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Nasce il nuovo Lecce: da Baroni alle idee societarie

Scritto da Marco Marini  | 

Sono trascorsi pochissimi giorni dalle semifinali play-off che hanno visto il Lecce cedere il passo al Venezia, eppure sembra essere passata un’eternità.


All’indomani della sfortunata semifinale di ritorno, l’U.S. Lecce era già al lavoro. Proprietà e dirigenti solitamente  entrano in campo a bocce ferme,  prendono decisioni e pianificano il futuro. L’esonero di Eugenio Corini è stata la prima decisione di quello che a quanto pare sarà un nuovo corso, sia dal punto di vista strutturale, tecnico che di gestione.


Si prospetta un anno difficile per le società di calcio, tutte, nessuna esclusa;  problemi di “cassa” dovuti alla mancanza di introiti a causa della pandemia. Riusciranno ad operare in sede di mercato soltanto le società “virtuose”, quelle senza debiti per intenderci, le quali, pur non potendo fare miracoli, avranno la libertà di acquisire atleti. Il Lecce è una di queste, società modello con i conti in regola. 


Andiamo per gradi: si cercherà di abbassare il tetto ingaggi, di almeno il 40%. Come? Puntando su giovani di qualità che uniti a quelli già presenti in rosa formeranno la base per la nuova stagione. L’intenzione della società di via Costadura, infatti, è quella di trattenere tutti gli atleti “giovani” ora in organico, al netto di richieste fuori mercato. Felici e Maselli saranno promossi in pianta stabile in prima squadra ed avranno l’opportunità di misurarsi con la Serie B non più da comparse, ma da comprimari con la speranza che possano diventare protagonisti. 
 

Resteranno almeno tre o quattro big, tra cui Coda, Majer e Gabriel, per tutti gli altri deciderà il nuovo allenatore dopo aver parlato con ognuno di loro. Il sogno sarebbe riuscire a trattenere anche Dermaku: il forte centrale non si è potuto fare apprezzare nello scorso campionato a causa dei problemi fisici che l’hanno costretto ai box. 


Marco Baroni sarà il nuovo allenatore per una stagione, con opzione per un altro anno; ritornerà su una vecchia idea del Direttore Corvino, che nella scorsa stagione non si potè attuare per carenza di esterni in rosa: il 4-3-3
Pantaleo Corvino si adopererà per reperire sul mercato calciatori con le caratteristiche richieste da tecnico e guardando l’organico, oltre ai difensori, attualmente mancano anche le ali. Il 4-3-3 è un sistema di gioco che non può prescindere da elementi che sappiano ben disimpegnarsi sulle fasce.


Bisognerà continuare ad intervenire sul settore sanitario, l’annata senza Palaia è stata certamente interlocutoria, anche se sono state investite risorse per l’acquisizione di nuovi macchinari propedeutici alla fase di cura e riabilitazione. Non tutto è andato secondo i piani ed i punti persi in classifica alla fine contano tanto, con calciatori che proprio a causa delle mancate guarigioni e delle recidive sono stati fuori per tempi biblici; gli atleti, loro malgrado, non sono riusciti a dare alla squadra quell’apporto che sarebbe stato invece fondamentale, motivo per il quale erano stati ingaggiati.
Ad ogni modo iniziano a prendere forma le idee della società, la visione è chiara e la mancata promozione non ha fatto perdere d’animo il presidente Sticchi Damiani e tutti i soci. Si sta lavorando alacremente, nonostante le difficoltà, per permettere al Lecce di vivere un’altra stagione da protagonista, anche se con idee diverse.


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