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Pantaleo Corvino ormai lo conosciamo bene. Quella vissuta in questa stagione è stata la sua sesta salvezza nella massima serie con il Lecce, considerando primo e secondo ciclo da dirigente del club giallorosso.

Ieri è accaduto qualcosa di anomalo

Di solito, Corvino non segue le partite del Lecce né in tribuna né in panchina. Le vede altrove, probabilmente per non lasciar intravedere le proprie emozioni, per rimanere lucido senza farsi condizionare dall’euforia o dalla rabbia del momento. Ieri, però, in un giorno di festa ha deciso di presentarsi in panchina, e vedere la sfida proprio lì, insieme ai ragazzi, allo staff tecnico e medico ed all’allenatore. L'ultima volta che era accaduto risaliva alla semifinale del campionato Primavera tra Sassuolo e Lecce. 

Corvino ha visto la sua squadra perdere ma il risultato di ieri poco importa. Alla fine ha salutato i tifosi girando per tutto il campo insieme alla squadra e ricevendo un meritato applauso. Ancora una volta ha avuto ragione lui, costruendo una squadra solida che è riuscita a salvarsi addirittura prima di giocare 3 partite. Adesso nuove sfide lo attendono ma lui è pronto ed ha ancora una grande voglia di stupire l’Italia intera. 

Pantaleo Corvino

Le sue parole ieri ai microfoni di Sky Sport 

Le parole di Pantaleo Corvino ai microfoni di Sky Sport: 

I numeri che mi riguardano sono importanti e rimarranno impressi nella storia del club. Saverio ha voluto il mio ritorno a Lecce non per arrivare a certi obiettivi, ma per altri, sapendo che il sogno dei tifosi era quello di tornare in Serie A ed è quello che ci inorgoglisce. Oggi vedere tre ragazzi della Primavera, che è stata anche campione d'Italia, titolari, è un'altra cosa che ci riempie di orgoglio, i nostri tifosi sono un'arma in più, ci spronano sempre.

Saverio mi ha richiamato per mettere a posto i conti, in questi tre anni non solo ci stiamo riuscendo ma abbiamo anche raggiunto risultati sportivi esponenziali, siamo salvi con la squadra più giovane del campionato e senza prendere giocatori in prestito. Questa ricchezza ha messo a posto situazioni pregresse. Dovrei essere un timbro di garanzia per tutti, con il Cagliari ho fatto 250 presenze da dirigente del Lecce. Vorrei non cedere nessuno e mettere dentro qualcosa in più per essere protagonisti, ma devo tenere conto delle esigenze societarie, il club vuole fare gli interessi dell'intero territorio.

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