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Live Reaction Event con Pianetalecce al Pipa
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Focus sul campionato di Serie A: il direttore Corvino ha parlato ai microfoni del Messaggero.

I giocatori stranieri in Serie A sono 343, vale a dire il 62% del totale.
«C'è una certa omogeneità nei top 5 campionati d'Europa. I più grandi Paesi cercano la qualità e se non la trovano in casa va cercata fuori per offrire uno spettacolo migliore. La Nazionale raccoglie il meglio che c'è. La colpa è della carenza di strutture».

Il grido d'allarme sul numero in funzione della Nazionale è legittimo?
«Dove c'è il grande calcio la qualità viene anche da fuori. Non ci sono responsabilità, la Nazionale raccoglie il meglio che c'è. La colpa è della carenza di strutture».

In generale costano meno o attirano di più?
«Dipende dalla grandezza del club, le big vanno sul sicuro e chi ha meno risorse va su mercati alternativi perché non può fare diversamente nel cercare talento e condizioni economiche».

I giocatori che si sono rivalutati di più.
«Kvaratskhelia, Osimhen, Lobotka e Kim sono la punta dell'iceberg del campionato dominato dal Napoli di uno straordinario Spalletti. Il resto lo trovi in provincia, tipo il mio Baschirotto».

L'affare più grosso l'ha fatto il Napoli con Kvaratskhelia?
«Sicuramente. E aggiungo, insieme agli altri tre. Bravo Spalletti a tenere la squadra e a darle nella continuità un'identità straordinaria che non ha mai perso a differenza delle altre».

Ce ne sono che devono ancora far vedere il meglio?
«Nell'Atalanta ci sono ragazzi che stanno crescendo in una realtà che parte da lontano».

Il vostro Strefezza sta avendo la sua consacrazione?
«Con 7 gol e un assist evidenzia le potenzialità».

Ci parli dei suoi gioielli.
«A me piacciono i numeri. Strefezza come esterno sta facendo tanto. Baschirotto, Hjulmand, Falcone e Gendrey hanno i mezzi».

Considera Di Maria preso a 35 anni un'operazione azzardata?
«Sta ancora dimostrando di essere ad alto livello ed è quello che cercava la Juve».

Vlahovic, che lei ha portato alla Fiorentina, ha un rigetto da grande club o dal gioco del tecnico?
«Allegri non penalizza nessuno. Il ragazzo ha avuto qualche problema fisico che l'ha condizionato. Quando sta bene, la forza si vede tutta».

La Juve farebbe bene a trattenere Rabiot?
«Sta facendo ottime cose, però i matrimoni si fanno in due».

Kean è un incompiuto?
«E' un classe 2000, ha margini di crescita e tempo per maturare. Va aspettato».

Leao e Theo Hernandez sono calati o lo è tutto il Milan?
«Ripetersi è sempre complicato, tanto più se sei impegnato su due fronti. Fa un po' di fatica a competere per difendere lo scudetto e in Champions dove il percorso è sotto gli occhi di tutti».

La Roma ha rigenerato Dybala.
«Ha colto sul mercato una risorsa e un'occasione, è stata molto brava».

Mourinho che valore porta nel campionato italiano?
«Nella Roma sta facendo un grosso lavoro insieme a Tiago Pinto. Ha vinto un trofeo dopo tanti anni e quest'anno lotta per il secondo posto nonostante i travagli. Ha preso una buona strada per essere protagonista».

Come vede l'impronta di Sarri?
«Sono un fautore che le fortune di un allenatore sono nel management e viceversa. Non c'è soltanto la capacità di un singolo, i risultati in un club dipendono dal buon gruppo di lavoro».

La Lazio sta valorizzando gli acquisti, tipo Casale?
«Casale fa parte di un reparto difensivo che funziona ed è sempre tra i migliori. L'organico è all'altezza in un crescendo generale».

Perché Lukaku dal suo ritorno all'Inter fatica così tanto?
«Per gli attaccanti ci sono annate più difficili di altre, complici gli infortuni e tanti fattori».

Lautaro Martinez è troppo altalenante?
«L'Inter paga la continuità di fronte al Napoli che domina offuscando gli altri. Lautaro fa la sua parte e ha qualità».

Lookmann e Hojlund faranno ricca l'Atalanta?
«Da anni a Bergamo tirano fuori eccellenti il meglio nel percorso di Gasperini e del gruppo di lavoro».

Laurienté del Sassuolo è una rivelazione?
«Si rivela un giocatore di valore in un ambiente che mette nelle migliori condizioni».

Lo straniero più forte che ha preso?
«Sono diversi e non voglio fare una classifica perché è una questione di cuore. Penso a Vucinic, Ledesma, Bojinov, Mutu, Jovetic, Vlahovic e potrei continuare senza immaginare un podio».

E quello che avrebbe voluto prendere?
«Il prossimo, con la speranza che non mi sfugga».

Qual è il calcio estero da cui si attinge meglio per il nostro?
«Dipende dai soldi. Se vai su campionati importanti è più facile. Ma i giocatori di prospettiva possono nascere ovunque».

Sono 5 su 20 gli allenatori stranieri.
«In Italia ce ne sono di importanti, i tecnici di sicuro non ci mancano. Poi è un bene se qualche straniero porta le novità».  

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