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Nato a Mestre nel maggio del 1940, affascinato dal mondo del calcio ha iniziato presto l’esperienza arbitrale. Una lunga avventura durata oltre trenta campionati, dalle sfide tra le squadre delle isole della laguna veneta ai Mondiali del 1982 e agli Europei del 1988. In seguito esperienze internazionali nelle commissioni Uefa e Fifa. Negli ultimi anni opinionista in diverse trasmissioni televisive e collaboratore del Corriere della Sera.

Parliamo di Paolo Casarin, storico arbitro italiano, un uomo che ama raccontare e raccontarsi. Nel 1982 – ricordò in un evento Casarinlavoravo all’Eni e fui chiamato ad arbitrare i Mondiali in Spagna. Poco prima di partire mi chiama il mio superiore e mi dice di prepararmi perché l’Eni mi avrebbe mandato in Venezuela a seguire i lavori, vista la mia preparazione e conoscenza del Sudamerica. Risposi che in quel periodo non potevo prendere decisioni perché c’erano i Mondiali di calcio in Spagna”. E allora? Rispose il superiore, cosa centri tu? “Beh, sono stato scelto per arbitrare”. Va bene. Ti do 7 giorni di ferie. “Per la verità me ne servirebbero 40-50 di giorni”.

Luca Abisso in Lecce-Milan

L'ex fischietto, oggi 83enne, ai microfoni del Nuovo Quotidiano di Puglia ha detto la sua sul gol annullato a Piccoli in Lecce-Milan. Questo il suo pensiero: “Il peccato di protagonismo stia pesando anche sulla gestione del VAR? Può essere, naturalmente. Lo si avverte talvolta nei rapporti fra arbitro e chi gestisce lo strumento tecnologico. Il VAR è uno strumento importante se utilizzato con intelligenza ad aiutare un arbitro che magari involontariamente sta commettendo un errore grave che può pesare sull'esito della partita”.

Casarin prosegue: “Il pestone se c'è cattiveria, se è grave può portare le sue conseguenze disciplinari. A volte per televisione poi non si capisce un tubo. Se non c'era cattiveria, comunque avrei deciso sulla effettiva efficacia della decisione, avrei lasciato proseguire e quindi concesso il gol”.

Casarin conclude: “L'arbitro evidentemente non aveva seguito l'azione, diversamente non avrebbe fatto niente, invece si è adeguato a quello che ha detto il VAR. Attenzione, prima ho detto che abbiamo fatto ridere con la concessione facile dei rigori. Io ho l'impressione che ci sia lo stesso peccato di protagonismo con il VAR”.

 

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