Perdere a Bergamo contro un’Atalanta fortissima ci sta, perdere a Bergamo regalando i gol no. Il Lecce compie danni inenarrabili a livello tecnico e in fase di possesso.

No. Non lasciatevi condizionare dall’errore di Lucioni nel passaggio a Rispoli. Perchè? Perchè in quel caso Gabriel non è riuscito a metterci una pezza! In realtà erano svariati minuti che, nessuno escluso tra gli uomini di Liverani, si regalavano palloni semplici agli avversari in pressione. Petriccione, Majer, Imbula, Calderoni, Rispoli, tutti, chi più chi meno, hanno perso palloni gestendoli negativamente e consentendo all’Atalanta di battere a rete a colpo sicuro (san Gabriel), di galvanizzarsi e di aumentare il pressing minuto dopo minuto.

Il Lecce, vista la partita e la mole di occasioni da parte degli avversari, ha perso “soltanto” 3-1 ma non è il punteggio quello che non va, o almeno non solo quello.

Partiamo dall’inizio: a parziale scusante della pessima prestazione c’è la solita condizione fisica precaria in alcuni uomini; Liverani deve fare a meno sin dall’inizio di Tachtsidis, Farias, Lapadula, Babacar e Tabanelli. Non pochi se pensiamo di essere il Lecce. Deve fare i conti con giocatori non ancora a regime di ambientazione e fisico come Imbula, Shakov, Benzar o Mancosu. Gli altri sono quelli di sempre, con l’eccezione di Rossettini, Rispoli e Gabriel.

Già così contro una squadra forte e che ti aggredisce paghi dazio. Questa cosa accadeva lo scorso anno contro il Cittadella di turno, figuriamoci oggi in serie A. Ciò che però non è accettabile è la rassegnazione dipinta sul volto e negli sguardi dei calciatori. Come se alla fine, perdere a Bergamo contro l’Atalanta, debba essere la norma. Invece no, non lo è! O meglio lo sarebbe se avessimo visto il Lecce essere squadra per tutto l’arco della partita e non soltanto finchè non si prende il gol, per poi sparire dal terreno di gioco.

Forse saremo ripetitivi ma il Brescia ed anche il Verona, squadra giunta in A dopo aver vinto i play-off, giocano le partite, anche contro le big, digrignando i denti, dando filo da torcere e mostrando i muscoli. Non buttano via la palla e suppliscono al minore tasso tecnico con organizzazione, anche difensiva e con la corsa. Il Lecce non lo fa, anzi con la scusa che si deve giocare sempre palla a terra non riesce più a capire quando può farlo e quando invece facendolo non fa altro che spianare la strada agli avversari.

Insomma in alcune partite non vorremmo essere nei panni di Liverani, perchè qui c’è da migliorare tutto, dalla testa passando per la condizione fino ad arrivare alla convinzione.

Ora ci saranno altri 15 giorni di allenamenti, nei quali il tecnico potrà lavorare insieme ai suoi ragazzi, fino a giungere ad altri due impegni sulla carta proibitivi: Milan e Juventus. Questa è la serie A e nessuno può stupirsene oggi; testa bassa e lavorare, perchè si possono perdere le partite in questo campionato ma non si deve soccombere mai.

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