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L'EDITORIALE

Lecce tra scommesse e certezze: il bilancio del calciomercato

Scritto da Filippo Verri  | 

12 acquisizioni e 10 cessioni: è questo il bilancio della sessione estiva di calciomercato del Lecce.

Nessun colpo last minute per i giallorossi che già diverse ore prima della chiusura avevano ultimato la campagna acquisti, consegnando al tecnico Baroni una rosa molto ampia composta da due calciatori per ogni ruolo e qualche jolly che potrebbe rivelarsi utile in virtù delle 5 sostituzioni confermate per questa stagione sportiva.

E' stata una finestra di mercato anomala per il mondo del calcio a causa dei pochi introiti e molto delicata per i giallorossi, chiamati a reagire dopo il crollo dello scorso maggio che ha sancito la beffarda permanenza in Serie B.

Corvino e Trinchera avevano diverse linee guida da seguire: riduzione del tetto ingaggi, organico da sfoltire per svoltare pagina, acquisizione di giovani talenti e, soprattutto, di calciatori affermati per consolidare lo status della squadra.

Una missione ardua, ostica persino per dirigenti blasonati come quelli di Via Colonnello Costadura.

VOTO 8

Analizzando quanto fatto sia in entrata che in uscita, questo calciomercato merita un 8 in pagella ed ora, con un focus ruolo per ruolo, vi spiegheremo il perchè.

PORTIERI

L'unico ritocco tra i pali è avvenuto con la cessione di Vigorito al Cosenza. L'estremo difensore era da tempo lontano dal giro dei titolari e finalmente ha trovato una nuova sistemazione a titolo definitivo.
A difendere la porta del Lecce ci penserà Gabriel, con Bleve pronto ad aiutare in caso di emergenza. Terza scelta il baby Dima.

DIFENSORI

Hanno salutato in numerosi: da Calderoni al Vicenza a Zuta al Valerenga e Riccardi alla Triestina, passando per i giovani Monterisi e Pierno, quest'ultimi in prestito a Catanzaro e Francavilla.
Sono rimasti gli esuberi Pisacane e Benzar, entrambi in scadenza e fuori dai radar della prima squadra.

L'organico vanta difensori centrali di categoria con la permanenza di Lucioni e Meccariello, l'arrivo di Tuia (parametro zero) ed il ritorno di Dermaku. Non manca il talento da far crescere, ovvero Bjarnason, già nel giro della nazionale maggiore.
Sulla carta non ci sono dubbi: con quattro certezze ed una scommessa, Baroni ha una vasta scelta.

Fascia destra rifondata, con Calabresi e Gendrey che vanno a sostituire l'esperto Maggio.
L'ex Bologna vanta numerose presenze tra Ligue 1, Serie A e B; nonostante un'ultima stagione non indimenticabile a causa delle poche presenze in massima serie, il suo valore è indiscusso.
Il francese è una “corvinata”; difficile giudicarlo oggi, ma alternandosi con un compagno maturo può crescere bene.

A sinistra, i giovani Gallo e Vera verranno affiancati da Barreca. L'ex Monaco rappresenta perfettamente la definizione di “occasione di mercato”.
Un prestito secco, in deroga ai principi della patrimonializzazione, ma portato a segno per una giusta causa. Quale? Le qualità del calciatore.

Con Calabresi e Barreca il Lecce si assicura due terzini cresciuti tra le giovanili della nazionale italiana. Ad entrambi è mancato il grande salto, ma per vestire la maglia azzurra bisogna avere determinate caratteristiche che, se verranno espresse in B, faranno la differenza.

CENTROCAMPISTI

Porte girevoli. Non ha rinnovato Tachtsidis che ora gioca in Arabia per un milione a stagione. Sono stati ceduti Mancosu e Henderson a titolo definitivo in virtù di due distinte valutazioni.
L'ex capitano rappresentava un'altra era del Lecce e dopo 5 anni il suo ciclo era finito.
Lo scozzese ha trovato davanti a sé, servito su un piatto d'argento, un ricco contratto in massima serie; impossibile trattenerlo, anche perchè una plusvalenza milionaria fruttata in una sola stagione non fa mai male. Va a giocare da Zeman il giovane Maselli, che ancora non aveva trovato costanza tra i professionisti.

Confermati Hjulmand, Majer e Bjorkengren, protagonisti della passata stagione ora supportati da Blin, Helgason e Gargiulo.
Il centrocampista francese, arrivato dopo un esborso economico importante, è molto apprezzato in patria e ora lavora assiduamente sui ritmi di gioco del nostro calcio.
L'islandese è la scommessa del reparto, anche questa non casuale, dato che trova spazio in nazionale maggiore.
Sull'ex Cittadella poco da dire: 8 gol nella passata stagione; in Serie B ci sa fare.

ATTACCANTI

Rivoluzione, con le dovute proporzioni, a causa del cambio modulo.
La certezza Coda è stata blindata, così come la promessa Rodriguez. 
Via Dubickas (titolo definitivo), Stępiński (non riscattato), Yalcin (non riscattato) e Pettinari (scadenza contrattuale). 

Il Lecce cambia sistemazione di gioco e anche interpreti. Per questo motivo, non ha base logica un paragone tra questo reparto e lo scorso.
Inoltre parliamoci chiaro, Stępiński e Yalcin sono stati bocciati da chiunque, mentre Pettinari scese in campo dal primo minuto appena 11 partite. La spina dorsale di quel Lecce era un'altra.

Un caloroso benvenuto a Di Mariano e Strefezza, esterni di spessore che probabilmente formeranno il tridente titolare col bomber da Cava de' Tirreni.
Il primo si è meritato la A sul campo, il secondo l'ha giocata non sfigurando. Che c'è da dire?

Gli altri tre esterni saranno Olivieri, Listkowski e Paganini. L'ex Empoli ha contribuito alla promozione in A dei toscani con gol e assist, il polacco è un gioiellino (un po' fragile) ancora tutto da scoprire e l'ex Frosinone, reduce da una stagione difficile, resta un calciatore di categoria.

IL BILANCIO

La missione estiva è stata superata a pieni voti da Corvino e Trinchera.
Il Lecce ha un organico competitivo, valido per ottenere un piazzamento nella parte sinistra della classifica. 
La valutazione va attribuita tenendo conto di presupposti e linee guida. Troppo facile dare voti stellari alle spese folli.
La palla passa in mano a Baroni: riuscirà a far diventare una macchina ben collaudata questa rosa?
Dalla risposta a questa domanda dipenderà il campionato dei giallorossi.