La gioia dei supporters leccesi è già incontenibile, all’idea di poter ricominciare una nuova stagione di emozioni calcistiche nella massima serie. Perfino gli ultimi dubbi sono stati fugati in merito allo stadio che avrebbe dovuto essere luogo di scontro degli 11 giallorossi.

Infatti si era in trepidante attesa per la pubblicazione del bando comunale per l’assegnazione della concessione di uso dello stadio di Via del Mare. Quella concessione di durata trentennale dell’impianto sportivo di proprietà del Comune di Lecce che, seppure per una finalità pubblica di rilevante interesse per la comunità, comporta sforzi economici rilevanti.

Ed ecco che all’inizio di agosto il Presidente del Lecce in persona, Saverio Sticchi Damiani, ha annunciato dopo la conferenza stampa dedicata al settore giovanile che la società sportiva è impegnata per 4 milioni di euro a rendere lo stadio un gioiellino.

Adesso che c’è la certezza di avere lo stadio casalingo a disposizione, la domanda sorge spontanea: quanto costa la gestione dello stadio di serie A?

Sborsare qualche centinaia di euro per l’abbonamento annuale della nostra squadra del cuore è sempre un momento di lacrime e sangue, ma dietro un campionato di calcio ci sono sempre dei costi per gli ingaggi dei giocatori, i compensi di tutto lo staff (tecnici, dirigenti, medici, addetti alla sicurezza ecc…), gli eventuali bonus per vittorie in coppa, le spese vive per le trasferte ed i ritiri, per lo stadio di allenamento e quello di gioco e le odiate tasse.

Guardando ai costi per il campo di gioco, come si è detto gli stadi di proprietà pubblica sono oggetto di un bando pubblico di gara per concessione d’uso. Una concessione che dura 30 anni a fronte di un canone annuale periziato per essere consono alle reali potenzialità della struttura.

Già in passato si ricordano casi di canoni esorbitanti, come quello per lo stadio San Paolo di Napoli riportato su Il Sole 24 Ore , che causava perdite ingenti alla società sportiva partenopea dovute ad uno squilibrio degli obblighi fra il proprietario dello stadio (il Comune) ed il concessionario (il Napoli Calcio).

Il bando per la concessione dell’uso del “Ettore Giardiniero” prevedeva 2 modalità di affidamento dell’impianto sportivo: la prima consistente nel fare un’offerta economica più elevata rispetto al prezzo posto a base di gara (ben oltre i 5 milioni di euro), mentre la seconda opzione prevedeva il pagamento di una sorta di “canone di affitto” per ottenere il diritto di superficie (il minimo di partenza per l’aggiudicazione era stato fissato in 328.778,66 euro).

In merito alla seconda possibilità la cifra di “affitto” dovrà essere pagata annualmente dall’aggiudicatario (US Lecce) per i trenta anni di validità del diritto di superficie per una spesa complessiva che si aggira intorno ai 10 milioni di euro.

Tutti i valori derivano da una perizia tecnica disposta dall’amministrazione comunale.

Di prassi il privato aggiudicatario sarà obbligato ad adempiere ai lavori necessari per l’iscrizione al campionato professionistico eseguendo le opere necessarie su struttura, pertinenze ed impianti per il rinnovo del certificato di agibilità e per assicurare alla struttura i requisiti minimi infrastrutturali. L’obbligo si estende anche alle opere di manutenzione del campo da gioco, ma anche delle pertinenze come le aree limitrofe adibite a parcheggio (per Lecce consistono in quelle a ridosso della Tribuna Est e della Tribuna Centrale e di tutte quelle comprese nel trasferimento di superficie). 

Da aggiungere alla conta anche i tributi collegati agli immobili e si precisa che l’obbligo riguarda sia la manutenzione ordinaria che quella straordinaria.

Discutendo con il comitato di redazione di SUPERATTREZZI è emersa un’interessante osservazione sulla manutenzione del manto erboso, poiché questo può avere costi di gestione notevoli nel caso in cui sia stato installato un substrato di pessima qualità e venga attaccato da alcuni particolari parassiti che possono richiedere la sostituzione di centinaia e centinaia di metri quadrati di zolle.

Il Comune avrà facoltà di utilizzare gratuitamente per 10 giornate all’anno l’impianto sportivo per lo svolgimento di iniziative ed eventi pubblici a propria discrezione.

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