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Ha scelto Lecce. Per il proseguo della sua carriera, nonostante altre offerte. Ha deciso di tornare nel Salento, decurtandosi l’ingaggio pur di vestire la casacca giallorossa. Lo scorso anno ha giocato poco, eppure ha dato esperienza ad un gruppo giovane, che aveva bisogno di leader silenziosi, utili tanto quanto quelli che fanno rumore.

Stiamo parlando di Marin Pongracic, centrale difensivo giallorosso che in queste prime 4 partite ha alternato prestazioni sontuose ad altre un pelo meno convincenti. Sono proprio i blackout che vive durante le gare che non gli permettono di compiere quel definitivo salto di qualità che meriterebbe, senza dubbio, per doti tecniche e qualità fisiche.

Il difensore croato ha giocato al Borussia Dortmund, marcato Haaland in allenamento, esordito in Nazionale e persino sentito dal campo la famosa musichetta della Champions League. È un giocatore esperto nonostante sia ancora giovane ed ha tutte le potenzialità per diventare un centrale da grande squadra.

A volte, però, pecca di superficialità. Commette errori dovuti alla sufficienza del suo approccio alle diverse situazioni, quasi come se non avvertisse la situazione di pericolo. A Monza, ad esempio, ha sbagliato diversi interventi, ma poi nel finale ha sventato un pericoloso cross proveniente dalla destra con una scivolata rischiosa ma puntuale, avventata ma precisa.

Marin è così, prendere o lasciare. Ed ovviamente il Lecce lo ha preso, a titolo definitivo, compiendo un affarone per questa stagione e magari, chissà, anche una plusvalenza in futuro. D’Aversa lo nomina spesso quando parla dei leader di questo spogliatoio. Ed in effetti lo vediamo sempre lì, a spronare i suoi compagni di squadra ed a dispensare consigli per quelli di reparto.

Con Baschirotto ormai rappresentano una coppia collaudata, sebbene venerdì sera l’ex Ascoli non ci sarà causa squalifica. Toccherà a Pongracic, quindi, guidare il suo nuovo compagno di reparto e fermare il fisico e tecnico Retegui. Marin sa che questa è una stagione importante, sia per lui che per il Lecce. Eliminare i momenti di vuoto deve essere l’obiettivo per continuare a migliorare, crescere e stupire. 

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