CARISMA E DURO LAVORO

Il contadino Federico e il vichingo Morten: quando la classe operaia va in paradiso

Scritto da Patrizio Negro  | 

‘Oh raga, sappiamo che se dobbiamo fare la prestazione bisogna andare forte eh, forte! Bisogna andare solo forte, solo forte! Oh è l'ultima partita del 2022 che giochiamo in casa: facciamoci il regalo eh!'. Con queste parole - trasmesse da DAZN durante le riprese effettuate negli spogliatoi del Via Del Mare nel prepartita - Federico Baschirotto ha suonato la carica prima della sfida di ieri contro l'Atalanta, conclusasi con un insperato quanto meritato successo per 2-1 e instradata sui giusti binari proprio da un suo gol - il primo in Serie A - giunto al termine di un'azione che lo poi ha visto lanciarsi in una corsa di 100 metri per andare ad esultare sotto la Curva Nord, fra il tripudio generale. Una bella soddisfazione personale per lui, che fino a qualche anno fa calcava i campi della Serie D, ma anche un calcio definitivo a chi la scorsa estate lo aveva bollato come un acquisto non adeguato per il massimo campionato e che ora si è dovuto ampiamente ricredere.


La grinta, la tenacia e la dedizione al lavoro di Federico Baschirotto hanno corroborato i suoi sforzi anche ieri sera: ben 8 palloni recuperati, 7 salvataggi, 2 tiri bloccati e un'altra prestazione soddisfacente che lo conferma come una delle più piacevoli sorprese di questo campionato, nonchè uno dei difensori di vertice - dati alla mano - dell'intero torneo. Ma non è tutto: Baschirotto ieri è stato l'elemento in campo con la maggiore propensione a rischiare la giocata (64,33%), segno che l'impostazione di gioco dalle retrovie del Lecce passa tanto e soprattutto dai suoi piedi. E c'è di più: con un indicatore di 80,44%, Baschirotto è stato il giocatore con il tasso maggiore di disponibilità al passaggio, testimonianza incontrovertibile di come si faccia trovare sempre pronto a smistare il pallone e di come si mette subito a disposizione dei compagni in difficoltà per alleggerire la pressione della manovra di impostazione. Nel secondo tempo è poi salito in cattedra, diventando totalmente dominante, non solo per il pacchetto arretrato di cui fa parte, ma per l'intero organico di Baroni.

Le heatmap di primo e secondo tempo di Federico Baschirotto, riferite al match vittorioso di ieri contro l'Atalanta. Da notare subito come il suo raggio d'azione (parimenti all'efficacia del suo gioco) sia diventato, di minuto in minuto, totalmente dominante sia per i compagni sia, soprattutto, a scapito degli avversari (fonte: Lega Serie A)


Con prestazioni del genere, Federico Baschirotto è ormai salito agli onori delle cronache sportive di tutta Italia e non è più così malvagio e nemmeno fuori luogo pensare a lui come uno dei difensori in odore di prossima convocazione nella Nazionale di Roberto Mancini. Per il mastino veneto, vestire la maglia azzura sarebbe l'ennesimo sogno di un'annata (finora) da incorniciare.

Lo stesso obiettivo può essere raggiunto, con la casacca della selezione nazionale maggiore del suo Paese, dal capitano del Lecce, Morten Hjulmand. Non è preclusa la sua convocazione per i mondiali in Qatar (visto che il commissario tecnico della nazionale non ha completato le selezioni, soprattutto nel suo stesso reparto di competenza) e ieri ha ampiamente dimostrato che non sarebbe un'opzione così peregrina. Dopo qualche prestazione non brillantissima - che nel percorso di crescita di un calciatore ancora giovanissimo (è un 1999, non dimentichiamolo, anche se ci ha abituato ad uscite da vero e proprio veterano) può verificarsi - il fulcro del centrocampo giallorosso è tornato a fare la voce grossa e a farsi trovare praticamente ovunque sul rettangolo di gioco nel match contro i bergamaschi.

La heatmap riferita alla partita di Morten Hjulmand contro l'Atalanta. Il centrocampista danese ha praticamente coperto in maniera uniformemente efficare ben 3 porzioni di campo su 4, percorrendo 11,64 chilometri per tutto l'arco dell'incontro (fonte: Sofascore)


Sul piano statistico, la performance del mediano giallorosso è stata di livello assoluto, praticamente da urlo: ben 21 palloni recuperatirecord stagionale in tutto il massimo campionato, come sentenzia La Gazzetta dello Sport nell'edizione di questa mattina e come conferma Goalist.it), corroborati da 62 tocchi del pallone, il 71% di precisione passaggi, i 7 contrasti a terra vinti su 12, i 4 duelli aerei vinti su 5, un salvataggio decisivo (in extremis nel primo tempo, sventando quello che poteva essere un gol praticamente sicuro), un tiro bloccato e tre intercettazioni. Praticamente, una diga. Probabilmente, il piazzamento al suo fianco di un giocatore come Alexis Blin, il quale lo aiuta nello sbrigare il lavoro sporco, ha reso Morten più sicuro e più efficiente nella sua manovra d'azione e contemporaneamente gli ha permesso di ritornare sui suoi standard di rendimento.

Il Lecce si ritrova grazie a due gregari come Federico Baschirotto e Morten Hjulmand e regala ad entrambi una serata da incorniciare, alzando la loro asticella, come ricorda il titolo di un famoso film di Elio Petri che dà il nome anche a quest'articolo. Hanno infuso la loro determinazione, il loro attaccamento alla maglia e il loro spirito battagliero a tutto il resto della squadra. Lo dicevamo da settimane, ma adesso abbiamo avuto la controprova: con il loro carisma e con l'impronta del duro lavoro, la missione salvezza per il Lecce potrà giungere al lieto epilogo. Manca ancora tanta strada per il rettilineo finale, ma se i diktat del forzuto ‘contadino’ veronese e dell'onnipresente vichingo danese verranno messi in pratica e seguiti come un mantra costante, il viaggio sarà più tranquillo.