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Intensità, spirito battagliero e tanta sostanza in mezzo al campo: il ritratto di Kristoffer Askildsen

Scritto da Patrizio Negro  | 

Nello stesso scorcio di calciomercato che ha portato Wladimiro Falcone in giallorosso, il Lecce ha effettuato anche un’altra acquisizione, sempre bussando alla porta della Sampdoria: alla corte della società di Via Costadura è infatti giunto Kristoffer Askildsen, 21enne centrocampista centrale norvegese. La formula del trasferimento è quella del prestito con diritto di riscatto e controriscatto (che, stando ai rumour, ha alla base delle cifre stimabili rispettivamente in 2,5 e 3,5 milioni di euro), definita lo stesso giorno in cui è stato prolungato il contratto in essere con i blucerchiati fino al 30 Giugno 2026. Sul calciatore era già stato registrato l’interesse del Cagliari.

Askildsen muove i suoi primi passi nel mondo del calcio durante il suo periodo alle giovanili dell’IL Heming, club sportivo multidisciplinare di Slemdal, un quartiere di Oslo. La polisportiva è pioniera della disciplina dell’orienteering e la sua formazione calcistica milita attualmente nella quinta serie norvegese. 

A 13 anni si unisce poi all'accademia dello Stabæk. E’ fortemente intenzionato a diventare un attaccante, ma si converte ad un ruolo più arretrato grazie alla sapiente guida del suo allenatore, Oyvind Leonhardsen, ex giocatore di Tottenham e Liverpool. E qui comincia ad emergere e a far parlare di sé: ‘Kristoffer è un buon tipo di calciatore. È impavido, mentalmente forte e riesce ad affrontare sfide dure a braccia aperte’, afferma Viggo Strømme, direttore sportivo dell’accademia. ‘Il ragazzo ha grande fiducia in sè stesso e nel suo gioco. Ha percorso una scalata naturale e perfetta durante i sei anni in cui è stato con noi. È tecnicamente bravo, ha una buona mentalità oltre a un fisico notevole’.

Askildsen viene così aggregato alla selezione Under 19 e poi, a partire dalla stagione 2017/2018, al team Stabæk II, ovvero la seconda squadra della sua società. Qui prende parte a 20 gare, mettendo a segno un gol. E’ il preludio alla promozione in prima squadra, che avviene il 21 Settembre 2018 e che è seguito dall’esordio nella vittoria per 3-2 contro il Ranheim di due giorni dopo. 

L'allenatore dello Stabæk, Henning Berg (che molti ricorderanno come difensore al Manchester United durante il suo periodo di attività), crede che il ragazzo, però, abbia ancora molto da fare: ‘Non abbiamo ancora visto il meglio di lui. Ha bisogno di più sfide giocate per svilupparsi ulteriormente e acquisire esperienza. Ma è un buon giocatore di calcio, su questo non c'è dubbio’.

Con abnegazione, diventa titolare solo nell'aprile 2019 (dopo i postumi di un infortunio), prendendo parte a 14 gare di campionato e 2 di coppa, con uno score finale di un gol e un assist. Le sue prestazioni attirano l'attenzione della Sampdoria, che – dopo un corteggiamento serrato - lo richiede in prestito nella sessione invernale del mercato di inizio 2020: ‘Vorremmo tenerlo, ma è così bravo ed entusiasmante nel suo gioco che sappiamo che la probabilità che ci lasci è alta’, rivela Inge André Olsen, il manager della squadra ai microfoni di Nettavisen. Askildsen deve fare i conti con un inizio di nuova vita in Italia non convenzionale. Tutti i sogni della dolce vita sono rapidamente spazzati via dall'inizio della pandemia globale. E’ un periodo particolarmente impegnativo, lontano da casa per la prima volta, solo, in una nuova città, di fatto confinato nel suo appartamento. Tuttavia, usa quel tempo con buoni risultati: ‘È stato molto noioso stare seduto in questi mesi, ma sento davvero di aver lavorato bene in questo periodo. Posso definirlo una specie di mini pre-stagione, da cui direi di essere uscito più forte’.

I blucerchiati sono innamorati di lui, talmente tanto che viene acquistato a titolo definitivo, il 1° Settembre 2020, per una cifra vicina ai 2,5 milioni di euro e con un contratto di quattro anni e mezzo, raggiungendo il suo connazionale Morten Thorsby. ‘Il mio piano è cercare di convincere i tecnici a farmi allenare con la prima squadra e prepararmi a diventare un calciatore migliore. Avrò la mia opportunità quando tutti saremo pronti per questo. Vogliono tutti che io diventi un giocatore completo, ma io per primo. Entro l'estate sarò pronto per competere per un posto nella squadra, quindi avrò del tempo per adattarmi. Non mi sento sotto pressione’, confessa con determinazione Kristoffer a VG.no.

Askildsen inizia giocando nella formazione Primavera, per poi essere una conferma nelle convocazioni della prima squadra di Claudio Ranieri. Dopo una sola partita giocata in Primavera 1 (i novanta minuti contro i pari età del Pescara, nel match terminato 1-0 per i blucerchiati), il 21 giugno 2020 debutta in Serie A nella sconfitta per 2-1 contro l'Inter, subentrando a 10 minuti dalla fine. ‘Beh, non c'era il pubblico lì, ma lo stato un momento potentissimo. C'ero già stato come spettatore, ma come calciatore è stata tutt’altra cosa. Ho sentito una enorme scarica di adrenalina nel mio corpo. Morten aveva segnato, e anche se abbiamo perso 1-2 è stato bellissimo’, asserisce Kristoffer all’Afterposten. E Kristoffer, inconsapevolmente, prende parte ad un evento quasi storio: con il suo ingresso, è la prima volta dal 1953 in cui due giocatori norvegesi si sono trovati contemporaneamente in campo, per lo stesso club, in una partita di Serie A, dopo il ‘duo’ Per Bredesen e Ragnar Larsen, entrambi insieme nella Lazio.

Il 29 luglio trova la prima rete in maglia blucerchiata, segnando il gol dell'1-4 nella sconfitta interna contro il Milan. ‘È stato incredibilmente divertente andare in rete contro il Milan. Ho visto che non c'erano avversari davanti a me. Mio padre mi ha detto che dovevo osare di più e sparare quando possibile. Eravamo sullo 0-3, quindi ho pensato che non poteva andare molto peggio di così. Era solo questione di provare. Ed è andata bene!’, ammette a CalcioEngland.com. Diventa così il primo millennial di tutti i tempi a realizzare una marcatura per la Sampdoria. Chiude la stagione con 4 presenze, un gol e una doppia ammonizione (e conseguente espulsione) in 73 minuti di gioco.

La stagione 2020/2021 è un anno di transizione, strano per certi versi: sono solo 6 le presenze in campionato (per un totale di 91 minuti complessivi di gioco) e una presenza in Coppa Italia, da titolare e per tutto l’incontro, nella gara vinta contro la Salernitana per 1-0 del 27 ottobre.

L’annata 2021/2022 di Kristoffer Askildsen lo vede in campo per 19 gare complessive di campionato e 3 di Coppa Italia. Ha saltato 4 incontri fra febbraio e marzo per delle noi al ginocchio, poi risolte. Analizzando il solo torneo della Serie A, si nota come Askildsen sia partito come titolare solo in 7 occasioni e abbia calcato il rettangolo verde per una media di 40 minuti a gara. Non ha realizzato alcuna marcatura, né ha fornito assist per i compagni. Il momento più basso lo tocca nella terribile sconfitta esterna contro il Torino del 30 Ottobre 2021. Un 3-0 che lascia poco spazio alle giustificazioni, ancor meno per le sue. Dopo essere subentrato al 69°, viene sostituito dopo 12 minuti a causa di una prestazione scialba, aggravata anche da un’ammonizione. ‘Dovete sorprendervi del fatto che non sia entrato in campo e non l'abbia picchiato. In lui vedo delle qualità, quando effettuo un cambio con un giocatore ammonito bisogna dare l'anima. Per lui era un segnale, così come per gli altri. Serve onorare la maglia, una volta glielo dici con le buone ma quando entri in quel modo devi dare l'anima’, sbraita Roberto D’Aversa, il suo allenatore.

Ad ogni modo, la ‘scoppola’ serve. Spostando l’attenzione verso uno sguardo d’insieme, Askildsen si è espresso nel gioco della Sampdoria con una media di 18,3 tocchi di palla e 0,1 passaggi chiave per gara. La precisione dei suoi passaggi è stata complessivamente del 66% (suddivisa in 78% per passaggi nella propria metà campo, 57% per passaggi nella metà campo avversaria, 32% sulle palle lunghe e 27% sui passaggi corti). 

Dal punto di vista difensivo, il suo lavoro è stato soddisfacente e testimonia quanto sia stato prezioso il suo contributo in fase di ripiegamento: ha viaggiato ad una media di 0,8 recuperi a partita, 0,9 tackle per gara e 0,7 salvataggi per match. Ha inoltre vinto il 57% dei contrasti complessivi (e il 68% di quelli aerei, segno che la sua mole e la sua abilità nel colpire di testa ha avuto conferma), ha commesso 0,9 infrazioni per gara e ha perso pochi palloni (4,9 per match). 

Sul piano disciplinare, però, ha forse avuto una condotta migliorabile, visto che ha collezionato per 5 ammonizioni.

La media voto della stagione 2021/2022 di Askildsen secondo Sofascore è stata di 6,68, ovvero il 17° miglior rendimento dell’intera squadra: un piazzamento che, in considerazione dei minuti giocati e del minutaggio atteso, non è da sottovalutare.

 

La heatmap di Askildsen riferita alla stagione appena conclusa alla Sampdoria. Si può notare come sia praticamente un ‘uomo ovunque’ e come si sia proposto sulla destra in fase più avanzata (fonte: Sofascore)

 

La reputazione di cui gode Askildsen nella sua nazione è notevole. Ha praticamente compiuto tutta la trafila nelle varie selezioni nazionali, a partire dall’Under 17 (8 presenze e una rete, quest’ultima ai danni dei pari età della Grecia), per poi passare all’Under 18 (11 caps e una marcatura), poi all’Under 21 (8 le gare disputate) e, infine, alla nazionale maggiore: il 16 novembre 2020 viene infatti convocato in occasione della partita di due giorni dopo contro l'Austria - valida per la UEFA Nations League 2020-2021 - a causa della positività al coronavirus di alcuni componenti della prima squadra. Esordisce (a 19 anni, 10 mesi e 9 giorni) entrando in campo nel finale al posto di Ghayas Zahid e restando sul rettangolo di gioco per 9 minuti.

L’identikit di Kristoffer Askildsen offerto da Football Manager 2022 lo descrive come un centrocampista, di piede destro e personalità equilibrata, alto 190 centimetri e con un peso forma di 77 chilogrammi. Agisce prevalentemente nella zona centrale del centrocampo e il suo ruolo d’elezione è quello dell’incontrista, anche se può essere schierato come centrocampista di quantità, come carrilero, come centrocampista centrale puro e come mezzala di supporto. Può trovare impiego anche qualche metro più indietro, nel ruolo di centrocampista difensivo, così come quello del centromediano metodista e del mediano incontrista. 

Fra i pro a lui riferiti, troviamo la sua abilità di testa che evidenzia le sue capacità aeree, il fatto che è considerato un leader, che può giocare in un paio di ruoli e che ha un’attitudine che potrebbe portarlo, in futuro, ad essere un giocatore valido per tutte le squadre della Serie A. Di contro, il suo carattere schivo e riservato potrebbe precludergli la possibilità di adattarsi al gruppo principale della sua squadra.

Le qualità di Askildsen non vedono picchi particolari nei suoi attributi, quando piuttosto una distribuzione soddisfacente dei valori più o meno omogenea. Le principali abilità a lui riconosciute sono quelle relative a massima elevazione, colpi di testa e impegno (tutte fissate a 15/20); ottimo l’attributo per il gioco di squadra, degni di nota anche quelli riferiti a resistenza, aggressività, concentrazione, coraggio, fantasia, intuito, senso della posizione, movimento senza palla, passaggi, marcatura e contrasti. Non velocissimo, può migliorare nell’agilità, sui cross, su tutti i calci piazzati e sulle rimesse lunghe.

L’abilità attuale di Kristoffer Askildsen, proprio in virtù della media di valori dal canto loro tutti molto positivi, è stimata in 63/100 (era 55/100 per l’edizione del videogame manageriale del 2021, quindi è in crescita), mentre quella potenziale può raggiungere l’entusiasmante picco di 80/100.

 

Le qualità tecniche, mentali e fisiche di Kristoffer Askildsen secondo Football Manager 2022

 

Di lui, il nostro Davide Mandorino sottolinea: ‘Askildsen è un giocatore ben strutturato e longilineo. Fisicamente ricorda molto un altro elemento del centrocampo del Lecce, ovvero Helgason. Tecnicamente bravo con entrambi i piedi, si posiziona indifferentemente sia sul centrodestra che centrosinistra. Partecipa poco alla manovra di impostazione, ma dimostra personalità perché va molto a contrasto e si fa valere in fase di interdizione. Un aspetto positivo del suo gioco è che, quando è in possesso palla, la prima giocata a cui pensa è quella corta in verticale a superare la prima linea di pressione, ‘scansionando’ continuamente il campo per avere un'eventuale giocata a disposizione. Se lui o i compagni perdono palla, la sua reazione è immediata, quindi riesce a compensare la sua ‘lentezza’ dei movimenti con la velocità di reazione neurale’.

Secondo il parere di World Football Scouting, Askildsen ‘è un giocatore che fa delle capacità aerobiche e della fisicità i suoi principali punti di forza, pur avendo una discreta tecnica di base. E’ un giocatore di sostanza, prezioso per qualsiasi allenatore, recupera un gran numero di palloni per poi far ripartire il gioco in modo semplice. Di certo, non è un giocatore che regala spettacolo con giocate d’alta scuola, ma in mezzo al campo la sua presenza è tangibile e, a livello fisico, ha pochi eguali. Gioca sempre ad alta intensità, è dinamico, dotato di una forte personalità; è un ‘guerriero vichingo’, che nei contrasti s’impone costantemente sull’avversario. Non è un grande realizzatore, anche perché lo si vede raramente nell’area avversaria, prediligendo la fase di copertura. E’ un moto perpetuo, che può ricoprire tutti i ruoli della linea di centrocampo, dal mediano davanti alla difesa, fino alla mezzala’.

L’arrivo di Askildsen al Lecce porta in dote ai giallorossi un altro elemento che fa della determinazione, della veemenza e della cultura del lavoro i principi cardine del proprio operato. In altre parole, quello che il tifoso – specialmente quello leccese – vorrebbe sempre vedere da parte di ogni ‘suo’ giocatore. L’auspicio è quello che possa davvero diventare un simbolo per i nostri colori e che aiuti la squadra a raggiungere un obiettivo che, sebbene sia difficile da toccare e costantemente impegnativo da perseverare, può essere più alla portata con giocatori di personalità e pronti alla causa come lui. Basta credere nei suoi mezzi e lui crederà prima di tutto in sé stesso e poi saprà come mettere a disposizione questa convincente consapevolezza per chi lo circonda.

Velkommen, Kristoffer!


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