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Corre il rischio una pena fino a un anno di detenzione un 56enne di Taranto beccato a dissolvere le ceneri di una persona scomparsa sul bagnasciuga di Punta Rondinella a Taranto.

È stato il pubblico ministero Marzia Castiglia a siglare nelle settimane scorse l’avviso di definizione delle indagini nei confronti dell’uomo incriminato ora di distruzione di cadavere, ma in una forma più lieve: il giudice ha infatti contestato nei confronti dell’uomo “la dispersione delle ceneri non autorizzata dall'ufficiale dello stato civile, o effettuata con modalità diverse rispetto a quanto indicato” che il codice penale condanna con una pena racchiusa tra i due e dodici mesi di detenzione e una multa che può mutare da un minimo di 2mila e 500 euro fino a un massimo di 12mila.

I fatti sono dell’ottobre 2019 quando i finanzieri di Taranto, impegnati in un servizio di controllo della zona portuale, hanno osservato un carro funebre di un’azienda di Taranto dinanzi allo specchio acqueo della zona a pochi metri da Lido Azzurro: l’auto funebre non aveva alcuna bara al suo interno e questo ha fatto sospettare ancora di più gli agenti delle fiamme gialle che si sono così fermati a una spazio tale da scrutare il carro e l’uomo e capire cosa stesse succedendo.

Dalla loro collocazione hanno intuito che il mezzo si era in sosta su un tratto di strada malridotto e l’uomo si stava indirizzando verso la spiaggia stringendo in mano una busta: qualche minuto dopo hanno osservato l’uomo tornare in auto, posare su sedile del passeggero il contenuto della busta e riallontanarsi. A quel punto hanno deciso di bloccare il veicolo ed ultimare un controllo.

Il 56enne non ha fatto segreto di quanto appena avvenuto chiarendo di aver disperso le ceneri del defunto su preghiera della moglie con un permesso concesso dal Comune di Taranto. L’uomo, tuttavia, ha aggiunto che l’autorizzazione annunciava la disseminazione a un miglio e mezzo dalla costa, ma poiché non disponeva di un mezzo nautico non aveva potuto acconsentire in maniera precisa l’ultimo desiderio della signora, ma aveva considerato che in fondo abbandonare i resti sulla spiaggia sarebbe stata la stessa cosa.

Per i finanzieri, però, quella diversità era particolarmente indicativa al punto che hanno all'istante compilato una rapporto di servizio e inoltrato alla procura l’informativa contestando l’ipotesi di reato. Tramite un sasso e una bottiglia i militari hanno recuperato i resti del defunto poi riconsegnati alla vedova.

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