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La confisca dei beni di Alduino Giannotta, salentino di 61 anni, è scattata. L’uomo, arrestato in Brasile all’inizio del 2021, è considerato il capo di un’organizzazione che trafficava cocaina. Il valore dei beni sequestrati è di circa un milione di euro.

La confisca - si apprende dal Corriere Salentino - è stata disposta dal Tribunale di Lecce - Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta congiunta della Procura della Repubblica e della Direzione Investigativa Antimafia (Dia).

Le indagini della Dia avevano dimostrato la pericolosità sociale di Giannotta, coinvolto in Italia e all’estero in traffico internazionale di droga con esponenti di spicco della Sacra Corona Unita salentina.

Giannotta era già finito in carcere nel gennaio 2021, nell’ambito dell’operazione “Skipper”, come vertice di un’associazione di narcotrafficanti di cocaina.

Inoltre, gli accertamenti patrimoniali avevano rivelato una notevole sproporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati.

I beni confiscati sono 2 terreni e 3 fabbricati nel Comune di Salve, e un appartamento in Olanda, che è stato congelato tramite un “Certificato di Congelamento” emesso dal Tribunale di Lecce, secondo la procedura prevista dal Regolamento (UE) 2018/1805 sul reciproco riconoscimento, in ambito UE, di provvedimenti ablativi penali.

Cos'è la DIA

La DIA è l’acronimo di Direzione Investigativa Antimafia, un organismo interforze che si occupa di contrastare la criminalità organizzata di tipo mafioso in Italia. La DIA è stata istituita nel 1991, dopo gli attentati che uccisero i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, per rafforzare la lotta alla mafia con un’azione coordinata e specializzata. La DIA dipende dal Ministero dell’Interno e ha sede a Roma, con 24 uffici periferici sul territorio nazionale. 

La DIA svolge attività di investigazione preventiva e di polizia giudiziaria, in collaborazione con le autorità giudiziarie competenti. La DIA presenta ogni sei mesi una relazione al Parlamento sull’attività svolta e sui risultati conseguiti. La DIA è composta da personale appartenente alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza e alla Polizia Penitenziaria. Il direttore della DIA è scelto a rotazione tra i dirigenti generali delle forze di polizia. 

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