggiamento di settimane e al termine di un passaggio di casacca costato ben 4,5 milioni di euro (bonus compresi), di cui 400.000 euro finiti nelle casse della Stella Rossa – società che ha valorizzato il calciatore in passato – quale bonus per una futura rivendita. Nikola approda in giallorosso sottoscrivendo un accordo della durata di quattro anni con opzione per quello successivo. Indosserà la maglia numero 9. Un carico di aspettative niente male, vero? E dire che la concorrenza per la giovane punta montenegrina era stata oggetto, in passato, di numerosi rumours relativi al suo trasferimento: sembra che fosse stato richiesto dal Glasgow Rangers, dal Rubin Kazan, dal Malmoe, dall’Anderlecht e anche dal Partizan Belgrado.


Nikola Krstović (nome che in cirillico montenegrino si traslittera in Никола Крстовић) nasce a Golubovci - una piccola località della municipalità di Podgorica, in Montenegro – il 5 Aprile 2000. Comincia a tirare calci al pallone da piccolo e, lentamente, capisce che può essere quella del football la strada da perseguire nella vita. A 14 anni entra così a far parte del settore giovanile del Fudbalski Klub Zeta Golubovci, conosciuto come Zeta, ovvero la principale società calcistica del suo paese di provenienza, allora militante della massima categoria calcistica montenegrina e con un glorioso passato alle spalle. Il piccolo Nikola compie tutta la trafila che affrontano tutti i ragazzi della sua età, ma l’entourage tecnico del club si accorge subito che quello che hanno fra le mani è davvero un talento in erba

E dire che la sua collocazione in campo è oggetto di continua evoluzione: Krstovic inizia infatti come portiere nelle categorie giovanili, poi viene rapidamente spostato nel ruolo di stopper e poi è ufficialmente promosso a regista, fino a diventare una vera e propria punta.

Al termine del processo di adeguamento al ruolo di centravanti, durante la stagione 2015/2016, Krstovic viene aggregato alla prima squadra e con essa debutta (con il numero 13) il 23 aprile 2016 – alla 27a di campionato – praticamente qualche giorno dopo il suo sedicesimo compleanno. L’avversario è l’Iskra Danilovgrad e il ‘piccolo’ Nikola subentra a Filip Kukulivic al minuto 67. Ed è subito storia: è il più giovane calciatore di sempre a prendere parte ad una gara della lega principale di calcio in Montenegro. Krstovic ha altre occasioni, in stagione, per poter calcare il campo di gioco e chiude la sua primissima annata fra i professionisti con 4 match disputati e 50 minuti di presenza effettiva sul rettangolo verde. L’entusiasmo, però, impone a Krstovic di restare con i piedi per terra per poi confermarsi e, un giorno, chissà, diventare un calciatore affermato: ‘Essere apostrofato come un talento in un certo senso è un peso per me, perché devo dimostrarlo di partita in partita. Non c’è pressione e sto davvero cercando di migliorare. Lavoro su me stesso senza sosta. All'inizio è stato difficile abituarsi al calcio professionistico, ma mi sono allenato duramente e i miei compagni di squadra mi sono stati di grande aiuto. Il mio desiderio è quello di giocare un giorno nella Nazionale A del Montenegro. Lavoro duro, mi alleno e cerco di migliorare e credo che questo percorso mi porterà nella prima squadra del nostro Paese. Sogno di essere nella squadra di Stevan Jovetić e Stefan Savić’, confessa lui in un'intervista.

L’anno successivo vede un sensibile incremento del minutaggio di Krstovic. Inizialmente non è convocato in prima squadra, sebbene continui ad allenarsi con il gruppo principale. A novembre 2016, però, entra nella rotazione effettiva dei senior e comincia a macinare presenze su presenze. A partire da Marzo 2017 non si ferma più neanche sottoporta: segna il primo gol ufficiale in un club con una doppietta rifilata in trasferta allo Jedinstvo nella vittoria esterna per 0-3, diventando il primo calciatore a realizzare una marcatura nel principale campionato montenegrino fra i nati dal 2000 in avanti. Ne realizza poi altri 5 portando il suo ruolino ad un computo di 19 presenze, 7 marcature e un assist.


La stagione 2017/2018 vede Nikola protagonista assoluto nello Zeta: è titolare inamovibile in attacco nel 4-4-2 di Dejan Roganovic e ripaga abbondantemente le attese, visto che mette a segno 13 gol in 36 match di campionato, con il climax raggiunto il 21 Ottobre 2017, nell’incontro vinto per 4-2 con il Kom Podgorica, nel quale Krstovic realizza addirittura una tripletta giocando da punta centrale in un 4-5-1 che è annunciato come sperimentale ma che si preannuncia assolutamente efficace per lui. Durante la stessa annata, disputa una gara in Coppa di Montenegro, segnando il gol vittoria, al 93°, nella sfida del primo turno contro il Mladost, dopo essere subentrato al minuto 75 di un match che sembrava destinato ai supplementari. Ma, probabilmente, l’esperienza per lui più importante è quella che vede il suo Zeta impegnato nelle gare di qualificazione in Europa League contro lo Zeljeznicar di Sarajevo. All’andata, il suo ingresso nella ripresa non riesce a salvare i suoi da una sconfitta di misura che non promette nulla di buono per la sfida di ritorno. Dopo una settimana, Krstovic subentra sempre nella seconda frazione di gioco e dopo 10 minuti dal suo ingresso mette a segno il 2-2 che rilancia le speranze dei montenegrini, ma l’epilogo è amaro: è eliminazione al primo turno. 


Di Nikola, però, resta una traccia radiosa nella competizione europea: a soli 17 anni, è ormai un talento predestinato. Tant’è che Sportal si interroga se Krstovic può essere il nuovo Savicevic o il nuovo Mijatovic. Il suo allenatore non ha dubbi: un giocatore del genere non faceva capolino in Montenegro da oltre dieci anni. ‘Krstovic si differenzia dalla stragrande maggioranza dei calciatori montenegrini, soprattutto da quelli giovani, perché entra in ogni partita come se fosse la prima e la più importante. Ha tanta voglia di mettersi alla prova, di segnare gol, si concede al gioco senza riserve e non è mai soddisfatto di quello che ha fatto. Dico sempre ai giocatori che nel calcio quello che fai nell'ultima partita è quello che viene apprezzato di più, è l'unica cosa. Krstovic lo ha capito nel modo giusto. È forte, abbastanza veloce, usa entrambi i piedi, è anche migliorato di testa. È estremamente energico, va costantemente avanti, attacca sia i giocatori che lo spazio, ha una buona etica del lavoro e una grande motivazione per migliorare ancora. Improvvisamente ha attirato l'attenzione su di sé ed è molto importante quale sarà il prossimo passo della sua carriera. La cosa fondamentale per un giovane giocatore è giocare. Andare in un grande club, in una competizione infernale, e un posto in panchina non è affatto una soluzione. La scelta del prossimo club è molto importante e, se tutto andrà bene, avrà davanti a sé una grande carriera’.

Ai nastri di partenza dell’annata 2018/2019, Krstovic è alle prese con il passaggio – obbligato – della sua affermazione. E lui non fallisce. Anzitutto, prende parte alla gara inaugurale della Coppa del Montenegro, durante la quale rifila due gol in appena 11 minuti nello 0-6 assestato al Komovi a fine agosto 2018; poi, in 33 incontri di campionato, lui scaraventa nelle porte avversarie ben 17 gol (fra cui due doppiette consecutive in aprile ed una nel match finale del campionato), ma si segnala per una condotta disciplinare non invidiabile, la quale si traduce in ben 7 ammonizioni. E’ un elemento troppo promettente per restare confinato in Montenegro, così (dopo un sondaggio del Palermo che intende portarlo nei ranghi della sua Primavera, ma senza riuscirci) su di lui si fionda la Stella Rossa di Belgrado, un club dal blasone considerevole, il quale lo acquista nel febbraio 2019 per una cifra di 300.000 euro, offrendo un contratto fino a fine giugno 2023 con opzione di prolungamento per un altro anno. La società serba decide però di lasciarlo in prestito allo Zeta per terminare, come detto, un campionato di successo, concluso con il terzo posto in classifica nella massima categoria montenegrina e il titolo di capocannoniere della lega.

E così, all’inizio della stagione 2019/2020, Krstovic si accasa finalmente in Serbia e svolge la preparazione agli ordini di coach Milojevic. Le aspettative sono altissime: ‘L'uomo che sostituirà il prodigio Dejan Joveljic alla Stella Rossa di Belgrado non è affatto un passo indietro rispetto al talentuoso serbo. Krstovic è un attaccante intelligente e istintivo che sa trovare il modo di tirare in porta da tutte le angolazioni. Anche a 19 anni, conosce tutti i piccoli trucchi per creare spazi e angoli per ottenere un tiro efficace, che aggiunto alla sua tecnica e compostezza lo rendono un temibile giovane attaccante. Dubito che trascorrerà più di un anno in Serbia: proprio come l'uomo che sta sostituendo, verrà un giorno chiamato dalle squadre più blasonate’, ammette qualcuno. Inizia l’annata in maniera molto positiva, trovando spazio nelle rotazioni offensive in 6 occasioni in campionato e venendo preso in considerazione anche per l’Omladinska Liga, ovvero il campionato nazionale Under 21. E’ però ritenuto troppo acerbo per poter avere maggior spazio, anche perché non ha modo di mettere a segno alcuna marcatura. Così, il 4 febbraio 2020, Krstovic si trasferisce in prestito al Graficar, in cadetteria, per farsi le ossa. Qui, trova probabilmente un habitat migliore, visto che parte alla grande ottenendo la titolarità e segnando un gol in tre partite. Poi, arriva il Covid e con sé tutte le sue problematiche ed incertezze. La stagione termina con 6 match in Prva Liga, impreziositi da due gol e da un assist (concesso al compagno Kobulic nella vittoria sul Metalac per 2-1 del giugno 2020). Nel frattempo, però, la Stella Rossa vince lo scudetto, per cui anche Krstovic può festeggiare in qualità di campione di Serbia.

In estate, Nikola torna alla base, senza dubbio con più esperienza sulle spalle, pronto a dire la sua anche a Belgrado. E, anche stavolta, grida ‘presente’: dopo aver saltato la prima gara del campionato per mancata convocazione e dopo soli 12 minuti disputati nel secondo turno, gioca da titolare nella gara in trasferta del 9 Agosto 2020 con il Macva e realizza, in apertura, la sua prima marcatura serba. La partita termina 0-3. A settembre, però, deve fermarsi: è alle prese con il Covid e non ritorna in campo fino ad ottobre. Da qui in poi, solo tanta panchina e spezzoni di gara per lui - alcuni dei quali in coabitazione con un ex Lecce come Filippo Falco - e chiude con 13 presenze complessive (e due gol, uno appunto in campionato e l’altro in coppa nazionale messo a segno ai danni del Rad Belgrado). Nonostante i pochi frangenti nei quali emergere, per Krstovic è comunque un’annata da incorniciare: la Stella Rossa vince il suo ennesimo titolo nazionale e alza al cielo anche la Coppa di Serbia, vinta ai danni degli storici nemici del Partizan ai rigori, uno dei quali calciato proprio da Krstovic, diventato poi la scintilla di pesanti battibecchi fra le due squadre. Nikola è uno dei componenti – e lo è eccome! - del team a tutti gli effetti e quindi si fregia di entrambi i successi.

Arriva così l’annata 2021/2022, che potremmo battezzare come quella ‘del dentro o fuori’ per Krstovic. In panchina c’è Dejan Stankovic (‘sono molto fortunato ad avere lui come allenatore. Quando era un giocatore, ha vinto la Champions League. Ha fatto parte dell'Inter per quasi dieci anni e in precedenza nella Lazio. È un grande allenatore e una persona eccezionale. Ognuna delle sue frasi nei miei riguardi sono oro per me’, ammette Nikola), il quale inizialmente lo tiene in debita considerazione, dandogli subito la possibilità di farsi conoscere in Europa e allontanandolo da alcune voci di mercato che lo vorrebbero distante dalla Serbia, con destinazione Giresunspor e la Super Lig turca: Krstovic, infatti, con la maglia biancorossa, prende parte - da punta - a tre gare dei preliminari di Champions League, terminati anzitempo a causa della sconfitta patita – su doppio incontro – da parte dello Sheriff; poi, disputa 10 minuti nel successo dell’andata del turno di qualificazione all’Europa League comminato al Cluj (4-0); infine, riesce ad accedere al rettangolo verde nelle prime quattro giornate di campionato, trovando la via del gol durante la gara in trasferta contro lo Spartak Subotica, vinta 1-3. Non è pero considerato un titolare, poiché troppo chiuso da veterani e attaccanti d’esperienza come Ben Nabouhane e, soprattutto, Milan Pavkov, quindi il 4 Settembre 2021 si accasa a titolo definitivo al DAC Dunajska Streda, società slovacca militante nel massimo campionato nazionale la quale lo cercava sin dai tempi della sua militanza in Montenegro, per una cifra vicina ai 400.000 euro fra costo del cartellino e bonus, più il 10% di percentuale su una futura rivendita. Krstovic così saluta Belgrado al termine di una parentesi di 27 incontri, 3 reti e con il terzo titolo nazionale serbo (che arriverà a fine stagione).


In Slovacchia, Krstovic diventa praticamente devastante. Nel campionato ‘regolare’ (la Fortuna Liga), esordisce il 12 Settembre 2021, alla settima giornata, nel pareggio casalingo per 1-1 contro lo Slovan Bratislava e trova poi progressivamente sempre più spazio. Il primo gol con la maglia del Dunajska Streda arriva nel successo per 4-2 sullo Zlave Moravce, mentre all’ultima giornata giunge una clamorosa tripletta nel 3-1 sull’MSK Zilina. ‘Ho segnato con il destro, il sinistro e di testa, quindi è una tripletta come dovrebbe essere, praticamente perfetta. La partita mi è piaciuta dal primo all'ultimo minuto. Era importante passare subito in vantaggio, dopo il primo gol abbiamo giocato molto meglio. Mando un bacio alla mia famiglia, sono felicissimo. Sono sempre più rilassato in campo, mi sento benissimo, anche grazie alla tripletta. Innanzitutto sono contento che abbiamo gestito la partita da squadra e che abbiamo conquistato i tre punti, questa vittoria può aiutarci molto nei prossimi turni. Naturalmente sono molto felice di essere il miglior marcatore della squadra, perché è quello che ci si aspetta da me. Ho segnato tre gol nella preparazione invernale, ma sentivo che da parte mia poteva andare meglio, per questo sono molto felice che la partita di ieri sia andata così. Ringrazio i tifosi per il loro sostegno, anche loro hanno avuto un ruolo importante nei miei tre gol. Credo che continuerò a fare bene. Dopo essere arrivato al club ho detto che avrei voluto segnare almeno dieci gol entro la fine della stagione’, confessa all’indomani del suo hat trick


Al termine del torneo, per Krstovic sono 15 le presenze, condite da 5 gol e un assist. Dato che in Slovacchia il campionato vede sempre le prime sei del girone affrontarsi in un gruppo per decretare il campione nazionale, il Dunajska Streda affronta così il Championship Group in virtù del piazzamento al quarto posto. Purtroppo, il cammino diventa difficoltoso già all’inizio e si compromette irrimediabilmente all’indomani della sconfitta contro lo Slovan Bratislava (poi vincitrice del titolo), ma Krstovic lascia una bella traccia di sé: altre nove presenze, due gol e due assist


Inoltre, nella volata per accedere alle qualificazioni di Conference League, Nikola trascina i suoi alla conquista dei preliminari con due gol e un assist in due partite, diventando un terminale offensivo disarmante nel 4-2-3-1 di Joao Janeiro. Alla prima esperienza fuori dai Balcani, quindi, Krstovic ottiene un bottino di 26 presenze complessive, 9 gol e 4 assist, lasciando intravedere delle potenzialità interessanti, seppur ‘frenate’ da qualche guaio muscolare. 

 

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