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LE PAROLE

Abodi: "Caso Juve? Non sarà il solo, faremo pulizia" E intanto De Laurentiis...

Scritto da Andrea Sperti  | 

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, si è espresso così in riferimento alla richiesta del mondo del calcio al Governo di poter rateizzare le tasse a margine della presentazione del “Codice giustizia sportiva FIGC” edito da Giuffrè Francis Lefebvre. 

“Il Governo è sempre stato assente, benché il nostro gettito fiscale sia importantissimo. Molta gente soffre, non riesce ad arrivare a fine mese. Questa è una storia che è peggiorata ma che è sempre esistita. Quale è la panacea per far stare calmi e buoni tutti? Il calcio”. 

“Lo Stato non è stupido, lo sa. Però lo ignora, perché altrimenti dovrebbe fare in modo che le leggi sulla modernizzazione del calcio si realizzassero in cinque minuti. Ci vuole pochissimo per cambiare il calcio, visto che è malato ovunque. I conti non tornano. 

“Il calcio è malato dall’alto. Perché quando uno non vuol capire che non ci sono sufficienti risorse per poter andare avanti con questa tipologia di campionati, e non si vuole fare la rivoluzione copernicana perché poi bisogna essere rieletti, questo è un problema di tutti quelli che sono sottoposti a rielezione. Nel mondo della politica, dell’industria, dei sindacati e dello sport”.

La vicenda Juventus? Non ne parlo. Ci penseranno i magistrati, che stanno verificando. Non è compito mio, ma mi dispiace che il calcio, ma non è solo un problema italiano, non sia poi portatore sempre di quei valori che dovrebbero essere d’esempio per le nuove e le giovani generazioni. Se può essere una nuova Calciopoli? Non sta a me stabilirlo”.

Intanto Abodi, ministro dello Sport, ha parlato così  nel corso del suo intervento alla presentazione del codice di ‘Giustizia Sportiva Figc’ a cura dell’avvocato Giancarlo Viglione, nel Salone d’Onore del Coni:

“Quando si parla di Juventus si tratta di “un club che probabilmente non rimarrà il solo” e questo “ci permetterà di fare pulizia. Abbiamo bisogno di sapere presto cosa è successo e che vengano assunte decisioni per ridare credibilità al sistema, nel principio dell’equa competizione. Ed è evidente che negli ultimi anni non è successo”.