L’altra faccia di Lecce-Samp: l’(in)esperienza di Rocchi e il fallimento del VAR

Tra 2 giorni sarà già tempo di Sassuolo-Lecce, ma questa volta per i giallorossi sarà veramente difficile eliminare tutte le scorie lasciate dalla sconfitta casalinga contro una diretta rivale per la salvezza. La sfida contro la Sampdoria è stata equilibrata poiché bensì i salentini abbiano mostrato poco in fase offensiva, i blucerchiati non hanno assolutamente fatto di meglio.

Infatti alla fine dei conti a smuovere un match scarno di azioni pirotecniche sono state le decisioni arbitrali, che con 3 rigori e qualche dinamica molto discutibile hanno indirizzato il risultato finale sull’1-2. D’altronde era noto come Lecce-Samp sarebbe stata una sfida dagli animi accesi e proprio per questo motivo la Lega aveva designato come giudice di gara Gianluca Rocchi, arbitro con esperienza decennale nel nostro campionato e rilevanza a livello europeo.

Il risultato è stato opposto, poiché la sfida del Via del Mare ci ha lasciato più dubbi arbitrali che azioni salienti, ed è dunque doveroso discuterne a riguardo.
I 3 rigori sono differenti tra loro e vanno analizzati singolarmente; il primo causato da Tachtsidīs è indiscutibile, il greco rischia una scivolata al limite della propria area e invece di raggiungere il pallone centra in pieno l’avversario.

Il penalty del Lecce è stato analizzato negli studi post-partita di Sky perchè Thosrby effettivamente colpisce la palla, però il contorno non è irrilevante: Saponara viene preso in pieno e travolto, e soprattutto subisce un intervento a piede a martello.
Il fallo che ha causato il terzo tiro dal dischetto risultato decisivo per i doriani lascia perplessi; difatti De Paoli approdato in area subisce un tackle da Paz, il quale arpiona la palla e l’avversario, stoppando l’offensiva dell’11 di Ranieri.
Il direttore di gara con pochi dubbi dà il terzo penalty della partita nell’incredulità dei giallorossi che acclamano l’intervento del VAR.

A loro discapito però probabilmente ieri sera la VAR room era spenta e ciò lo si deduce soprattutto da uno degli episodi della giornata di Serie A più discussi sui social.
Nella prima parte di gara sulla 3/4 rossoblu Donati ferma la manovra della Samp spingendo Bonazzoli; entrambi franano a terra e il centravanti in seguito alla caduta scalcia con prepotenza il terzino giallorosso colpendolo al volto e provocandoli un grave taglio all’altezza del naso.

Il gioco resta fermo per quasi tre minuti, Bonazzoli si allontana facendo finta di nulla e Donati sanguinante chiede un minimo di revisione, poiché sembrerebbe paradossale la non-volontarietà di un calcio volante di tale aggressività.
Nulla di fatto, il gioco riprende e, se nelle ultime giornate veniva mostrato in TV il lavoro svolto in diretta dalla VAR room, quest’ultima probabilmente ieri non era disponibile.

Sono decisioni che oltre a pesare sulla stagione del Lecce devono far riflettere per avere chiarezza: quando interviene il VAR? Ci sarà mai una linea guida unica su dinamiche simili?
La tecnologia è stata introdotta nel nostro calcio da 3 anni ma ancora lascia a desiderare fin troppo.