Cristian Servidei, ex difensore del Lecce tra il ‘95 ed il ‘97, ha parlato della sfida di sabato tra i giallorossi salentini e la Spal ai colleghi de La Nuova Ferrara.

Questo il suo pensiero: “Gigi è molto carismatico. Non mi sorprende che la sua carriera sia iniziata alla guida di una nazionale. Non avrà esperienza di squadre in A ma ha una credibilità indiscutibile, acquisita in azzurro. Poi, c’è un piccolo vantaggio: i tecnici della Serie A non lo conoscono e non possono averlo studiato. E’ filo-zemaniano. E’ stato allenato dal boemo sia a Foggia sia nella Roma, dove eravamo compagni. Conosceva movimenti e schemi richiesti dal tecnico e spesso era lui a spiegarceli sul campo”.

Servidei dice la sua sul sistema di gioco che potrebbe utilizzare Di Biagio“Penso che vedremo una SPAL col 4-3-3, pur se con una difesa non alta come quella di Zeman. Mi aspetto tante verticalizzazioni e tagli dei centrocampisti. Scordiamoci il possesso palla: vedremo due tocchi e gioco per gli esterni con il centravanti deputato a fare sponde. Come uscire dalla moria di risultati? Banalmente direi…facendo punti. Dopo due o tre mesi dove vi era una corsa a rilento, le rivali della SPAL stanno cominciando a fare punti, Lecce in primis. I biancoazzurri ora devono correre anche se il calendario non è dei migliori”.

Sulla partita Lecce-Spal: “La vittoria pesa di più per il Lecce che per la SPAL. Col successo i salentini andrebbero a +10, +11 contando gli scontri diretti, e col fatto che in programma c’è anche Juventus-Brescia, si potrebbero staccare due rivali. La SPAL, invece, vincendo trarrebbe un importante beneficio psicologico. Tornerebbe sì in corsa, ma pur sempre a -4”.

Servidei conclude: “Prevedo una gara aperta a ogni risultato. L’ambiente, con 25mila spettatori, peserà. Ma se il Lecce dovesse andarci ‘leggero’, dopo gli ultimi due successi, rischierebbe la punizione. La SPAL invece col gioco di Di Biagio può trovare il modo di infilare la peggior difesa della Serie A”.