Liverani, il Genoa, la caduta e poi il successo. Un’esperienza che lo ha lanciato nel calcio che conta

Domenica Fabio Liverani incontrerà uno dei fantasmi del suo passato. Nel Genoa infatti ha mosso i primissimi passi da allenatore sedendo prima sulla panchina delle formazioni giovanili tra il 2011 ed il 2013 e poi è stato promosso da Enrico Preziosi sulla panchina della prima squadra nel Luglio del 2013. La sua esperienza però è durata pochissimo, il 29 Settembre infatti è stato esonerato dopo la sconfitta interna per 0-2 contro il Napoli.

Sette partite ed una media punti da 0,57 a partita. Decisamente migliorato il suo score nel Lecce sia in termini assoluti che relativamente al campionato in corso.

Ai tifosi genoani Liverani dovrebbe stare comunque particolarmente simpatico dal momento che l’unica vittoria l’ha ottenuta nel derby della lanterna con uno 0-3 secco, netto, coinciso anche con il cambio del sistema di gioco fino a quel momento utilizzato.

In effetti, in quella esperienza, il tecnico romano ha provato il tutto e per tutto prima di essere esonerato. Ha cominciato in Coppa Italia con il 4-3-1-2, modulo con il quale qui a Lecce ha vinto tutto, ma lo Spezia passerà il terzo turno e lui abbandonerà presto l’idea del trequartista che all’epoca era Santana. Curiosamente, quella prima di campionato era sempre a San Siro contro l’Inter e anche in quella occasione ottenne una sconfitta (2-0). Lì utilizzò il doppio trequartista, o le due mezze punte, giornalisticamente utilizzò l’albero di Natale con Santana e Bertolacci dietro Gilardino. Uno schema di gioco che gli costò due sconfitte visto che anche la volta dopo, contro la Fiorentina, piovvero gol dalle parti di Mattia Perin (2-5 e vinsero i viola).

Nel derby contro la Samp la svolta: 5-3-2, dunque difesa a tre e un’idea di gioco che sembrava funzionare. Nel derby infatti gli uomini di don Fabio vinsero nettamente e poi raccolsero un altro punto in casa contro il Livorno (0-0). L’idillio con il nuovo modulo però durò troppo poco e contro Udinese e Napoli arrivarono solo amare sconfitte.

Preziosi, che non ha la fama di essere un presidente paziente, decise di esonerarlo e di fatto lo rese l’allenatore vincente che conosciamo oggi.

Il tecnico romano ripartì dall’Inghilterra. Al Leyton Orient in 27 partite riuscì ad avere la media di 1,11 punti a gara. Fu alla Ternana però che si consacrò definitivamente come allenatore emergente: riuscì nella difficile impresa di salvare gli umbri portando in dote 2 punti a partita nelle ultime 13 rimaste.

Nel 2017 arrivò la chiamata del Lecce. Il resto è storia recente…