Pierotti è diventato scarso o è cambiato il Lecce?
Il rendimento dell’esterno giallorosso va letto alla luce di compiti difensivi, baricentro basso e contesto tattico diverso rispetto alla scorsa stagione
Negli ultimi mesi Pierotti è diventato uno dei bersagli preferiti di una parte della critica. Viene spesso etichettato come scarso, inadeguato, non all’altezza della Serie A. Un giudizio netto, ma anche estremamente superficiale.
Il punto centrale è uno solo: il Pierotti di quest’anno non è il Pierotti dell’anno scorso. E non perché il giocatore sia regredito, ma perché è cambiato radicalmente il contesto in cui si muove.
Oggi Pierotti ha compiti prevalentemente difensivi. È chiamato ad abbassarsi, a rincorrere, a coprire la fascia per lunghi tratti di partita. E non è un caso isolato: succede anche sull’altra corsia, ed è una fotografia abbastanza fedele di una squadra che, nella maggior parte delle gare, gioca rintanata nella propria metà campo.
In questo scenario, pretendere da un giocatore con le caratteristiche di Santiago continue accelerazioni verso la porta avversaria è poco realistico. Puoi fare uno strappo. Forse due. Ma se per settanta minuti sei costretto a difendere basso, a rincorrere l’esterno avversario, a partire sempre da quaranta metri più indietro, arrivi inevitabilmente scarico negli ultimi venti metri.
Lo scorso anno il contesto era diverso. Il Lecce recuperava palla più alto, spesso nella metà campo avversaria. Quindi meno campo da attaccare. In quelle condizioni la sua prorompenza fisica diventava un’arma: strappi, conduzioni, pressione immediata, inserimenti che creavano scompiglio fino dentro l’area.
Oggi quelle situazioni sono rare. E quando arrivano, arrivano dopo uno sforzo difensivo continuo che snatura il tipo di calcio che Pierotti può esprimere.
Questo non significa che il giocatore sia esente da limiti o che non possa fare meglio. Significa però che il giudizio va contestualizzato. Bocciare un calciatore senza considerare il sistema in cui è inserito è il modo più rapido per sbagliare valutazione.
Bisogna sforzarsi di comprendere dove finiscono i limiti individuali e dove cominciano le conseguenze di un impianto tattico che chiede altro.
Pierotti non è diventato improvvisamente un altro giocatore.
È semplicemente un giocatore diverso, in un Lecce molto diverso.




