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Clamoroso quanto successo nella giornata di ieri, 12 giugno, nell'aula della Camera. Il gesto deputato salentino del Movimento 5 Stelle Leonardo Donno, che come si evince dai video circolati in rete e in televisione, ha provato a porgere la bandiera tricolore al ministro Calderoli come segno di protesta sulla legge per l'Autonomia Differenziata. 

Il gesto ha generato immediatamente una rissa in cui hanno preso parte diversi altri parlamentari.

Durante la rissa ad avere la peggio è stato proprio Donno colpito, secondo le sue ricostruzioni, da due pugni inferti dal leghista Iezzi, che però smentisce:

“Ho provato a dare cazzotti, ma non l'ho colpito. Donno ha tentato di aggredire Calderoli e ho reagito. Io mi allontano e lui dopo cade. Andrebbe condannata la sua sceneggiata”

Donno invece si difende assicurando che il gesto fosse assolutamente pacifico e privo di intenti violenti, non nascondendo di voler presentare denuncia:

“Il mio era un gesto tranquillo, simbolico, pacifico, ci sono le immagini. Poi è accaduto il finimondo. Non è stata una rissa, che prevede più persone che si picchiano, c'è stata una aggressione squadrista da più deputati di destra che hanno provato in tutti i modi a raggiungermi, lo hanno fatto con calci e pugni”

Fatto sta che alla fine del parapiglia sono dovuti intervenire i medici, che hanno prontamente soccorso Donno e lo hanno portato via su una sedia a rotelle.

Chi è Leonardo Donno

Leonardo donno è un deputato nato a Galatina nel 1985. Dal 2013 gestisce una sua impresa specializzata in climatizzazione, riscaldamento ed energie rinnovabili.

Dal 2018 ha intrapreso la sua carriera politica candidandosi alle elezioni politiche con il M5S. E' inoltre l'attuale Coordinatore Regionale per la Puglia del suo partito.

Donno è anche membro fondatore del Lecce Club Parlamento 1985, il gruppo di cui fanno parte parlamentari, dipendenti e collaboratori promossa da diversi onorevoli salentini ed alla cui istituzione ha partecipato anche il Presidente Sticchi Damiani.

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