Uno sguardo al mercato degli svincolati: sognare (solo) si può

Siamo a metà luglio, il che significa che da circa due settimane sono spirati i contratti di molti giocatori attualmente senza squadra. E allora perché non fare un viaggio nella lista svincolati alla ricerca di cinque nomi che potrebbero infiammare la piazza di Lecce? Magari elencando per ciascuno dei pro e dei contro, relativamente all’apporto che darebbero alla causa giallorossa.

Istruzioni per l’uso: maneggiare con cura quello che c’è scritto nelle prossime righe perché i seguenti giocatori non sono obiettivi del Lecce, probabilmente non lo saranno mai, quasi sicuramente non approderanno mai nel Salento. Ma ogni tanto sognare non costa nulla. Come leggere questo articolo, del resto.

HATEM BEN ARFA: ecco, partiamo col botto. Trentadue anni. Francese. Segni particolari: tecnica smisurata. È rimasto senza squadra dopo l’ultima stagione al Rennes da 18 presenze e 5 reti. PRO: tatticamente perfetto per il 4-3-1-2, può fare sia il trequartista sia la seconda punta. Devastante in dribbling e forte fisicamente, ha alle spalle una lunga esperienza nel calcio europeo. Quando è in giornata non lo fermi neanche con le cattive. CONTRO: il carattere, ma soprattutto lo stipendio: fino a due anni fa al PSG prendeva circa 4 milioni di euro l’anno. Mica male.

DANNY WELBECK: classe ’90, eterna promessa del calcio inglese. Prima al Sunderland, poi al Manchester United, infine all’Arsenal. Senza mai riuscire a lasciare definitivamente il segno. Ora si ritrova senza squadra. PRO: può fare la prima e la seconda punta e soprattutto ha la capacità di abbinare la velocità alla tecnica palla al piede. Ha anche 42 presenze con la nazionale inglese, che non è roba da poco. CONTRO: la vena realizzativa. “Solo” 19 reti in 82 partite con lo United e 17 in 88 apparizioni con l’Arsenal. Ma la qualità non gli manca.

YACINE BRAHIMI: ventinove anni, uno dei talenti più cristallini del calcio algerino, assieme a Ryhad Mahrez. Ma soprattutto uno dei pochi con i quali il Porto non è riuscito a fare una delle sue mostruose plusvalenze. PRO: oltre all’indiscutibile talento, al dribbling e alla capacità di tiro, Brahimi è molto duttile e può ricoprire tutti i ruoli dell’attacco, anche l’esterno in un attacco a tre. Inoltre sa essere un leader, e lo ha dimostrato nel 2014 facendo molto bene con la sua Algeria nel mondiale del 2014. CONTRO: l’incostanza. Se giocasse sempre sui suoi standard probabilmente non sarebbe svincolato e chissà quanto costerebbe il suo cartellino.

MARKEL SUSAETA: chi mastica il calcio internazionale avrà fatto un balzo sulla sedia. “Ma chi? Quel Susaeta? Quello dell’Athletic Bilbao?”. Sì, proprio lui. E dovete sapere che a dicembre farà 32 anni. Ora scommetto che farete un altro balzo sulla sedia dopo aver appurato quanto trascorre velocemente il tempo. PRO: forte, fortissimo negli spazi stretti. Non un goleador, ma un grande uomo assist. Uno che dà del tu al pallone. In carriera ha giocato solo nel Bilbao, una nuova sfida stimolante potrebbe farlo rendere al meglio. CONTRO: la posizione sul campo. Tecnicamente è un’ala destra, ruolo non contemplato nel 4-3-1-2 di Liverani. Ma può fare la seconda punta.

LAZAR MARKOVIC: l’ultimo nome arriva dalla Serbia ed è un classe ’94. Sconosciuto ai più, fino a qualche anno fa se ne parlava un gran bene. Poi si è perso per strada e ora è senza squadra. PRO: la velocità palla al piede, negli spazi ci va a nozze come il gin con l’acqua tonica. Il tutto abbinato ad un ottimo dribbling. Per conferma chiedere alla difesa della Juventus, che ha rivoltato come un calzino in una semifinale di Europa League nel 2014 quando vestiva la maglia del Benfica. Altro aspetto positivo è l’età: ha solo 25 anni e molto potenziale inespresso. CONTRO: incostante come da tradizione balcanica, anche lui difficilmente collocabile nel 4-3-1-2. Dal 2011 ha cambiato ben otto squadre: non un bel segnale.