Un’ultima volta su Lazio-Lecce

Giusto per tornarci su un’ultima volta, perchè ormai il Lecce e tutti noi siamo proiettati alla sfida di domenica sera contro il Cagliari ed è giusto così.

Su Lazio-Lecce nei giorni seguenti al “torto” arbitrale subìto ne abbiamo parlato anche noi, in realtà ne hanno parlato e scritto un po’ tutti, anche coloro che non sapevano di cosa stessero parlando. Oggi, nella riunione tenutasi a Roma all’Hotel Parco dei Principi, alla quale erano presenti rappresentanti dei club ma anche gli arbitri, finalmente è stata fatta chiarezza.

Rizzoli ha ammesso l’errore arbitrale riguardo a Lazio-Lecce.

La domanda è: l’avrebbe fatto se il Lecce avesse presentato ricorso? Crediamo di no, mai avrebbe offerto strumenti congrui al ricorrente. Perché nonostante le ottime argomentazioni nelle mani dell’U.S. Lecce, nessuno, Lecce a parte, avrebbe avuto un vantaggio nell’ammettere l’errore, rischiando di far disputare nuovamente la partita. Sarebbe stato uno smacco per il sistema e ormai sappiamo bene come funzionano le cose quando qualcuno deve assumersi la responsabilità di un errore.
Mi direte: “perché ora non l’hanno fatto?” Si, l’hanno fatto, ma limitando al massimo i danni.

L’impatto mediatico sulla credibilità arbitrale a seguito di un ricorso avente motivazioni valide sarebbe stato devastante, probabilmente sarebbero seguite dimissioni da parte di qualcuno che gestisce i “piani alti” della classe arbitrale, perché il protocollo VAR è in netta antitesi con la regola e soprattutto, dopo aver “reso pubblico” il protocollo, qualcuno ha dimenticato di modificare o integrare proprio quella norma. Che è rimasta immutato.

Magra soddisfazione dirà qualcuno. In realtà siamo convinti invece che la linea adottata dall’U.S. Lecce con in testa il presidente Saverio Sticchi Damiani sia stata vincente. E’ solo una vittoria “morale” è vero, ma quando si tratta di una piccola realtà come la nostra, appena giunta nella massima espressione del calcio a livello nazionale, il farsi rispettare utilizzando competenza, professionalità e dura gentilezza è più appagante del fare una guerra al sistema.

Guerra che un misero cavillo buttato lì, avrebbe trasformato in una disfatta in tutti i sensi.

Ora l’U.S. Lecce viene ringraziata per il tatto dimostrato nel gestire il problema, riconosciuta professionalità e discrezione ma soprattutto ora hanno conosciuto meglio, anche a livello personale, gli uomini e le donne che la compongono.
Bene così.