Gabriel ed i rigori parati: cosi ha zittito chi lo criticava

Portieri si nasce e non si diventa. Noi pensiamo che questo sia un assioma del calcio moderno, un calcio nel quale quello del portiere è un ruolo fondamentale che può interpretare solo chi ha nel DNA senso della posizione e capacità tra i pali.

A Lecce in estate è arrivato un estremo difensore forte, di categoria e capace di ottenere risultati importanti in cadetteria. La nostra è, però, una piazza a tratti troppo esigente e più di qualcuno, alla notizia dell’arrivo di Gabriel nel Salento, ha storto il naso, indicando il brasiliano come un portiere non all’altezza della situazione.

L’errore sul 3 a 0 di Lukaku, nella sfida di Milano contro l’Inter, ha confermato le idee dei criticoni leccesi che, in ogni caso, si sono dovuti ricredere nelle successive gare. Gabriel, da quel momento in poi, non ha sbagliato quasi nulla ed, anzi, è risultato sempre tra i migliori in campo, dimostrandosi un portiere affidabile e di qualità per una neopromossa come i giallorossi.

Oltre alle ottime parate sulle conclusioni degli avversari, il classe ’92 ha deliziato il pubblico del “Via Del Mare” con due grandi interventi sui calci di rigore battuti da Insigne e Kolarov. Il folletto napoletano non ha colpito bene il pallone ma Gabriel ha avuto la capacità di leggere anzitempo la situazione e neutralizzare il penalty. Ciò che è successo dopo, con la ripetizione del calcio di rigore, non ha alcun valore, anche perché nella seconda occasione il brasiliano è andato nuovamente vicino a parare il tiro dell’attaccante avversario.

Il rigore respinto Domenica, invece, è solo frutto di una grande reattività dell’estremo difensore salentino, il quale ha capito le intenzioni del terzino serbo e si è gettato dalla parte giusta, tenendo ancora il Lecce in partita e regalando una gioia ai tifosi presenti sugli spalti.

Ci auguriamo che coloro i quali sentenziano prima di vedere all’opera abbiano l’onestà di ammettere il loro errore. Gabriel deve ancora migliorare, soprattutto nelle uscite, ma ha già lasciato intendere il perché quest’anno Meluso abbia puntato forte su di lui. Adesso ci aspetta un trittico di partite proibitive, quanto meno sulla carta. Il brasiliano ha il compito di chiudere a doppia mandata la porta giallorossa, la possibilità di conquistare dei preziosi punti salvezza passa anche dalle sue mani.