Giunge la quarta sconfitta consecutiva per un Lecce che chiude il girone di andata a soli 15 punti ma comunque un punto davanti alla terz’ultima. Quindi salvo. Chiaramente potrebbe bastare, con grande soddisfazione di tutti, se questa contro il Parma fosse l’ultima partita del campionato e non soltanto l’ultima del girone di andata.

Il Lecce ha subito un’involuzione concreta, palpabile, nelle partite da Brescia (compresa) ad oggi. Paradossalmente proprio nel periodo del campionato in cui tutte le squadre trovano la quadratura del cerchio, dopo il rodaggio fisiologico di inizio campionato, il Lecce non c’è. I giallorossi sembrano ancora un cantiere aperto, sia dal punto di vista dell’idea di gioco che da quello atletico, con mezza squadra fuori per infortuni muscolari vari.
Lo abbiamo detto e lo ripeteremo in ogni circostanza: questa squadra se al completo e ben allenata atleticamente può giocarsela con chiunque, se deve giocare la serie A con i calciatori contati e quelli che giocano sono fuori forma, non può vincere contro nessuno.

In queste condizioni neanche contro una formazione di serie B.

Questa è la verità e da questa si deve ripartite nel girone di ritorno, pena la retrocessione.
Una squadra ormai senza identità, fragilissima psicologicamente, distrutta atleticamente e che non tira più in porta, continuando a subire due gol di media a partita segnandone molti di meno, non potrà salvarsi.

Il passo deve cambiare, contro chiunque; gli avversari che si chiamino Juventus, Inter, Lazio o Atalanta devono essere affrontati per prendere i tre punti. La scusa che sono più forti non vale più. Sono finiti i bonus, la classifica non aspetterà il Lecce. Gli interventi che verranno fatti sul mercato (e verranno acquistati altri giocatori) non basteranno a colmare le lacune atletiche, né a far guarire gli infortunati; ci si deve fare un esame di coscienza perchè si è in testa nella speciale classifica degli infortuni.
Non è edificante.
I primi che devono farlo sono proprio coloro che hanno condotto la preparazione atletica, coloro che allenano i ragazzi nel chiuso dell’Acaya, coloro che curano il recupero degli infortunati, tutte persone che rispondono direttamente a Liverani, perchè da egli volute nel suo staff.

Noi ci fidiamo dell’intelligenza del tecnico giallorosso, che si rimbocchino le maniche e inizino anche loro a fornire i risultati. Sono pagati per questo. La preparazione atletica deve andare di pari passo con quella tecnico-tattica e dev’essere continua e personalizzata. I tanti infortuni muscolari non si spiegano diversamente. Siamo in serie A, abbiamo una proprietà che ha fatto i salti mortali per arrivarci e ne farà altri per restare. Nessuno deve guardare esclusivamente al proprio orticello. Qui una tirata d’orecchie la merita anche Mauro Meluso, al netto delle incongruenze di mercato delle quali si è assunto la responsabilità, è lui il direttore sportivo ed è lui che deve aiutare la proprietà a capire cosa stia accadendo.

Domenica prossima arriva l’Inter di Antonio Conte, seconda in campionato. Per tantissimi motivi i tifosi del Lecce vorrebbero vedere una formazione che scende in campo senza timori reverenziali e con il sangue agli occhi.
Serve una svolta a 360°.