Gallipoli, la sparatoria del 27 ottobre: tre arresti dopo quattro mesi di indagini
Custodia cautelare in carcere per tre gallipolini, tra cui due fratelli: al centro un regolamento di conti maturato in un contesto di spaccio
Quella sera del 27 ottobre 2025 a Gallipoli si erano sentiti colpi di pistola. Pochi istanti, concitati, nel cuore della città. Poi il silenzio e la fuga.
Quando le volanti della Polizia di Stato arrivarono sul posto, i protagonisti della sparatoria si erano già dileguati. Poco distante, un uomo ferito veniva soccorso da un giovane che lo accompagnava all’ospedale di Gallipoli. La diagnosi parlava di una ferita d’arma da fuoco al torace. Successivamente il trasferimento a Lecce, nel reparto di rianimazione, con prognosi riservata ma, fortunatamente, non in pericolo di vita.
Le indagini
Da quella notte sono partite indagini complesse e articolate, coordinate dalla Procura della Repubblica di Lecce e condotte dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gallipoli con il supporto della Squadra Mobile.
Gli investigatori hanno ascoltato testimoni, analizzato le immagini delle telecamere di videosorveglianza, repertato bossoli e ogive con il lavoro della polizia scientifica. Sono state eseguite consulenze balistiche e medico-legali, oltre ad approfondimenti tecnici su traffico telefonico e contenuti informatici .
Tassello dopo tassello, il quadro si è delineato. Secondo la ricostruzione investigativa, la sparatoria sarebbe maturata in un contesto di forte contrapposizione tra famiglie coinvolte nello spaccio di sostanze stupefacenti. I colpi esplosi contro la vittima sarebbero stati la risposta a un precedente episodio di fuoco avvenuto poco prima ai danni di un familiare degli indagati .
Quella sera il padre di due degli odierni arrestati si sarebbe messo alla ricerca dell’uomo poi ferito, appostandosi nei pressi della sua abitazione mentre uno dei figli effettuava diversi giri attorno all’edificio per rintracciarlo .
Quando l’uomo è stato avvistato, ne sarebbe nata una breve discussione. Secondo gli accertamenti, sarebbero stati esplosi alcuni colpi con una pistola a salve modificata, in grado di utilizzare munizioni calibro 6.35, che non avrebbero colpito il bersaglio ma un’auto parcheggiata .
Subito dopo sarebbero intervenuti i figli dell’uomo appostato. A bordo di un’auto avrebbero inseguito la vittima, esplodendo ulteriori colpi. Uno di questi avrebbe raggiunto l’emitorace posteriore sinistro .
Un’escalation consumata in presenza di persone e automobilisti estranei ai fatti, con un epilogo che avrebbe potuto essere ancora più grave.
L'esito delle indagini
Il 18 febbraio, a distanza di mesi, l’esito dell’indagine: tre ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite a Gallipoli nei confronti di tre soggetti, tra cui due fratelli, ritenuti responsabili, a vario titolo, di tentato omicidio, detenzione illegale di armi e munizioni, porto in luogo pubblico di armi e ricettazione .
Per loro si sono aperte le porte del carcere di Lecce.
Si precisa che i provvedimenti adottati nella fase delle indagini non implicano responsabilità definitive e che la colpevolezza degli indagati potrà essere accertata solo con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.



