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Il Lecce perde ancora, nonostante una prestazione ordinata a Torino. Primo tempo più incisivo del secondo dal punto di vista della prestazione, ma nel momento migliore i granata hanno segnato il gol che ha permesso loro di vincere la partita. Ci può stare subire lo svantaggio quando si gioca fuori casa uno scontro diretto, ci può stare anche perdere; quello che non è più possibile accettare è l’incapacità di reagire e di rendersi pericolosi.

Il Toro, dopo essere passato in vantaggio, si è chiuso difendendo basso, senza concedere profondità ai giallorossi, i quali non hanno trovato armi per recuperare il risultato. Non è la prima volta. Di Francesco, che non poteva utilizzare Stulic per un colpo subito in allenamento, ha messo dentro le esigue risorse offensive che annovera la rosa a sua disposizione, ma l’inerzia della partita è andata pian piano spegnendosi; anzi, gli avversari in contropiede avrebbero potuto raddoppiare in più di un’occasione.

Ci è stato detto più volte che il mercato è chiuso, ma se così fosse non ci riterremmo soddisfatti delle operazioni, pur costose, portate a termine. Dall’inizio del campionato questa squadra dà un’immagine chiara di sé: ordinata, tiene bene il campo, difficile da mettere sotto, ma in enorme difficoltà nel momento in cui deve produrre pericoli alle difese avversarie.

Quando si sono giocate più di venti partite non è più il caso di fare finta di nulla: bisogna intervenire per migliorare. Il campionato offre la finestra di mercato di gennaio; è quello il momento per fare, sia in entrata che in uscita, ciò che non è stato possibile realizzare in estate. Non è una nostra opinione, è il campo che detta le regole, e fare finta di nulla non porta benefici.

Mentre vi scriviamo ci sono ancora ventiquattro ore alla fine del mercato e ci dispiace che nei precedenti trenta giorni non si sia riusciti a migliorare questo aspetto, che condiziona fortemente la fase offensiva della squadra. Una formazione come il Lecce, che recupera una quantità industriale di palloni con Ramadani e Coulibaly ma non ha gli strumenti tecnici per ribaltare velocemente l’azione, non può non andare in affanno.

Contro il Torino, ad esempio, ci si poggiava continuamente su Sottil, finché non è scoppiato: l’ex viola ha tentato di tramutare i palloni trattati in occasioni pericolose. Immaginate se il Lecce, invece di avere il solo Sottil o il solo Banda durante le transizioni, potesse appoggiarsi ad almeno un altro elemento, uno che vede le linee di passaggio, capace di regalare tasso tecnico alla manovra. Probabilmente i giallorossi non riperderebbero l’80% dei palloni che faticosamente conquistano e riuscirebbero a rendersi più pericolosi.

In questo gennaio ci saremmo aspettati una mezz'ala qualitativa, ma è arrivato Gandelman, che è un incursore; un’ala destra di qualità e una terza punta, in modo da poter giocare con due terminali offensivi quando il risultato lo avrebbe richiesto. Invece sono arrivati tre centrocampisti di quantità e una sola punta per sostituire il giovane Camarda, che starà fuori per molto tempo.

Siamo convinti che questa squadra, con pochissime migliorie, potrebbe divertirsi e far divertire i suoi tifosi e, nello stesso tempo, raggiungere l’obiettivo della salvezza. Per un momento bisognerebbe smettere di essere “tifosi” delle nostre convinzioni e prestare più attenzione a quello che suggerisce il terreno di gioco.

La prossima sarà un’altra partita difficile contro l’Udinese (in Serie A semplici non ce ne sono) e speriamo di poterla affrontare avendo in organico quegli elementi di cui questa squadra necessita per garantire più opzioni nella fase offensiva, in maniera tale da arrivare al gol con maggiore frequenza.

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