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Corsa, determinazione, etica del lavoro e... un cognome importante: il ritratto di Giuseppe Pezzella

Scritto da Patrizio Negro  | 

Continua la campagna di rafforzamento di un Lecce che – come noto – con il gioco di Baroni punta moltissimo sugli esterni in progressione a tutto campo e abili sia a difendere sia ad impostare. In quest’ottica, si aggiunge all'organico un tassello importante, che alza il tasso qualitativo della squadra e che porta un ulteriore bagaglio di esperienza continentale al servizio dei giallorossi: parliamo dell’approdo, al club presieduto da Saverio Sticchi Damiani, di Giuseppe Pezzella, difensore esterno sinistro di 24 anni, trasferitosi nel Salento dal Parma con la formula del prestito con diritto di riscatto. Sul laterale campano si erano concentrate le mire di club come il Fenerbahçe, lo Spezia, il Bologna ma soprattutto il Getafe (che, a tratti, è stato vicinissimo ad accaparrarselo) ma è stato il Lecce a spuntarla e a portare fra i suoi ranghi un calciatore che ha sempre e solo militato nel massimo campionato italiano in tutta la sua carriera.

 

Giuseppe Pezzella nasce a Napoli il 29 Novembre 1997. Fin da piccolo, la sua passione per il calcio è quella che accomuna tanti ragazzi di quella città, nati con il mito di Diego Armando Maradona e all’ombra di una realtà di successi che ormai sembra essere troppo lontana dalle parti del San Paolo. Cresce nelle giovanili prima dell’Academy Ciccio Foggia e poi in quelle del Monteruscello Calcio, scuola calcio di un club dilettantistico di Pozzuoli. E’ però un giovane molto promettente per poter restare ai margini delle attenzioni di società più affermate, e infatti, a dieci anni, sostiene un provino di una settimana per la squadra nella quale ogni bambino della sua città vorrebbe militare, anche solo per un secondo: il Napoli. Qui però viene scartato, ma non per le sue abilità mancanti. Anzi, quelle ci sono. In realtà, suo padre, troppo preso dal suo lavoro, e sua madre, non sapendo guidare, purtroppo non hanno la possibilità ‘logistica’ di offrirgli la grande felicità di allenarsi lì. 

Il piccolo Peppino non demorde e continua il suo percorso di crescita: mostra molto rapidamente una preziosa propensione alla corsa e un ottimo calcio dalla sinistra che non passa inosservato a lungo. E infatti, nel 2013, all'età di 15 anni, passa in prestito oneroso (circa 6.000 euro) per un anno al Palermo; l’anno successivo, l’impressione lasciata è talmente valida che i rosanero decidono di acquistarlo a titolo definitivo (per 67.000 euro), fortemente voluto da Dario Baccin, responsabile del settore giovanile del suo nuovo club.

In Sicilia, dopo aver fatto tutta la trafila nel settore giovanile fino agli Allievi Nazionali, passa in Primavera C, in un organico in cui emergono definitivamente le sue doti: Pezzella si rende protagonista di 20 gare di campionato (con 2 gol, entrambi rifilati ai pari età dell’Avellino di Claudio Luperto nel 6-0 del 14 Marzo 2015, occupando però la fascia destra), 4 match (con un assist) al Torneo di Viareggio (terminato agli ottavi dopo la sconfitta per 2-3 contro la Roma), 2 presenze in Coppa Primavera e un match disputato nella fase finale del Campionato Primavera, avviata positivamente con il successo per 2-1 contro la Juventus ma conclusasi anzitempo con un’eliminazione causata da una sconfitta rimediata contro la Lazio ai calci di rigore.

Numeri positivissimi, che gli permettono di essere aggregato alla prima squadra a partire dalla stagione 2015-2016. E’ mister Bosi ad avallare la scelta dello staff tecnico del team principale, profondamente convinto della duttilità del ragazzo: sebbene Giuseppe nasca come terzino sinistro puro, ha la capacità di calciare bene con entrambi i piedi, che lo rende un valido sostituto anche nel ruolo di terzino destro. Inoltre, in Primavera, viene spesso alzato sulla linea del centrocampo per giocare come esterno di sinistra in un reparto a quattro e quindi può dare una mano in tal senso anche in prima squadra. Esordisce in Serie A il 6 dicembre 2015, a 18 anni, in occasione della partita Atalanta-Palermo (3-0), entrando al 65' al posto di Mato Jajalo. Chiude la stagione collezionando 9 presenze in campionato e 1 in Coppa Italia. Parallelamente, Pezzella viene schierato anche in Primavera, dove disputa 10 incontri nel torneo (arricchiti da due gol, realizzati contro la Roma e contro la sua bestia nera, l’Avellino, ma anche da un’espulsione diretta che gli causa una squalifica di due giornate), una nella fase finale della poule promozione (rimandata a causa dell’eliminazione rimediata ancora una volta ai rigori, ma questa volta da parte dell’Inter) ed una in Coppa Primavera.

La stagione successiva vede Giuseppe Pezzella in pianta stabile solo in prima squadra. Ottiene però solo 10 presenze in campionato (anche perché non solo il Palermo si schiera con un 3-4-2-1 poco avvezzo alle sue caratteristiche, ma a febbraio patisce un problema alla coscia che lo tiene ai box per un mese) ed una in Coppa Italia. A fine anno, i rosanero retrocedono in serie B, ma Pezzella non li segue: è destinato a rimanere sul palcoscenico della massima serie.

Il 30 Giugno 2017, infatti, Giuseppe Pezzella passa a titolo definitivo all’Udinese (dopo un corteggiamento iniziato l’inverno precedente e perdurato per tutto il resto della stagione) per una cifra pari a 4,5 milioni di euro e un contratto di ben 5 anni. La prima presenza con la maglia bianconera coincide con la prima giornata di campionato della Serie A 2017-2018 dove viene schierato titolare nella partita contro il Chievo Verona terminata con il risultato di 1-2. A fine anno, sono 15 le partecipazioni in campionato (con un assist, ma anche con un rosso diretto rimediato nella sconfitta patita contro il Milan per 2-1 alla quarta giornata) e 3 in Coppa Italia, competizione nella quale i friulani vengono eliminati agli ottavi dal suo Napoli. E proprio ai partenopei viene caldamente suggerito da Ciro Caruso, ex difensore con una parentesi negli anni 2000 con la maglia azzurra: ‘C'è un giocatore che non mi farei assolutamente scappare, parlo del napoletano, Giuseppe Pezzella dell'Udinese, per me diventerà fortissimo. Fossi nel club lo prenderei subito, ha un gran futuro e sono sicuro che mostrerà le sue grandissime qualità. Ha dalla sua un gran fisico ed una buona tecnica. Questo gli ha sempre permesso di essere schierato lungo tutta la fascia sinistra. Non ha timore dell’avversario, ha consapevolezza dei propri mezzi, e le sue qualità sono dinanzi agli occhi di tutti. Sebbene sia un giocatore giovane, ha già la maturità adatta per adattarsi ad un diverso contesto, non lasciandosi mai prendere dall’emozione. Da tifoso del Napoli, e da scout di Pezzella, sarebbe speciale, perché è un giovane, e napoletano, e sarebbe bello se crescesse con la maglia della squadra per cui è tifoso. Abbiamo recentemente assistito alla disfatta della nostra nazionale, che non si è nemmeno qualificata ai mondiali: puntare sui giovani, sarebbe il giusto riscatto, altro che lasciarsi affascinare dai talenti stranieri…’ .

L’annata 2018/2019 è una delle meno felici per Pezzella, da troppi additato come un elemento giovane e di prospettiva, ma non in grado di compiere quel salto di qualità che possa farlo esplodere in maniera definitiva. Inoltre, il 3-5-2 dei friulani inizialmente non lo agevola, visto che in difesa è bloccato dai vari Samir, Nuytinck, Ekong e Larsen, mentre a centrocampo è difficile levare il posto a gente come Rodrigo De Paul. Dopo un magro girone d’andata (solo 4 le occasioni sul rettangolo verde, per un totale di appena 184 minuti, in campionato, più una - con assist – nella debacle di Coppa Italia contro il Benevento, vittorioso per 2-1 dopo i tempi supplementari), l'11 Gennaio 2019 Pezzella passa in prestito al Genoa, trasferimento resosi ufficiale dieci giorni dopo, giusto in tempo per essere incluso nella lista degli uomini convocati per la sfida esterna contro il Milan, terminata 0-2 e con lui in panchina per tutto l’incontro. La settimana successiva esordisce con la maglia rossoblù subentrando nel secondo tempo a Rolón in occasione della trasferta di Empoli. Al termine del girone di ritorno, sono solo 5 le sue apparizioni (per un esiguo totale di 109 minuti giocati), con il punto più basso toccato nella penultima giornata: subentrato a Biraschi all’82° nell’incontro casalingo contro il Cagliari (terminato 1-1), Pezzella rimedia un rosso diretto dopo 10 minuti.

Il 27 agosto 2019, dopo aver giocato da titolare nel trionfo casalingo per 1-0 sul Milan di due giorni prima, il terzino sinistro passa al Parma con la formula del prestito con obbligo di riscatto fissato a 4,5 milioni di euro più bonus (che alla fine porteranno la cifra complessiva a 5,75 milioni di euro). Al giocatore è offerto un contratto quinquennale, ancora in vigore. Con i gialloblù, Pezzella trova finalmente lo spazio che merita e una piazza in cui poter crescere ancora ed affermarsi: trova la via del campo in 22 occasioni in campionato, debuttando con gli emiliani proprio nella sfida esterna contro l’Udinese dell’1 Settembre, conclusasi con il risultato di 1-3, oltre che per 2 volte in Coppa Italia. L’ultimo sforzo dell’anno lo vede in panchina in quel maledetto Lecce-Parma 3-4, che sancisce la retrocessione dei giallorossi.

La stagione 2020-2021 vede Pezzella sempre di più al fulcro del progetto Parma, anche perchè è tenuto in enorme considerazione da Fabio Liverani. E lui risponde adeguatamente: colleziona 24 presenze in Serie A, impreziosite dal suo primo gol ufficiale della sua carriera professionistica (siglato nella sconfitta per 4-3 in casa del Cagliari) e da ben 4 assist (offerti contro Sassuolo, Inter e contro la sua ex squadra dell’Udinese sia all’andata sia al ritorno). Il suo apporto avrebbe potuto essere maggiore, ma è stato parzialmente limitato da alcuni problemi di natura muscolare: prima un infortunio alla coscia a novembre, poi un problema al bicipite femorale fra dicembre e gennaio, successivamente un affaticamento muscolare a febbraio e infine un piccolo stop di 15 giorni a maggio. Tutto sommato, comunque, la sua parentesi viaggia su buoni numeri. E’ troppo poco però: il Parma a fine anno scivola in cadetteria.

Il 27 Luglio 2021, Pezzella passa a titolo temporaneo con diritto di opzione e obbligo al verificarsi di determinate condizioni (ovvero 20 presenze stagionali e la qualificazione in Champions League) all’Atalanta, che lo preferisce a Gianluca Frabotta. Per lui è il punto più alto della carriera e le sue parole lo testimoniano: ‘Sono molto felice e orgoglioso di essere arrivato in un club così prestigioso e non vedo l’ora di scendere in campo. Il mio obiettivo è giocare più partite possibile e fare bene. Sono un ragazzo molto umile, disponibile, che ama lavorare, la famiglia e il calcio: è il mio sogno da bambino, mi sveglio e vado a dormire pensandoci. A 14 anni andai via di casa per trasferirmi al Palermo: ho fatto molti sacrifici ma anche ricevuto tante soddisfazioni’. Con gli orobici disputa 21 partite in campionato (con 10 gare giocate dal fischio d’inizio, per una media minuti per match pari a 51). Mentre il suo apporto sulle conclusioni verso la porta avversaria è nullo (0,4 tiri di media per incontro), quello offensivo è invece soddisfacente, in quanto offre 2 assist per i compagni, crea una grande opportunità da gol, effettua 0,4 passaggi chiave per match e si produce in 40 tocchi netti di media per ciascun incontro. Sui passaggi, Pezzella fa registrare una precisione di tutto rispetto: ben l’80% (diviso in 86% per i passaggi effettuati nella propria metà campo, 69% per i passaggi dispensati nella metà campo avversaria, 34% sulle palle lunghe e 11% sui cross). Difensivamente, il suo apporto è generoso e fruttuoso: con lui in campo, l’organico bergamasco mantiene la porta inviolata in 3 occasioni. Non solo: l’esterno napoletano offre anche 0,4 recuperi a partita, 1,3 tackle per match e 0,5 salvataggi per gara. Inoltre, vince il 55% dei contrasti totali (divisi in 56% per quelli a terra e 52% per quelli aerei). Sui falli, vanta un differenziale positivo (0,9 commessi per gara vs. 1,4 subiti per match) ma anche 3 ammonizioni. In fase di impostazione, invece, perde 9,2 palloni di media per ciascun incontro sul rettangolo di gioco. La media voto di Giuseppe Pezzella per lo scorso torneo di Serie A, secondo Sofascore, è di 6,73.

Un grafico che ritrae la ‘torta’ del contributo di Giuseppe Pezzella e la ormai famigerata heatmap, entrambi riferiti alla stagione 2021-2022. Sul primo, si noti come il valore più elevato è quello riferito ai tagli (sia difensivi sia offensivi) riusciti, mentre la seconda mostra come siamo di fronte ad un terzino che è più un esterno completo a tutto campo (fonte: Soccerment)

 

Pezzella però riesce anche a debuttare in Champions League, raccogliendo 3 partecipazioni, per un totale di 57 minuti di permanenza sul campo. L’esordio è quasi allo scadere dell’incontro casalingo contro lo Young Boys, vinto per 1-0, del 29 Settembre 2021. Poi, una gara dal sapore speciale: subentra all’80° nella sfida esterna contro il Manchester United del 20 Ottobre 2021, terminata per 3-2 in favore degli inglesi. Colleziona poi un tempo di gioco nel pareggio per 3-3 contro lo Young Boys del 23 Novembre 2021. In questo scorcio dal respiro europeo, Pezzella dimostra un’ottima propensione al palleggio, visto che offre il 100% sulla precisione dei passaggi nella propria metà campo.

Con l’eliminazione dell’Atalanta dal principale torneo continentale per club, Pezzella dice la sua anche in Europa League: mette a referto 4 presenze (delle quali una da titolare, ovvero il successo di misura per 2-1 ai danni dell’Olympiacos del 17 Febbraio 2022, agendo prevalentemente da esterno sinistro di centrocampo) e dà un importante contributo soprattutto nell’insperato successo, ottenuto al fotofinish, in esterna, a Leverkusen, nello 0-1 del 17 Marzo 2022, prendendo il posto di Davide Zappacosta. Una nota particolare: nell’intera parentesi dell’Europa League, Pezzella fa suoi tutti i duelli aerei in cui è coinvolto. Ad aprile 2022, Pezzella patisce un problema agli adduttori e resta fuori per oltre un mese, ritornando operativo solo a fine maggio.

Le statistiche complete della stagione 2021-22 di Giuseppe Pezzella. Nell'enorme novero di numeri, spiccano l'indice della distanza percorsa con la palla fra i piedi (oltre 239 metri per 90 minuti) e quello del pressing (10,09) - Fonte: Sportslumo

 

Al Lecce, Giuseppe Pezzella arriva con un curriculum di tutto rispetto: 111 presenze complessive in Serie A (con un gol e 8 assist), 3 presenze in Champions League, 4 in Europa League e 9 in Coppa Italia (con un assist). 

Ma non solo: il nome di Pezzella è stato sempre tenuto in debita considerazione anche a livello nazionale. Dopo aver collezionato 3 gare nell’Italia Under 18 (con debutto il 4 Marzo 2015 nello straripante successo per 4-0 contro i pari età dell’Ungheria), Giuseppe passa poi nell’organico dell’Under 19, con cui disputa 5 partite (esordendo contro la Croazia il 12 Agosto e fornendo un assist per il vantaggio iniziale di Simone Minelli nel successo finale per 4-1 sulla Repubblica Ceca) prima di partecipare all’Europeo di categoria nel 2016, concluso al secondo posto dopo la sconfitta in finale rimediata da una Francia troppo superiore e che, con un certo Mbappè e i suoi, detronizza gli azzurrini per 4-0.

Nel 2017, Pezzella viene convocato dal commissario tecnico Alberico Evani per il Mondiale Under 20 tenutosi in Corea del Sud. Nel corso della manifestazione è tra i protagonisti della vittoria agli ottavi contro i pari età della Francia, servendo ad Orsolini l'assist per il primo gol. Nei quarti di finale, contro lo Zambia, al 43° minuto commette un fallo da ultimo uomo e si fa espellere, saltando così la semifinale contro l’Inghilterra, poi persa. La nazionale italiana arriva comunque terza. Chiude l’esperienza con l’Under 20 con 8 apparizioni.

Subito dopo il mondiale sudcoreano, viene convocato anche per l'Europeo Under 21 del 2017, in sostituzione dell'infortunato Nicola Murru. Non viene mai impiegato nel torneo, nel quale l'Italia viene eliminata in semifinale dalla Spagna. Esordisce con la Nazionale Under 21 il 1° Settembre 2017, nella partita amichevole contro la Spagna disputata a Toledo. Nel giugno 2019 viene convocato anche per l’Europeo Under-21 in Italia, manifestazione nella quale prende parte alla sua ultima delle 14 partite complessive con tale selezione, nel successo per 3-1 contro il Belgio in qualità di omologo (ma sul lato opposto, ovviamente) di Arturo Calabresi.

L’identikit di Giuseppe Pezzella disponibile in Football Manager 2022 descrive un terzino, di piede sinistro e di forte personalità, alto 187 centimetri e con un peso forma di 81 chilogrammi. Per caratteristiche peculiari, corre con la palla verso sinistra e si produce in allunghi per superare l’avversario. Il suo ruolo d’elezione è quello del terzino fluidificante, ma può dispiegarsi nella posizione di terzino puro, di esterno difensivo senza fronzoli e di esterno completo, fino ad avanzare e a trovare un potenziale impiego come ala che pressa, come ala sinistra pura e come centrocampista laterale. Inoltre, la sua struttura fisica gli consente di poter essere schierato, in emergenza, come braccetto di difesa, come difensore centrale (sia in grado di impostare, sia ‘da battaglia’) ma anche come libero abile ad avanzare.

Così come per Pongracic, anche Pezzella non sembra avere dei punti deboli conclamati. I suoi pro, invece, sono molteplici: gioca con naturalezza in almeno due ruoli, è tagliato per il lavoro di squadra, è molto forte mentalmente, ha una grandissima reattività, è considerato un giocatore prestante, è un elemento affidabile che dà il massimo per la causa e può diventare, un giorno, un terzino sinistro di assoluto riferimento per la Serie A.

La principale qualità di Giuseppe Pezzella secondo il videogame manageriale è la determinazione (17/20); di buonissima caratura gli attributi per resistenza, integrità fisica, gioco di squadra e impegno; altrettanto validi i valori riferiti a velocità, accelerazione, forza, equilibrio, aggressività e contrasti; non eccelle per carisma, visione di gioco, fantasia e tiri da lontano (sebbene comunque provi spesso la conclusione dalla distanza), ma nel complesso non ha lacune degne di nota.

Le qualità tecniche, mentali e fisiche di Giuseppe Pezzella secondo Football Manager 2022

 

Dal punto di vista mentale, Pezzella può avere qualche difficoltà nell’ambientarsi nel breve termine; dimostra un’ambizione non eccessiva, una compostezza nella norma e una forte solidità; per nulla incline alle controversie e al ‘giocare sporco’, ha un alto indice di fedeltà, non è per niente eccentrico e, nonostante non spicchi per leadership, sa gestire lo stress in maniera ottimale ed è incredibilmente professionale; ha una naturale propensione al lavoro di squadra e vanta un temperamento da vendere.

L’abilità attuale di Giuseppe Pezzella secondo Football Manager 2022 è pari a 67/100, mentre quella potenziale può toccare l’importante valutazione di 72/100.

Pezzella è un esterno difensivo che ha ottime doti di spinta ed è in grado di supportare con efficacia l’azione offensiva. La forza, la tenacia e la resistenza atletica, lo rendono, poi, particolarmente produttivo in entrambe le fasi di gara, anche se può palesare qualche pecca nel momento di interdire la manovra avversaria. Spicca per la sua duttilità: può infatti ricoprire più ruoli sulla catena di sinistra. In una difesa a quattro lo si può schierare come terzino sinistro anche se, viste le sue importanti doti offensive, si fa apprezzare maggiormente come quinto di sinistra in un 3-5-2. Dotato di una corsa notevole e di una progressione in allungo assolutamente soddisfacente, nelle ultime stagioni ha affinato anche la propria tecnica risultando efficace nel dribbling e negli assist per i compagni. Ha grandi capacità atletiche e fisiche che lo rendono un avversario difficile da superare. Può ancora migliorare sotto il punto di vista tecnico, soprattutto per essere più incisivo in fase di spinta dove molto spesso riesce ad arrivare in zona cross per poi non essere troppo preciso nel traversone. 

La migliore qualità di Pezzella è senza ombra di dubbio il dribbling: è decisamente un’arma in più quando si tratta di spingere e attaccare la profondità. Nella stagione 2020/2021 è stato il sesto miglior difensore per dribbling riusciti in tutto il campionato. In questo è aiutato dalla grande forza che ha nelle gambe, che unite a quella fisica e alla tenacia lo spingono sempre al massimo. Non solo spinta però: nelle ultime stagioni ha affinato anche un po’ la tecnica, anche se è forse l’aspetto sul quale c’è più da lavorare. Ci sarà da lavorare anche un po’ sulla fase difensiva, non di certo uno dei suoi punti forti, e sui cross: lo scorso anno gli sono riusciti solo 4 traversoni su 37 tentati. Un po' poco per uno dalle doti tecniche come le sue.

Per essere mancino di piede mostra, a differenza di molti altri ‘colleghi di piede preferito’, una buona attitudine anche all’uso del destro. Ha margini di miglioramento in termini di variabilità della propria azione, visto che sempre prediligere spesso la ricerca del fondo rispetto a un dialogo con i centrocampisti e il resto dei compagni nelle zolle più interne del campo.

Il grafico delle peculiarità di Giuseppe Pezzella. Si può notare come il suo gioco sia poco propenso alla difensività e incentrato sulla propulsione fisica e sul dribbling (fonte: Soccerment)

 

Per il Lecce, l’acquisizione di Giuseppe Pezzella è importantissima nell’economia del gioco di Marco Baroni: può davvero risultare decisivo grazie alle sue sgroppate sulla fascia per cercare di innescare l’esterno della sua catena di riferimento, oppure per effettuare un cross in mezzo all’area o ancora optare per un cambio di gioco improvviso. E’ un calciatore dal sicuro affidamento e che è mosso da un’accesa passione che tanto può essere cara al pubblico salentino. Con lui, il Lecce può vantare un altro elemento con un bagaglio esperenziale di tutto rispetto e con un minutaggio di respiro ‘europeo’ nelle gambe. Ma soprattutto, è uno che non molla mai. Il suo esordio con la maglia giallorossa potrebbe arrivare proprio domani, nella sfida contro il ‘suo’ Napoli (e per il quale è un acceso tifoso, visto il suo tatuaggio, che riporta la scritta ‘1926’, anno di fondazione del club azzurro). E già lì potrebbe fare la storia di questi colori, portando nuovamente su un rettangolo di gioco una maglia con lo stesso cognome di un suo omonimo predecessore, nato nella sua medesima terra d’origine (a volte il destino può essere geniale, nella sua complicità) ma diventato uomo e leggenda nel Salento, da tutti noi compianto e mai dimenticato: Ciro.

Benvenuto, Peppino!


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