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Gianluigi Buffon ha scelto l’Azzurro per iniziare una nuova carriera nel calcio: dopo aver annunciato nei giorni scorsi il ritiro dal campo, sarà il nuovo Capo Delegazione della Nazionale, il ruolo rimasto vacante dopo la scomparsa, a gennaio, di Gianluca Vialli.

Buffon, primatista di presenze in Nazionale (176), ha sciolto le riserve questa mattina, accettando la proposta ricevuta nei giorni scorsi dal Presidente della FIGC Gabriele Gravina: da settembre sarà di nuovo nel gruppo Azzurro, atteso dalle sfide con la Nord Macedonia (sabato 9 settembre, National Arena Todor Proeski, Skopje, ore 20.45) e Ucraina (martedì 12 settembre, Stadio “G. Meazza”, Milano ore 20.45) nella corsa verso EURO 2024 Germania.

Una storia che ora ricomincia nel ruolo di capo delegazione, affidatogli da Gabriele Gravina. Un incarico che Buffon (oggi alla conferenza stampa di presentazione) affronta con estrema consapevolezza, del ruolo ma prima di tutto di se stesso: “L’eredità di Vialli? Il suo è un ricordo immenso e bellissimo. Avevamo un rapporto straordinario fuori dal campo, ci scambiavamo ancora le maglie, una condivisione totale. Avere la presunzione di essere da subito al pari suo sarebbe sbagliato, perché ognuno di noi ha il proprio passato e un percorso di maturazione. Ognuno di noi attraversa momenti differenti. Non ne sarei all’altezza e quindi cercherò di essere quello che sono sempre stato. Ai giovani dobbiamo trasmettere la passione ricordando loro la storia del luogo in cui sono. Io sono cresciuto con il mito di Zoff e Rossi dell’82 e con le parole di mio padre che mi raccontava le gesta dei calciatori. Così quando venni a Coverciano per la prima volta e vidi Gigi Riva era come essere al cospetto di un monumento, perché rappresentava il patrimonio passato da mio padre”.

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"Negli ultimi 3-4 anni il serbatoio italiano dei portieri è cresciuto molto e ora ce ne sono 5-6 di un livello elevatissimo, senza toccare Donnarumma che è un portiere consacrato. Lui ormai se la gioca con i primi della classe mondiale. Tutti gli altri hanno fatto un percorso e stanno dando risposte importanti, a cominciare da Vicario che in Premier crescerà. Poi Provedel, Meret che ha vinto lo Scudetto. Poi anche Falcone a Lecce, Di Gregorio a Monza. Ci sono tanti portieri che stanno dimostrando di essere super affidabili e di avere qualcosa di speciale. Carnesecchi ora non sta giocando all'Atalanta ma il campionato è lungo. Provedel è stato probabilmente il miglior portiere dell'ultimo campionato e questo ci fa ben sperare dovesse avere un raffreddore Gigio".

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