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Silvia Carofalo: "Corvino dà cuore e anima. Baschirotto ci ha sorpresi"

Scritto da Filippo Verri  | 

Silvia Carofalo, socio del Lecce, è stata intervistata dalla Gazzetta dello Sport.

Il Lecce in A è il suo orgoglio.
Ci siamo buttati in questa avventura sette anni fa. Il baratro era vicino. Mi ha coinvolta Corrado Liguori e tutta la nostra famiglia, compreso mio papà Salvatore, ha creduto in questo progetto. Siamo orgogliosi di aver riportato in A il Lecce e il territorio salentino con tanto sacrificio. Il nostro legame col Salento è fortissimo e avere oggi 20 mila abbonati e tante famiglie presenti allo stadio con la nostra maglia addosso è emozionante. In queste famiglie ci sono tante signore che si sono appassionate. Abbiamo creato la tifoseria del domani".

Va sempre in trasferta?
Ne ho persa una perché i miei genitori festeggiavano i 50 anni di nozze. Gli storici, tra questi mio fratello, Liguori, la sottoscritta e il Presidente Sticchi Damiani cerchiamo di esserci e di viaggiare con la squadra. Ci piace essere vicini".

Un presidente giovane. Ce lo racconti…
“È molto legato al territorio pure lui. E questo ci accomuna. È una persona che quando si pone degli obiettivi li raggiunge”.

Al vostro fianco c'è Corvino.
“Dà cuore e anima. Sente veramente la società. Si è fatto dal nulla ed è arrivato ad essere uno dei migliori dirigenti italiani. È un uomo capace che parla con i fatti. È lungimirante. Va a pescare ottimi giocatori nei mercati meno conosciuti. Guardate Hjulmand, ora è un pilastro".

Le piace Hjulmand?
Sembra un lord inglese in campo. pur lottando tanto. Non è mai scomposto. È l’esempio di una squadra ben guidata da un buon padre di famiglia come Baroni, in cui tutti i ragazzi sono dediti al sacrificio e non hanno atteggiamenti difetti anche nel momento del successo”.

Chi l'ha colpita oltre a Hjulmand?
“Baschirotto si è messo a disposizione per il bene comune. È la dimostrazione che le persone con i veri valori esistono. Federico ci ha sorpresi non solo per il fatto che è arrivato per fare il ruolo del terzino e ne fa un altro benissimo. Ma perché aiuta la famiglia, ha in testa l’obiettivo ed è concentrato su quello. È un esempio per i ragazzini e anche per i genitori di tanti. Per quanto e come si sacrifica”.

Che rapporto ha con i giocatori? Ha legato con qualcuno?
Con nessuno in particolare, ma tanti restano affezionati, ad esempio Lucioni, capitano per anni.”