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IL PUNTO

Lotta salvezza, da gennaio è bagarre: quanto rischia il Lecce?

Scritto da Redazione  | 

Nel campionato più strano di sempre, con in mezzo il Mondiale qatariota in pieno inverno, la Serie A riposa ma ha la testa già a gennaio. Quando cioè si riprenderanno le danze e – questa volta – nessuna pausa fermerà lo scorrere del tempo, inesorabile. Il che significa che se c’è chi combatte per lo scudetto, ci sarà sicuramente chi combatte per la salvezza. Piena bagarre. Ma si risolverà, in un modo o nell’altro. C’è da scommetterci.
Tra il Verona fanalino di coda, a quota cinque, e il Bologna, passano quattordici punti.

Nessuno è sicuro, nessun verdetto è certo. Ma la situazione al momento è delineata. Finesse a dicembre, il campionato vedrebbe la retrocessione degli scaligeri, della Sampdoria e della pur buona Cremonese, che finora però ha raccolto molto poco rispetto a quanto tentato di seminare.
Ma non è finita, finché non è finita. Allora nella lotta rientrano tutte: il Monza di Palladino, la Salernitana di Nicola, l’Empoli di Zanetti e il Sassuolo di Dionisi. Tutti dentro invischiati: sarà lotta fino all’ultimo sangue, fino all’ultimo minuto, come confermano anche il quadro sulla Serie A delineato da Eazybet, nuovo bookmaker del gruppo Sportbet.

A barcamenarsi nella lotta anche il Lecce di Baroni. I salentini hanno anch’essi raccolto meno di quanto seminato, ma ad oggi lo score è chiaro: quindici punti e tanta personalità in campo, con un addio temporaneo alla competizione dolcissimo. La vittoria contro l’Atalanta, infatti, ha detto molto sul team salentino. Una squadra che vende cara la pelle, che ha saputo raccogliere il massimo anche in una sfida-spauracchio contro la Samp, prima di godersi il riposo e tentare di ricaricare le batterie in vista degli impegni – fondamentali – di gennaio.

La sensazione è che, anche nelle sconfitte - alcune immeritate - la squadra ci sia sempre stata. Concentrata e mai disunita. Una vittoria di Baroni, certamente, sulla mentalità del gruppo. Ma anche un suggello del lavoro di Pantaleo Corvino, che in terra salentina riesce a fare sempre la differenza, in barba al tempo che è passato anche per lui. Falcone, Strefezza, Baschirotto finora hanno trascinato la squadra. In attesa del miglior Umtiti e di Ceesay, il bomber dai cui goal passerà gran parte della futura permanenza dei salentini in A. Le carte, per ora, sono chiare. Quindici punti saranno pochi per chi si aspettava ben altro piazzamento. Ma sono oro che cola in un campionato insolito come questo attuale, dove anche il minimo dettaglio può fare la differenza.

A gennaio comincerà una nuova sfida: per la prima volta dal dopoguerra, si giocano due campionati in uno. La sensazione è che i verdetti – seppur non definitivi – siano in via di emissione. Il Lecce, finora, ha mostrato di avere qualcosa in più rispetto alle ultime tre.

Basterà? Al campo l’ardua sentenza…