Lecce, vittoria di carattere: Udinese piegata nel finale
I giallorossi dominano, reagiscono al rigore e la chiudono con Banda al 90’. Gandelman ovunque, prova di maturità della squadra di Di Francesco
Il Lecce torna alla vittoria e lo fa nella giornata più importante: in casa, davanti al pubblico giallorosso, contro una squadra reduce dalla vittoria sulla Roma e lanciata verso le posizioni nobili della classifica. I salentini lo fanno senza concedere neanche un respiro agli avversari, fatto salvo l’episodio del rigore – sacrosanto – concesso dal direttore di gara Rapuano sul risultato di 1-0, a margine di un intervento tanto inutile quanto scomposto e avventato di Gaspar.
Gli uomini di Di Francesco, in questa occasione, non si sono lasciati distogliere dal solito episodio sfavorevole e hanno reagito al pareggio immeritato dell’Udinese, costringendo i friulani in trincea praticamente per quasi tutta la partita. Banda ha raddoppiato, segnando il gol del 2-1 al novantesimo, ma in realtà i giallorossi avrebbero meritato di tornare in vantaggio ben prima: tiri usciti di un soffio, traversa dello stesso Gandelman e tante occasioni pericolose finite fuori davvero per centimetri.
Di Francesco ha scelto Gaspar al posto di Siebert, ma il centrale non è entrato bene in partita: un errore dietro l’altro nel primo tempo, compreso il rigore regalato agli avversari, hanno fatto pensare ai più che continuare con il tedesco al fianco di Tiago Gabriel non sarebbe stata una follia. In realtà Gaspar, nella seconda frazione di gioco, si è tranquillizzato e, con l’aiuto dei compagni, è venuto fuori bene da quello stato di “trance” in cui sembrava essere caduto nei primi quarantacinque minuti.
Dicevamo che, oltre alla decisione di ridare la maglia da titolare a Gaspar, il tecnico ha scelto Sottil sull’esterno nel ballottaggio con Banda; per il resto c’erano in campo gli stessi uomini – compreso l’ex viola – che avevano affrontato il Torino nella scorsa giornata di campionato.
Pierotti ha badato ad aiutare Veiga nella marcatura di un Atta davvero di categoria superiore, riducendolo al silenzio. Gallo, dall’altra parte, pur senza grossi aiuti da parte dei compagni, ha impedito agli esterni bianconeri di rendersi pericolosi, recuperando in velocità su chiunque osasse lanciarsi dalle sue parti. Bloccando le fasce, il Lecce aveva fatto il cinquanta per cento del lavoro; il resto lo hanno svolto egregiamente Ramadani, Coulibaly e uno strepitoso Gandelman, davvero ovunque e, per noi, migliore in campo.
Nonostante la pressione dei giallorossi, l’Udinese si è sempre difesa con ordine, con le linee strettissime che hanno creato problemi alla fase offensiva del Lecce, nonostante le occasioni per fare male a Okoye non siano mancate. A quindici minuti dalla fine, Di Francesco, dopo aver effettuato l’inutile sostituzione Pierotti-Banda – costringendo il laterale a giocare fuori ruolo sulla fascia destra – ha capito, quasi illuminandosi, che Ndri è l’alternativa a Pierotti, non Banda. Complice la stanchezza di Sottil e Cheddira, ha potuto così sostituire tutta la linea avanzata, rimettendo le cose in ordine.
Banda, schierato a sinistra, è ovviamente un altro giocatore: molto più incisivo. Ha iniziato a diventare un cliente scomodo per la retroguardia avversaria finché uno scatto in orizzontale ha creato il panico e il suo dirimpettaio è stato costretto ad abbatterlo. Cartellino giallo e punizione sacrosanta, che lo zambiano ha pennellato a giro, scavalcando la barriera e battendo il portiere bianconero, regalando tre punti in classifica ai compagni e ai sostenitori del Lecce, oltre a una gioia indescrivibile.
Vittoria meritata, dicevamo: un successo che serve ad accrescere l’autostima nei ragazzi e, perché no, a regalare fiducia anche ai tifosi giallorossi. Ora bisogna dare continuità sia alle prestazioni sia ai risultati: l’aspetto più difficile. Ma questa squadra può ancora dare tanto e togliersi altre soddisfazioni.







