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In questa stagione il Lecce è stato al centro di alcune polemiche arbitrali. Alcuni episodi sono rimasti nella testa dei tifosi giallorossi – indimenticabile ad esempio il gol di Piccoli contro il Milan annullato dopo l’intervento del VAR per un presunto pestone dell’attaccante giallorosso ai danni di Thiaw – mentre altri sono ormai stati dimenticati e proprio per questo oggi cercheremo di raggrupparli, dividendo tra episodi “a favore” della truppa giallorossa ed episodi “a sfavore”, ossia quelli che hanno condizionato in negativo le gare di Blin e compagni.

Episodi “a favore” 

Nella seconda giornata di Serie A l’arbitro Maria Ferrieri Caputi nel finale di gara contro la Fiorentina aveva assegnato un rigore ai toscani per un tocco di mano di un calciatore giallorosso. Per fortuna, però, l’intervento del VAR ha cancellato la decisione del direttore di gara. In quel caso si è parlato di Overrule perché la decisione era oggettiva e non è stato nemmeno necessario farla rivedere al fischietto in campo. 

Nella giornata successiva, poi, sempre grazie all’intervento del VAR – questa volta tramite OFR, ossia con l’arbitro che è andato a rivedere le immagini davanti al monitor – al Lecce è stato concesso un rigore contro la Salernitana. Penalty poi trasformato da Gabriel Strefezza.

Sempre ad inizio campionato, durante la quarta giornata di Serie A, un’ottima chiamata del VAR ha cancellato il vantaggio del Monza nella sfida contro il Lecce. In quel caso l’arbitro aveva convalidato la rete ma questa era viziata da un fuorigioco.

Poi, per un intervento positivo nei confronti dei salentini, dobbiamo andare avanti fino a dicembre ed all’assegnazione del rigore nel concitato finale del Via Del Mare contro il Bologna. In quel caso, si è prima controllato che la posizione di Dorgu fosse regolare e poi che Calafiori avesse commesso realmente fallo su Falcone. Doveri, in ogni caso, ha decretato il penalty che Roberto Piccoli ha poi trasformato in maniera impeccabile sotto la Nord. 

Qualche settimana più tardi, invece, sempre al Via Del Mare, il richiamo del VAR ha annullato un calcio di rigore in favore del Frosinone decretato in campo dall’arbitro dell’incontro. Sempre contro il Frosinone, nel girone di ritorno, grazie al VAR si è potuto notare l’ingresso in area di diversi giocatori ciociari al momento del tiro dagli undici metri da parte di Rafia. Rigore ripetuto, quindi, e questa volta trasformato da Krstovic, con il gentile ed involontario aiuto della schiena di Cerofolini. 

Il VAR è intervenuto in aiuto del Lecce e di Mariani nello scontro diretto casalingo contro l’Empoli per annullare il vantaggio di Cerri, viziato da un’irregolarità ad inizio azione, con il pallone che era stato bloccato con le mani dall’estremo difensore azzurro fuori dall’area di rigore. Poi, anche due settimane più tardi a Cagliari con due interventi fondamentali per il proseguo di quella partita: gol annullato ai padroni di casa per un leggero tocco di mano di Deiola ed espulsione di Gaetano, dopo che il direttore di gara aveva sventolato soltanto il cartellino giallo nei confronti del trequartista di proprietà del Napoli.

La squadra intorno ad Abisso

Episodi “a sfavore”

Questi, invece, sono i casi nei quali il VAR è intervenuto per segnalare ai direttori di gara episodi a sfavore dei giallorossi. Il primo di questa stagione risale alla sfida dell’Olimpico contro la Roma, quando la tecnologia è intervenuta per concedere un calcio di rigore per un leggero tocco di dita di Baschirotto sul tiro di Dybala. In quell’occasione l’arbitro Colombo non aveva ravvisato nessuna irregolarità.

Poi, lo abbiamo già citato, l’episodio forse principe di questa stagione del Lecce: il pestone di Piccoli ai danni di Thiaw. Anche in questo caso l’arbitro Abisso aveva convalidato la rete ma l’intervento del VAR ha permesso al direttore di gara di rivedere la dinamica dell’azione ed annullare un gol che aveva fatto impazzire di gioia l’intero Via Del Mare. 

Nelle partite successive il VAR è intervenuto ai danni del Lecce sempre per episodi relativi a calci di rigore. Contro il Frosinone in casa ha rilevato il penalty in favore dei ciociari, rigore che l’arbitro non aveva assegnato durante le concitate fasi di gioco. Poi, contro Inter, Fiorentina e Verona, invece, è servito per negare ai giallorossi il tiro dagli undici metri. Contro i nerazzurri Marcenaro aveva indicato il dischetto per un tocco di gomito da parte di Carlos Augusto ma il VAR ha giudicato attaccato al corpo il braccio del difensore dell’Inter; contro la Fiorentina, invece, è servito per giudicare la posizione dell’intervento falloso, avvenuto al limite dell’area di rigore e non dentro; infine, anche contro il Verona per cambiare la decisione del direttore di gara e non concedere un calcio di rigore ai giallorossi.

Il direttore di gara Massimi

Per chiudere…

Per chiudere questo album dei ricordi stagionali legati al VAR bisogna ricordare anche l’espulsione di Baschirotto contro il Monza. In quel caso, il direttore di gara Marinelli è stato richiamato al VAR dopo aver sventolato il rosso in faccia al difensore giallorosso ma, pur vedendo le immagini, non ha cambiato la decisione, confermando il colore del cartellino. In Open VAR, la trasmissione di DAZN dedicata alle prestazioni arbitrali, l’operato di quell’arbitro è stato giudicato in maniera negativa, dato che ha preso una decisione sbagliata impuntandosi su quanto visto in diretta.

Inutile, invece, rimarcare gli errori compiuti da Massimi e da chi lo coadiuvava al VAR durante la sfida tra Milan e Lecce a San Siro. L’espulsione di Krstovic ed il mancato rigore ai danni di Almqvist gridano ancora vendetta. 

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