E’ stato approvato in fretta e furia e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale la nuova legge di Bilancio 2020 che tra le altre cose prevede l’introduzione di nuove tasse come la plastic tax, la sugar tax, una tassa sulle auto aziendali, e l’obbligo dello scontrino elettronico.

I commercianti, soprattutto sull’ultimo punto, sono perplessi e anche molto arrabbiati un po’ perché la materia, come al solito, tende a complicare le cose ed un po’ perché costringe l’esercente a spendere più soldi per adeguarsi alla nuova normativa.

A COSA SERVE

Come avviene per la fatturazione elettronica, lo scontrino viene inviato in tempo reale all’Agenzia delle Entrate che saprà quotidianamente i corrispettivi incassati dall’esercente. L’Agenzia, grazie a questo stratagemma, avrà tutti gli strumenti per valutare la presenza di situazioni inopportune o anomale e decidere dunque se procedere o meno ai dovuti accertamenti. Il Fisco dunque dovrebbe conoscere anche i periodi di chiusura o di magra.

COSA SUCCEDE IN CASO DI MALATTIA O FERIE

Può una persona decidere di chiudere il proprio punto vendita per ferie o malattia o qualsivoglia motivo? Ovviamente si, il contribuente può decidere di farlo in qualsiasi momento e per qualsiasi ragione. Alla riapertura dell’attività, ci sarà un invio elettronico dei dati con importi pari a zero relativi al periodo di interruzione.

In quel caso non ci sarà la trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate che prenderà in considerazione anche questo evento per fare le sue valutazioni.

COSA NE PENSANO I COMMERCIANTI

Non sono certamente contenti i commercianti italiani di questo nuovo stratagemma individuato dal Governo Conte per cercare di ridurre l’evasione fiscale.

Per avere un’idea è sufficiente aprire i Social Network e visitare un gruppo Facebook nato circa due mesi fa e arrivato a contare in pochi giorni oltre 133 mila utenti tra partite iva, ex e curiosi: si chiama PARTITE IVA INSIEME PER CAMBIARE (insieme per ribellarci). I temi affrontati in questo contenitore sono diversi ed ognuno degli utenti iscritti mette sul piatto della bilancia le proprie difficoltà e le proprie paure oppure offre delle soluzioni più o meno credibili per affrontare certe spese.

Il tema degli scontrini telematici è stato ampiamente affrontato, così come quello del POS obbligatorio e le relative commissioni imposte dalle banche: per qualcuno deve essere il cliente a pagare il surplus dell’operazione essendo una modalità di pagamento scelta da lui, per altri non è giusto che si paghi un sistema che diventerà alla lunga esclusivo ed imposto dall’alto.

Un tema tanto caro al gruppo è generalmente la pressione fiscale. Un gruppo che si definisce “apolitico” e che per il momento è solo uno spazio dove condividere i propri pensieri. Qualcuno però propone di scendere in piazza e se questo dovesse verificarsi saremmo al secondo fenomeno dello stesso genere verificatosi nel giro di pochi mesi dopo le sardine.

L’Italia si muove. Vuole capire. Vuole ribellarsi. Lentamente.