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Quello del portiere è un ruolo delicato. Bisogna avere tecnica, personalità ma soprattutto una grande forza interiore mista alla capacità di cancellare subito gli errori per ripartire con ancora più convinzione.

Quello del portiere della propria squadra del cuore è un ruolo ancor più delicato e questo Marco Bleve lo sa bene. Lui è cresciuto con addosso la maglia del Lecce, partendo dalle giovanili e partecipando attivamente a tutte le gioie ed a tutti i dolori recenti che i tifosi di questa maglia hanno vissuto.

Sempre presente 

Bleve c’era in C, c’era in B e c’è stato in A. Ha visto il Lecce affondare, faticare a venire fuori dalle torbide acque della Lega Pro ma ha anche contribuito alla rinascita del club salentino, portando negli spogliatoio tutto l’entusiasmo e l’orgoglio di rappresentare e difendere i colori della squadra della propria terra.

In totale è sceso in campo 40 volte, subendo 31 reti e portando a casa ben 18 clean sheet. L’unico rimpianto riguarda quel mancato esordio in Serie A due stagioni fa. 

Nell’ultima giornata di campionato Marco Baroni ha deciso di schierare lo stesso Wladimiro Falcone, nonostante la salvezza acquisita e la possibilità di far esordire al Via Del Mare nella massima serie un figlio di questa terra.

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