Il Lecce annienta il Carpi, raggiunge il Brescia ma alla fine si contano anche i danni

Il Lecce strapazza il Carpi con un perentorio 4-1 e riaggancia momentaneamente il Brescia al vertice del campionato di serie B. Una gara dai due volti quella che ha visto contrapposta la formazione di Liverani a quella di Castori. Prima frazione di gioco nella quale i giallorossi hanno stentato e non hanno subito gol grazie ad un prodigioso intervento di Marco Bleve, mentre nella seconda, dopo piccoli accorgimenti tattici disposti da Liverani nell’intervallo, hanno dilagato siglando quattro gol, colpendo due pali, più le parate del portiere ospite e un rigore non concesso dal direttore di gara. Insomma un risultato rotondo e meritato che però non può nascondere qualche problemino. Il primo, che poi è quello che sembra non essere più “ino” ma “one” riguarda i direttori di gara: anche la terna arbitrale di Lecce-Carpi ha di fatto danneggiato i giallorossi. Troppi i falli non fischiati al Lecce, soprattutto ai danni di Falco e Tabanelli, senza parlare di un fuorigioco, quello si fischiato, a Palombi che andava dritto in porta e trattenuto da un difensore del Carpi. Per non parlare del rigore che è apparso cristallino ai più. Non contento il direttore di gara, in una partita che ormai aveva chiuso i battenti, ha estratto il secondo giallo a Lucioni, espellendolo e di fatto privando Liverani del difensore più forte del campionato per la trasferta di Perugia.

Che dire, forse è meglio raccontare soltanto gli aspetti tecnico-tattici della partita, piuttosto che pensare male.

Liverani non può contare sull’apporto di La Mantia (squalificato) ed opta per Palombi sin dall’inizio come suo sostituto. La scelta è parsa un po’ forzata, se non altro perchè con il terreno pesante e la disponibilità di due corazzieri come Tumminello e Saraniti da poter schierare accanto a Falco, giocare con un attacco leggero contro una difesa arcigna e ben piantata ha reso la vita facile alla retroguardia del Carpi. In effetti nella seconda frazione di gioco Liverani ha deciso di non dare più punti di riferimento alla linea di difesa di Castori, spostando di fatto Palombi largo a sinistra in maniera da favorire gli inserimenti dei centrocampisti. Idea geniale perchè il ragazzo è apparso trasformato ed ha creato la superiorità numerica in quella zona; proprio da lì, anche se per merito di Marino, è nato il primo gol del Lecce siglato da Venuti. Il Carpi a quel punto ha pensato anche ad attaccare, tralasciando un po’ la fase difensiva, errore che al Lecce non si può concedere perchè in rapida successione prima Mancou, poi Falco ed infine Tumminello, hanno mandato al tappeto gli avversari.

Le note negative della giornata riguardano Calderoni e Lucioni. Il primo si è fermato nuovamente a causa di un riacutizzarsi del fastidio già avvertito a Cremona. L’esterno si era sottoposto ad esami strumentali che avevano scongiurato ogni pericolo e poi negli ultimi giorni della settimana appena trascorsa aveva forzato, tanto da convincere Liverani a schierarlo titolare. Probabilmente il terreno di gioco reso pesante dalla pioggia ha contribuito all’infortunio e forse avrebbe dovuto consigliare un suo impiego a gara in corso, se necessario. In settimana se ne saprà di più. Lucioni, invece, salterà la complicata trasferta di Perugia per un fallo che un calciatore della sua esperienza si sarebbe potuto risparmiare. Rivedendolo si capisce che è un tentato anticipo andato male e nell’irruenza il centrale sfiora l’avversario. Il direttore di gara non vedeva l’ora di poter estrarre il cartellino e così ha fatto. Forse, col senno di poi, quando si incontra un arbitro palesemente “nel pallone” (vogliamo essere buoni) e la partita è ormai chiusa, sarebbe meglio far sparire dal campo gli ammoniti, giusto per prevenire eventuali errori di valutazione.

La prossima sarà a Perugia e se qualcosa non dovesse sistemarsi il Lecce rischia di andarci con mezza difesa titolare fuori. Speriamo anche che, al netto della prestazione di Marino, Liverani possa lavorare con Di Matteo per un’altra settimana, garantendo così un calciatore di ruolo su quella fascia, nel caso Calderoni non dovesse farcela.

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