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Luca Marelli, commentatore arbitrale per DAZN, è stato nostro ospite in diretta su Twitch.

Marelli sull'importanza dell'AVAR

“In Monza-Lecce è stata una situazione particolare perché Serra è un VAR pro ma da pochissimo tempo, dall'1 luglio. Gli è stato quindi affiancato un grande VAR come Irrati per fargli quasi da maestro. Sicuramente l'AVAR è importante. È normale chiedere un parere, VAR e AVAR si consultano e possono avere differenze di idee. Se due persone sono su posizioni differenti, si può pensare che non siamo nell'ambito del chiaro ed evidente errore. L'AVAR è fondamentale, aiuta il VAR: sostanzialmente serve anche a fissare momenti topici dell'azione mentre il VAR continua a vedere la partita. Il VAR ha predominanza sull'AVAR ma non è gerarchica”.

Marelli sulle valutazioni degli arbitri

“Come ha detto Rocchi, non esiste alcuna penalizzazione per l'arbitro che va al VAR. Se Marinelli si fosse rifiutato di andare al VAR, sarebbe rientrato la stagione prossima. È vietato rifiutare di andare al VAR. Se Marinelli avesse rivisto la sua decisione, non sarebbe stato penalizzato. Invece è stato penalizzato, sospeso e la Serie A deve ancora farla. Il rigore di Kvara in Napoli-Udinese, invece, era facile: lì l'arbitro è stato penalizzato. La graduatoria ha un senso, perciò bisogna penalizzare solo chi commette reali errori in campo. Le penalizzazioni o sostituzioni tecniche esistono e sono una tutela per l'arbitro reduce da una settimana di polemiche”.

Marelli sull'inserimento degli ex calciatori in sala VAR

“Negli anni in cui ho arbitrato, solo un calciatore sapeva il regolamento alla perfezione: De Rossi. Il resto dei calciatori non conosce il regolamento. Vi faccio un esempio: nel football americano il nostro VAR esiste da decenni e non ci hanno mai pensato di mettere calciatori davanti alla tecnologia. Hanno inserito il challenge e su questo io sono possibilista. Se in Sassuolo-Juve la panchina della Juve avesse chiamato il VAR, l'arbitro avrebbe espulso Berardi”.

Marelli sull'inserimento del VAR per doppia ammonizione

“È un discorso che si sta trattando. Se ne sta parlando sulla seconda ammonizione, ma ci sono dei problemi. Se la seconda ammonizione fosse giusta e la prima sbagliata? Bisognerebbe rivedere entrambe. A quel punto ci dovrebbe essere intervento VAR per ogni singolo cartellino giallo. Non esiste una struttura perfetta, io sono possibilista ma ci sono dei limiti”.

Marelli sul venir meno del vincolo territoriale

“Ho arbitrato la squadra per cui tifo e non ho avuto nessun problema. In campo non si guardano le maglie, un arbitro è un professionista. Io feci un errore a favore della Juventus e mi fermarono un mese e mezzo. Se un arbitro sbaglia sta fermo. Che squadra tifo? Non l'ho mai detto e nessuno l'ha mai capito. D'altronde a 50 anni non sono più un tifoso sfegatato, tifo seriamente solo l'Olimpia Milano".

Marelli sul miglior arbitro al mondo

“Nettamente Orsato, poi Marciniak. Non ha arbitrato la finale del mondiale perchè era troppo vicina la finale diretta da Rizzoli e due arbitri italiani in poco tempo non era possibile. Attenzione a Colombo, l'ho formato io e potrebbe diventare un top”.

Marelli sul tempo effettivo

“Ho un'idea particolare. Lascerei i 90 minuti e metterei il tempo effettivo nel recupero, dove si perde troppo tempo. Per me sarebbe un grande passo avanti, ma per me è difficile”.

Marelli sul rosso a Baschirotto in Monza-Lecce

Baschirotto

“Non è la prima volta che Marinelli va a rivedere l'azione e poi non cambia idea, lo fece in un Venezia-Bologna. Marinelli è un grande arbitro ma ha questa tendenza nell'impuntarsi sulle sue decisioni”.

L'arbitro può essere influenzato dallo stadio?

“Vi assicuro che una volta che si entra in campo lo stadio non si sente più. Non ci accorgiamo di quello che succede fuori. Ricordate i cori razzisti per Koulibaly? Mazzoleni non se ne accorse proprio, aveva il focus sulla partita

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