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C’erano tutte le premesse per una serata già scritta. L’Inter arrivava al Via del Mare con sette vittorie consecutive, rilanciata nella corsa alle zone alte della classifica. Il Lecce, invece, era in piena lotta salvezza, reduce da un campionato complicato e con Serse Cosmi in panchina, subentrato proprio a Eusebio Di Francesco.

Eppure, quella partita andò contro ogni pronostico.

Era una giornata fredda e piovosa. Prima del fischio d’inizio venne rispettato un minuto di silenzio in memoria del senatore Oscar Luigi Scalfaro, scomparso nella notte. Poi il campo raccontò un’altra storia.

Il Lecce non partì bene. All’11’ Benassi rischiò grosso regalando palla a Milito, ma l’argentino non trovò la porta. I giallorossi faticavano a costruire gioco e cercavano di colpire con le accelerazioni di Cuadrado e Muriel. L’Inter, guidata da Claudio Ranieri, provava a imporre il proprio ritmo, ma la manovra non era fluida e Sneijder viveva una serata opaca.

Al 32’ Pazzini impegnò Benassi con un diagonale velenoso. Ma il momento decisivo arrivò al 40’. Cross di Oddo dalla destra, Giacomazzi controllò con il tempo giusto e batté Julio Cesar con un rasoterra preciso: 1-0. Era il primo successo casalingo del Lecce in quella stagione.

Nella ripresa l’Inter cambiò volto. Fuori Sneijder, dentro Alvarez. I nerazzurri aumentarono la pressione, soprattutto sulle palle inattive. Samuel colpì di testa su corner, Cambiasso ribadì in rete ma l’arbitro annullò per fuorigioco. Poco dopo altro episodio simile, ancora offside.

Il Lecce soffriva ma resisteva. L’Inter attaccava con il 60% di possesso palla, tirava di più (9 conclusioni contro 3), conquistava più corner (7 contro 5), ma non trovava il gol. All’89’ Pazzini ebbe la palla dell’1-1 con un colpo di testa potente, ma Benassi compì un intervento decisivo che blindò la vittoria davanti ad un Cristian Chivu che quel giorno non giocò ma sguì il match dalla panchina.

Al triplice fischio, con 2 minuti di recupero nel primo tempo e 4 nel secondo, il tabellone segnava 1-0. Il Lecce saliva a quota 16 punti e tornava a sperare concretamente nella salvezza. L’Inter, ferma a 35, vedeva interrompersi la serie positiva e rallentava la propria rimonta.

Quella stagione si sarebbe poi chiusa con la retrocessione dei giallorossi. Ma quella sera resta una fotografia potente: una squadra data per spacciata che, contro ogni logica e statistica, riuscì a fermare un’Inter lanciata.

Il calcio, ogni tanto, si ricorda di essere imprevedibile. E il Lecce di Cosmi, sotto la pioggia del Via del Mare, ne fu la prova.

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