Una partita da incorniciare, da custodire come un gioiello prezioso da guardare senza indossarlo. Lecce-Udinese di Coppa Italia è stata la partita perfetta. Almeno per chi ama il bel gioco, il calcio offensivo e senza troppi tatticismi. E così è stato. La partita è finita 4-5 per i bianconeri ma poteva essere un 5-5 se alla fine Di Michele non avesse parato un calcio di rigore a Mirko Vucinic. Si, avete capito bene: l’attaccante Di Michele in porta che para un penalty a quello che sarebbe diventato uno degli attaccanti più forte in quegli anni.

Era il 20 Novembre 2004 quando le due squadre si affrontavano per passare il turno di Coppa Italia. Sulle panchine Zeman e Spalletti. Le squadre praticavano un gioco offensivo e si affrontarono a viso aperto nonostante il turn-over. I giallorossi, in vantaggio di tre reti, si fanno rimontare, poi perdono Paci per doppia ammonizione. Quando sono ormai sul 4-5 per i bianconeri, Vucinic riesce a procurarsi un calcio di rigore ai danni di un giovanissimo Samir Handanovic che viene espulso. In porta ci va David Di Michele ma la storia ce la facciamo raccontare direttamente da lui:

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E’ successo un po’ di tutto. C’è da dire che io già a Salerno mi mettevo in porta e mi facevo tirare un po’ da tutti perché mi piaceva stare in porta anche se ero piccolino. In quel momento dissi a Spalletti che al posto di Handanovic, espulso, dovessi andarci io mentre lui voleva che ci andasse Muntari. Io mi rivolsi a Samir e gli dissi: “Dammi maglia e guantoni, non ti preoccupare che ci vado io”. In quel momento sul dischetto c’erano sia Bojinov che Vucinic e stavano litigando per chi dovesse tirarlo, poi l’ha spuntata Vucinic. Penso che quella litigata ha dato un vantaggio a me e lui lo ha un po’ innervosito. Io mi sentivo a disagio perché la porta era enorme ed io ero piccolino. Nessuno avrebbe puntato un euro. Cosa ho pensato? E’ inutile buttarmi, rimango fermo e faccio una finta. Pensavo che avrei preso gol facilmente e invece non fu così: io mi buttai e con il piede sinistro riuscì a tirarla via dalla porta. Penso che sia stata la ciliegina sulla torta della mia stagione perché feci 11 gol in Campionato, 6 in Coppa Italia e fui chiamato in Nazionale.