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Stazza ragguardevole, continuità e tanta intelligenza calcistica: il ritratto di Wessel Been

Scritto da Patrizio Negro  | 

A poche ore dalla chiusura del calciomercato, il Lecce si regala l’attaccante che stava cercando per la Primavera per sopperire - anche numericamente- alla cessione di Back andando a pescare, dal PEC Zwolle, il centravanti Wessel Matthè Been, classe 2003.

Se il direttore Corvino è diventato famoso, soprattutto sul web, per l’espressione ‘è n’angale’ durante la presentazione ufficiale di Helgason per sottolineare la statura elevata del calciatore, chissà quale nuova definizione conierà per Been, data l’altezza ragguardevole del giovane centravanti olandese: ben 199 centimetri

Fin da bambino, Wessel è incoraggiato a praticare qualsiasi sport: i genitori, infatti, hanno frequentato con successo l’Accademia di Educazione Fisica (in Olanda denominata ALO) e la sorella sembra avere una grande predisposizione per la corsa, qualità che confermerà in futuro, specializzandosi nei 400, 800 e 1500 metri piani, con buoni tempi ottenuti a livello internazionale. Così, comincia a tirare i primi calci al pallone. 

Nel frattempo, il ‘piccolo’ Wessel abbandona tale definizione in quanto comincia ad innalzare la propria statura in maniera rapida e considerevole: è tutto ‘merito’ dei geni di suo padre, il quale ha messo la propria altezza elevata a disposizione per giocare a pallavolo ad alti livelli.

Been cresce nella piccola squadra dell’HSC Heiloo e viene notato dagli scout del Groningen, i quali gli offrono un periodo di ‘stage’ da loro: per motivi ambientali, decide di non accettare la proposta e di comunicare al Groningen la sua volontà di non spostarsi lì proprio il giorno prima del trasferimento. ‘Volevo solo finire la scuola a casa mia, ritrovare la gioia di giocare a calcio e seguire i miei istinti personali’, confessa ai suoi. 

Così, Wessel resta dov’è e ritrova lentamente la sua identità. Nel frattempo, gli giungono ben cinque inviti da parte dell’AFC Amsterdam ad aggregarsi al proprio settore giovanile: Wessel accetta, spinto dai genitori. 

Così, si sposta nella capitale e si aggrega alla formazione Under 17 della società, dove si impone all’attenzione degli addetti ai lavori per il suo ruolino di marcia molto promettente: 17 gol e 5 assist in 20 partite. Attira così l’attenzione del PEC Zwolle, il quale lo tessera all’inizio della stagione 2020/2021 per impiegarlo nella propria selezione Under 18. ‘Al PEC mi sono subito trovato benissimo: i compagni, l’atmosfera, la relazione con la società. Mi sono sentito subito come in famiglia. Come un bagno caldo in inverno’, ammette Been. 

Trova impiego soltanto in due occasioni: per soli 36 minuti nella sconfitta per 8-1 contro i pari età dell’AZK Alkmaar del 12 Settembre 2020 e per tutto il match nella sconfitta per 1-0 contro l’Ajax Under 18 del 3 Ottobre dello stesso anno. Per la stagione in corso, viene promosso alla selezione Under 21 del PEC Zwolle, senza però mai scendere in campo.

L’identikit di Wessel Been stilato da Football Manager 2022 parla di un calciatore di ben 199 centimetri per 88 chili di peso forma

Descritto come una promessa e come un giovane attaccante, è un uomo d’area e fulcro del gioco avanzato, sebbene a inizio carriera sia stato schierato come attaccante di sostegno, come regista avanzato e come centrocampista offensivo (e quindi, all’occorrenza, può arretrare il suo baricentro giocando come seconda punta). Senza dubbio, la crescita in statura ha fatto sì che l’avanzamento di posizione fosse totalmente giustificato dalla maggiore pericolosità in area di rigore. 

Been, secondo il videogame manageriale, ha un validissima adattabilità, è un giocatore con molta continuità e sa giocare con naturalezza in un paio di ruoli

E’ considerato un giocatore mentalmente dotato, anche perché l’abilità nel prendere la decisione giusta è una delle caratteristiche principali della sua intelligenza calcistica. Possiede un discreto ritmo di gioco ed ha una personalità equilibrata e normale.

Di contro, deve lavorare duramente per migliorare i cross; inoltre, la mancanza di forza e di forma, per il videogame manageriale, significa che dovrebbe stare in palestra a lavorare sulle sue capacità atletiche.

I migliori attributi di Been sono quelli relativi alle decisioni (14/10) e alla freddezza (13/10); a seguire, quelli sulla fantasia, sulla capacità di calciare i rigori, sull’accelerazione, sull’impegno e sui calci piazzati. Deve assolutamente migliorare, fra le altre cose, sulla massima elevazione, sui cross e sui tiri da lontano.

Le caratteristiche di Wessel Been secondo Football Manager 2022

 

Wessel Been ha un’abilità attuale di 36/60, ma quella potenziale può arrivare fino ad un beneaugurante 60/100.

L’acquisizione di Wessel Been è un altro colpo di Corvino in ottica sia presente (alla Primavera serviva una punta ‘di peso’, anzi ‘di stazza’) sia futura, visto che si tratta di un elemento che ha ampi margini di miglioramento e che, se cresce, migliora e comincia a credere nei propri mezzi e nelle proprie potenzialità, potrà un giorno diventare – grazie anche alle sue leve – un centravanti devastante. 

Gli si prospetterà davanti un duro lavoro, ma è abituato ad impegnarsi proficuamente in allenamento e sa già quello che vuole. ‘Il mio scopo è quello di raggiungere il livello più alto possibile con la mia squadra, allenarmi costantemente. Anche se può rivelarsi duro, non mi spaventa, anzi. Mi piace il lavoro duro. Mi piace tutto dello sport, mi piacciono tutti gli sport, ma è il calcio quello che mi diverte di più. Pratico il basket e il golf per diletto, ma mi è sempre piaciuta l’atmosfera del gruppo nel mio percorso calcistico, così come il lavoro di squadra. Voglio crescere e affermarmi in questo sport’. Che è poi quello che desideriamo anche noi.

Welkom en goed gedaan, Wessel!


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