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7.6.2014: Frosinone-Lecce 3-1.

Una data che tanti tifosi leccesi ricordano tristemente, una sconfitta amara ai tempi supplementari che ci negava per il secondo anno di fila la promozione in serie B. Sembrava che quell’incubo cominciato nel 2011 iniziasse ad assumere le sembianze di una dura realtà.

Sembrava che il destino ci avesse voltato le spalle, quasi a volerci punire per quel Bari-Lecce 0-2. Noi che in quella storia eravamo vittime e abbiamo assistito, impotenti, a una doppia retrocessione.

Il giorno di Frosinone - Lecce lo ricordo come se fosse ieri, la mia prima trasferta, il gruppo di amici con cui avevo condiviso ogni gioia e dolore. Mancavano pochi giorni all’inizio della maturità ma la voglia di esserci, tutti insieme, era troppo forte. Una vera e propria invasione, un’ondata di felicità, di sensazioni positive, la speranza di riprendersi sul campo quello che ci avevano tolto.

Giocavamo in casa, come sempre.

Il gol e l’esultanza di Beretta a pochi metri da noi potevano essere l’inizio di una giornata da raccontare.

Il palo di Beretta e il pareggio del Frosinone allo scadere del primo tempo, invece, ci riportavano sulla terra.

Il destino ci aveva servito il conto: 3-1 e invasione di campo dei ciociari.

In quel momento è calato il buio, guardavo il terreno di gioco come se fossi in una bolla. Non sentivo nulla. Piangevo, piangevano tutti. Non ce lo meritavamo.

Accanto a me l’amico di sempre. Mi dice una frase che è impressa nella mia mente. All’alba arriviamo a Lecce, piazza Sant’Oronzo è vuota, triste, ma è bellissima. In quel momento una promessa: un giorno in questa piazza festeggeremo e torneremo a Frosinone, insieme, in serie A.

Quel giorno è arrivato.

Sono passati dieci anni, siamo cresciuti, abbiamo vissuto in città diverse ma due cose non sono mai cambiate: l’amicizia e l’amore per il Lecce.

Ecco.

Per anni il 7.6.2014 l’ho ricordato come un incubo. Ho cercato di rimuoverlo e ho sbagliato. Non era un incubo. Quel giorno ho capito che non avrei passato un minuto della mia vita senza quell’amico e senza il Lecce. Il destino, quello che per anni ci ha voltato le spalle, mi ha impedito di comprare il biglietto per domenica. Non ci sarò, purtroppo, ma la lezione più importante l’ho imparata il 7.6.2014.

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