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Lorenzo Casini, presidente della Lega Serie A, ha parlato della situazione del nostro campionato e delle possibili riforme che lo potrebbero riguardare ai microfoni di Radio Rai 1, durante la trasmissione “Giù la maschera”. Ecco di seguito le sue parole: 

L'ipotesi che la Lega di Serie A si stacchi dalla Federcalcio per adottare un modello simile a quello della Premier League, non vuol dire uscire dal modello federale, ma disegnare i rapporti con quest'ultimo in modo più equilibrato rispetto ad oggi, in cui la A ha sostanzialmente potere nullo in seno al Consiglio federale. E su questo, fatto non comune, tutte le società sono state d'accordo

La Serie A finanzia tutto il sistema, è impensabile che la governance federale non le riconosca il giusto ruolo, quanto meno per quello che ci riguarda. Premier e LaLiga (Spagna, ndr) sulla parte internazionale si sono mosse in anticipo con modelli organizzativi moderni che hanno facilitato la vendita dei diritti all'estero. Ed hanno saturato il mercato.

 

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Diritti tv e Serie A a 18 squadre

Infine, il presidente della Lega ha voluto sottolineare l'intenzione di mantenere le 20 squadre nel massimo campionato italiano, senza quindi sconvolgere l'impostazione che resiste ormai da 20 anni e che permette anche a piccole realtà di vivere il sogno di giocare nella massima serie e sfidare le grandi del nostro calcio: 

Indubbiamente per la vendita dei diritti è un periodo molto complicato, non solo per l'Italia. La Premier, per la prima volta, per potersi assicurare un livello di entrate ha dovuto aumentare il numero di partite messe in vendita. Riforme? Sicuramente ce n'è bisogno. E' chiaro che i grandi club, giocando tanto, vorrebbero ridurre il numero delle partite che ha come presupposto diminuire il numero delle squadre. La posizione della Serie A è rimanere a 20, semmai bisognerebbe ragionare su format diversi

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